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Scritto da Redazione
Politica
02 Ottobre 2026

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E' severa l'analisi della situazione della sicurezza a Carrara fatta dal consigliere Filippo Mirabella della Lista Ferri: "Carrara è sempre più insicura. Accoltellamenti, risse insanguinate per strada, spaccio alla luce del sole, rapine, spaccate e pestaggi: la nostra città è diventata un luogo dove le famiglie hanno paura ad uscire di casa e i commercianti sono lasciati soli a difendersi. Di fronte a questa emergenza reale e spaventosa, la reazione della Sindaca Arrighi è a dir poco fuori tempo: una lettera al Prefetto che arriva dopo anni di segnalazioni dell'opposizione e che, per tempistica, non può non suscitare interrogativi politici.Se non fosse per la gravità della situazione, vedere il Sindaco Arrighi riscoprirsi improvvisamente attenta al tema della sicurezza potrebbe sorprendere. Per quattro anni, infatti, da quando è stata eletta nel 2022, la prima cittadina ha bollato la paura e l'inquietudine dei cittadini come una semplice "percezione" e non come una drammatica realtà.

Ma cosa significa davvero "percezione"?

Percezione significa avere la sensazione che qualcosa stia cambiando, che una situazione stia peggiorando, che il livello di sicurezza si stia riducendo. Significa avvertire un possibile pericolo prima che diventi un'emergenza conclamata. E allora mi chiedo: anche ammesso, e non ritengo che fosse così, che allora si trattasse soltanto di una "percezione", perché la Sindaca non ci ha ascoltato? Il buon senso di chi amministra una città dovrebbe suggerire di intervenire PRIMA, non quando il problema è ormai esploso. Non chiediamo al sindaco Serena Arrighi di non rivolgersi al Prefetto. Chiediamo perché abbia deciso di farlo soltanto oggi, dopo che per anni l'opposizione ha sollevato gli stessi problemi. E soprattutto chiediamo che cosa sia stato fatto, nel frattempo, con gli strumenti che erano già nelle disponibilità del Comune. Perché una cosa è certa: se oggi la sicurezza è una priorità, lo era anche quando come consigliere di opposizione portavo quelle proposte in Consiglio comunale. Oggi, improvvisamente, a un passo dalla campagna elettorale — in cui pare pronta a correre persino senza l'appoggio del PD — si ricorda del Prefetto e chiede maggiore presenza dello Stato e più controlli.

La realtà è che i cittadini sono esasperati e non accettano più di sentirsi rispondere che il problema è soltanto una "percezione". Quando una persona evita una zona della propria città, quando un commerciante teme per la propria attività, quando una famiglia non si sente tranquilla a uscire la sera, non siamo più davanti a una semplice percezione da archiviare con una parola: siamo davanti a un problema politico che chi amministra ha il dovere di affrontare. Di fronte a questo la risposta dell'amministrazione Arrighi non può trasformarsi nell'ennesimo scaricabarile istituzionale. Chiedere più presenza dello Stato è legittimo e, se necessario, doveroso. Ma non può diventare il modo per spostare fuori dal Palazzo comunale responsabilità che appartengono direttamente all'Amministrazione. Perché collaborare con Prefettura e Forze dell'Ordine non significa scaricare altrove ciò che il Comune può e deve fare con i propri strumenti. Prima di puntare il dito contro Roma o la Provincia, la Arrighi risponda di ciò che rientra sotto la sua diretta e immediata responsabilità:

L'amministrazione dica finalmente ai cittadini quanti agenti sono stati realmente assunti dal 2022 ad oggi, quanti sono oggi in servizio e quanti sono venuti meno per pensionamenti, trasferimenti o altre cessazioni. Perché il problema non è soltanto quanti agenti vengono assunti, ma quanti ne restano effettivamente disponibili per presidiare il territorio, nonostante i finanziamenti e gli strumenti messi a disposizione dal Governo centrale. Perché personalmente avevo già chiesto di utilizzare la graduatoria e di rafforzare l'organico della Polizia municipale, così come avevo chiesto una maggiore presenza sul territorio e il potenziamento dei servizi, compreso il terzo turno.

