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Scritto da Redazione
Politica
14 Settembre 2025

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Le dichiarazioni dell’agronomo del comune di Carrara, Carlo Piccini,  sul nuovo regolamento del verde hanno spinto associazione ARCA a rispondere facendo alcune precisazioni. Eccole di seguito:

  1. Piano e Regolamento: Non confondiamo i due strumenti, ne conosciamo perfettamente la differenza giuridica e procedurale. Proprio per questo sosteniamo che il Regolamento non possa essere redatto in assenza del Piano del Verde, che deve fornire il quadro conoscitivo (censimento, stato di salute, valore ecologico) indispensabile per qualsiasi normativa efficace. Senza il Piano, il Regolamento è un esercizio astratto e generico, destinato a continue revisioni. La nostra proposta è chiara: sospendere l'approvazione del Regolamento, redigere urgentemente il Piano e poi calare su di esso un Regolamento coerente.
  2. Il Pino: La bozza di Regolamento consegnata alla Commissione non include il pino domestico (Pinus pinea) tra le specie consigliate per le alberature. Il suo eventuale reinserimento in una versione successiva non cancella la gravità della scelta iniziale, emblematica di un approccio culturale e tecnico inadeguato al paesaggio carrarino.
  3. Conflitto di Interesse: La questione non attacca la professionalità generale del dottor Piccini, ma contesta un caso specifico e incontrovertibile. Egli è stato estensore della perizia che ha autorizzato l'abbattimento dei pini in Salita San Ceccardo, operazione sulla cui palese irregolarità (mancate verifiche strumentali, violazione del periodo di nidificazione, ignorati vincoli paesaggistici) è intervenuto autorevolmente anche il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) nazionale. Redigere un regolamento di tutela dopo aver firmato quel parere costituisce un evidente conflitto.

Le nostre critiche sono pertanto tecniche, circostanziate e condivise dalla LIPU, che ha a sua volta inviato osservazioni al comune per allineare il regolamento alle normative europee e ai principi di un'effettiva gestione ecologica. Il nodo è politico e strutturale: affidare la stesura delle regole a chi ha contribuito a decisioni contestate, prima ancora di avere un Piano del Verde, è una scelta che mette a rischio la credibilità dell’intero processo.

 

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