"A Carrara siamo gente concreta: quando c'è un problema, si istituisce un tavolo. Quando il problema è grosso, si fa un patto. E quando il problema riguarda la movida, si stanziano 60mila euro per i tutor, figure mitologiche metà animatori, metà vigili urbani, metà psicologi — tre metà che non tornano, ma non importa: l'importante è che ci sia il bollino di qualità". A scrivere è Simone Caffaz, consigliere comunale di opposizione.
"Sì, perché arriva pure quello: il bollino per i locali virtuosi, come il marchio DOC del divertimento responsabile. Una specie di ISO 9001 della birretta. Il tutto mentre Comune e aziende partecipate si mettono in posa per la foto di gruppo: "Patto per la buona movida", titolano. È l'ennesima promessa che "questa volta si fa sul serio", continua Caffaz.
"Intanto, mentre si discute di decoro, tutor, presìdi e illuminazione, c'è chi il decoro lo pratica davvero: la Rotellistica Apuana, cento tesserati, agonisti, bambini e, con loro, famiglie e allenatori. Gente che chiede solo una cosa: uno spazio dove allenarsi. Una pista coperta? Un impianto stabile? Un luogo che non sia un favore temporaneo? Niente. Per loro non c'è un patto, non c'è un tavolo, non c'è un bollino. C'è solo la solita risposta: "Vediamo". E poi ci stupiamo del disagio giovanile, quando lo sport è la prima medicina che non prescriviamo mai.
La Rotellistica, intanto, è sparsa per tutto il territorio, come una squadra nomade che si allena dove capita, addirittura in Versilia, nelle ore serali: mezz'ora all'andata e mezz'ora al ritorno, e alla mattina c'è la scuola.
E mentre i ragazzi pattinano dove possono, e i tutor si preparano a entrare in servizio come se fossero i Ghostbusters della malamovida, succede un'altra cosa che ormai è tradizione: la Clacsonbeauty di Carrara debutta... a Massa. Di nuovo. Come se il Guglielmi fosse la succursale naturale dei talenti carraresi. Una diaspora culturale che non fa più notizia: chi vuole fare spettacolo, qui, prende la statale e va oltre il confine.
Nel frattempo, l'amministrazione comunale incentiva la cultura della segnalazione: cittadini che diventano sentinelle, pronti a denunciare il vicino rumoroso o il ragazzo che ride troppo forte. Un esercito di delatori civici, più attenti al decibel che al disagio. È la nuova pedagogia urbana: non educare, ma controllare.
Così, mentre firmiamo patti, spendiamo soldi per vigilare sulla notte e lasciamo lo sport a cercarsi un tetto, la città continua a vivere nella sua contraddizione preferita: siamo bravissimi, si fa per dire, a gestire ciò che disturba, molto meno a coltivare ciò che fa crescere.
Da Carrara, "Città creativa" dove la movida ha un bollino, lo sport un sogno e il teatro un biglietto di sola andata", conclude Simone Caffaz.
Simone Caffaz, consigliere comunale di opposizione Carrara: "La città che certifica la notte e sfratta il giorno"
Scritto da Redazione
Politica
02 Maggio 2026
Visite: 54









