"La recente notizia che i gessi storici dell'Accademia non troveranno la loro destinazione definitiva a Palazzo Ros ha rinfocolato un annoso dibattito che sembrava ormai sopito e finito nel dimenticatoio, ma la questione della gipsoteca e della sua collocazione appare secondaria e trascurabile solo alla nostra amministrazione. "Colà dove si puote ciò che si vuole" infatti è stata adotta per giustificare l'ennesimo diniego l'improbabile spiegazione che le strutture del Palazzo ristrutturato non sono adeguate a sopportare i carichi connessi ai gessi, dimenticando però che le librerie cariche di volumi che si è deciso di mettere al loro posto pesano molto di più dei gessi, che sono in gran parte cavi al loro interno. Inoltre non si è neppure ritenuto opportuno indicare un altro luogo i9n cui realizzare la gipsoteca, segno che la questione è ritenuta del tutto trascurabile e che si giudica privo di interesse il destino di una risorsa la sciata oggi a marcire in qualche deposito dimenticato. Eppure già nel 1991, quando questi gessi storici di rilevantissimo valore furono "sfrattati" dal Regina Elena, molti protagonisti della politica locale e la stragrande maggioranza delle persone di cultura consideravano la questione prioritaria per Carrara, sottolineando che "dopo decenni (già nel 1991 !!!!!) in cui si dibatte inutilmente una sede per opere di grande pregio relegate nel seminterrato del mercato" ancora non si era fatto nulla. E il Presidente in prorogatio Dino Geloni ribadiva: "Il problema è stato intelligentemente risolto dalla Sovrintendenza nella logica sede del Pallazzo del Principe". Ma piccoli interessi di bottega impedirono di attuare quel progetto perchè alcuni ritennero inopportuno liberare spazio che erano stati indicato come necessari alla gipsoteca nel progetto della stessa Soprintendenza". CNA parlava di un patrimonio culturale di grande valore e censurava "l'assoluta negligenza e superficialità" con cui veniva gestito l'intero settore culturale. I gessi in quell'agosto 1991 vennero addirittura danneggiati molto seriamente. Furono pressi a mazzate in particolare i gessi del Canova, di Thorwaldsen, Tenerani e Pelliccia, ai quale venne staccata la testa. E per tutti gli anni che ci separano da quella data fu un susseguirsi di proposte per trovare ai gessi storici una adeguata collocazione. Ci fu addirittura chi offrì gratuitamente (!!!!!) uno stabile per ospitarli, ma non se ne fece nulla. Negli anni ogni palazzo che veniva risttrutturato con denaro pubblico fu indicato come sede della gipsoteca, ma ad oggi siamo punto e a capo. E la frase successiva, quella che dovrebbe contenere la soluzione del problema, non è neppure nella testa di chi lo dovrebbe risolvere. Insomma, la solita vergogna carrarina. Ma se una città non è neppure in grado di mettere in mostra i propri gioielli per poter pretendere di competere nel panorama turistico e culturale del paese significa che è rimasta indietro di anni luce rispetto a quanto sta avvenendo nel resto della penisola, e che chi la governa dovrebbe andare a casa al più presto".
Sulla destinazione del gessi dell'Accademia interviene Lanmarco Laquidara ex vicepresidente del consiglio comunale di Carrara
Scritto da Redazione
Politica
01 Giugno 2026
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