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Scritto da Redazione
Politica
24 Gennaio 2026

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In una manifestazione che si vuole presentare come difesa della democrazia e della pace, si sono viste poche o nessuna bandiera italiana o dei Paesi occidentali che stanno sostenendo percorsi concreti di pace».«Grave aver visto sindaci scendere in piazza con la fascia tricolore, utilizzando un simbolo istituzionale per finalità politiche nettamente schierate. La fascia tricolore non è un gadget di parte, ma il segno dell'unità nazionale e della Repubblica: metterla in mezzo a simboli e slogan politici tradisce il senso stesso delle istituzioni. Ancora più inopportuno farlo in una manifestazione nata anche in difesa di soggetti oggi chiamati a rispondere davanti alla magistratura per l'occupazione dei binari ferroviari e il blocco di un servizio pubblico. Le istituzioni devono restare sopra le parti, non schierarsi contro l'applicazione della legge».La manifestazione della CGIL contro quella che il sindacato definisce una "repressione del dissenso" e in solidarietà alle 37 persone raggiunte da avvisi di conclusione indagini per i fatti del 3 ottobre scorso, dimostra però un altro profilo della realtà. «La CGIL continua a sostenere che il Governo stia comprimendo gli spazi democratici in Italia. Ma la manifestazione stessa smentisce questa narrazione: chiunque, anche chi non condivide le scelte dell'esecutivo, ha potuto sfilare liberamente, nel rispetto delle regole e sotto la tutela delle forze dell'ordine. Questo è esattamente ciò che la democrazia garantisce», dichiara il deputato Andrea Barabotti.«Nel Comune di Massa, come viceversa avviene in numerosi altri comuni toscani amministrati dalla sinistra, non chiediamo certificazioni ideologiche o politiche per poter manifestare. Esistono realtà dove si richiede un'autodichiarazione di antifascismo per ottenere l'autorizzazione a un corteo: noi non chiediamo né quella, né l'anticomunismo — altrimenti Landini non avrebbe potuto sfilare. Qui, in un Comune amministrato dal centrodestra, la libertà di manifestare è realmente garantita».Barabotti conclude: «La differenza tra chi è realmente liberale e chi lo è solo a fasi alterne sta proprio qui: nel rispetto delle istituzioni e delle regole, sempre, non solo quando fa comodo».
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