Che fine ha fatto il promesso presidio della Polizia Locale ad Avenza? L'Assessore Guadagni ha temporeggiato per mesi sostenendo di non trovare una sede idonea. Poi è stato individuato l'ex CAT,  immobile riqualificato grazie ai fondi del Bando Periferie, ma la domanda politica resta: quanti anni dovevano trascorrere prima di garantire ad Avenza almeno un presidio provvisorio della Polizia municipale? Perché, anche nelle more della soluzione definitiva, una presenza visibile avrebbe rappresentato un segnale concreto ai cittadini.Dopo la mozione approvata all'unanimità dal Consiglio comunale e dopo l'incontro in Prefettura, chiesto dal sottoscritto, nel quale era stata affrontata anche la necessità di una presenza più visibile della Polizia municipale ad Avenza, davvero non era possibile individuare, nelle more della sede definitiva, una soluzione provvisoria? Perché quando ho portato il problema in Consiglio comunale, avevo chiesto il ripristino del presidio, avevo sollecitato una maggiore presenza degli agenti, anche attraverso operatori appiedati, e avevo chiesto e ottenuto un confronto con la Prefettura in presenza dell' Assessora Guadagni e della Comandante della Polizia Municipale Micheletti, il viceprefetto fu esplicito nel chiedere all'assessore di impegnarsi a trovare locali idonei il prima possibile.

Non si tratta quindi di una scoperta di oggi. Sono anni che come Lista  segnaliamo queste criticità e proponiamo soluzioni.

È fin troppo comodo cercare la visibilità sui giornali scrivendo lettere al Prefetto dopo anni di segnalazioni e proposte dell'opposizione e dopo aver ricondotto più volte il problema della sicurezza alla "percezione". Noi, nel frattempo, non siamo rimasti a guardare. Nel 2025 abbiamo proposto il Controllo del Vicinato, chiedendo di creare una rete di collaborazione tra cittadini, Comune e Forze dell'Ordine. Nel 2026, dopo i gravi episodi verificatisi a Marina, siamo tornati nuovamente sul tema presentando una mozione urgente sulla sicurezza e chiedendo di cambiare strategia. Sono fatti, atti e iniziative che dimostrano una cosa semplice: la sicurezza non è diventata un problema per noi oggi. Lo era già quando lo abbiamo portato all'attenzione dell'amministrazione. La sicurezza non si garantisce con la propaganda tardiva o inseguendo i video degli influencer sul degrado del liceo Marconi, ma affrontando anche attraverso gli strumenti di propria competenza le criticità che l'amministrazione oggi stessa riconosce.

I cittadini di Carrara sono stanchi di slogan, giustificazioni e teatrini elettorali. Chiedono e meritano azioni immediate, uomini sul territorio e una presenza reale delle forze municipali.

Non chiediamo alla Sindaca di non chiedere aiuto alle altre istituzioni. Chiediamo che, contemporaneamente, faccia fino in fondo la propria parte con gli strumenti che il Comune ha a disposizione.E chiediamo soprattutto perché molte delle proposte da noi avanzate negli anni non siano state affrontate con la stessa urgenza che oggi viene riconosciuta al problema.Perché se oggi la sicurezza è un "campanello d'allarme", come la stessa Arrighi ha definito gli episodi delle ultime settimane, quel campanello suonava anche quando l'opposizione segnalava le criticità e chiedeva interventi. E un campanello d'allarme serve proprio a segnalare che qualcosa non va prima che la situazione peggiori.

La sicurezza dei cittadini non può diventare una priorità soltanto quando si avvicinano le elezioni.

Chi governa una città deve ascoltare i segnali quando arrivano, non soltanto quando diventano impossibili da ignorare. Noi quei segnali li abbiamo indicati per anni. E viene inevitabilmente da chiedersi se questa nuova attenzione arrivi anche in un momento politicamente particolare: proprio mentre il segretario comunale del PD Luca Barattini ha definito "più che sufficiente" il giudizio sull'operato della Sindaca, lasciando però alla coalizione la decisione sul futuro politico della maggioranza.

Oggi chiediamo semplicemente che si riconosca una cosa: la sicurezza non si governa con le lettere, con gli annunci o con le polemiche tra istituzioni. Si governa ogni giorno, con prevenzione, presenza sul territorio, controllo e risposte concrete.E su questo, continueremo a non fare sconti.

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