È un martedì mattina come tanti, ma a Palazzo Comunale di Massa la giornata si apre con uno scossone politico di quelli che lasciano il segno. Il sindaco Francesco Persiani ha firmato la revoca immediata di tutte le deleghe conferite all'assessore Monica Bertoneri — fino a ieri titolare delle deleghe a Istruzione e Cultura — ponendo fine a un rapporto istituzionale che, nelle parole del primo cittadino, era ormai ridotto a un guscio vuoto.
Il cambio di casacca che ha accelerato tutto
La miccia che ha fatto esplodere la situazione è nota: Monica Bertoneri ha ufficializzato il suo ingresso in Fratelli d'Italia, abbandonando la formazione civica legata al sindaco Francesco Persiani con la quale era stata eletta nel 2023. Il cambio di casacca è stato presentato nella sede del movimento politico di Giorgia Meloni, alla presenza dei vertici locali e nazionali, tra cui il coordinatore provinciale e consigliere regionale Marco Guidi e il deputato Alessandro Amorese. Un passaggio politico che non poteva non avere conseguenze, tanto più che FdI era rimasta fuori dalla giunta dopo lo strappo consumato in campagna elettorale, con il partito del premier Meloni che aveva scelto di appoggiare un altro candidato. Vedere ora un assessore della propria giunta varcare quella porta era, per Persiani, semplicemente inaccettabile sul piano istituzionale.
Ma Persiani chiarisce: non è (solo) colpa di FdI
Il sindaco però tiene a mettere in chiaro un punto con fermezza: la revoca non è una punizione politica per il cambio di partito. È la certificazione di un fallimento che viene da lontano. Nella sua dichiarazione ufficiale, Persiani è netto: il rapporto fiduciario "si era già progressivamente logorato nel tempo, a causa di una crescente distanza dell'assessore dall'attività amministrativa e di una inadeguata continuità nell'azione di governo". Un giudizio durissimo, che suona come una bocciatura professionale prima ancora che politica. A peggiorare il quadro, la vicenda delle mense scolastiche — sulla quale il sindaco dice di aver già rappresentato le proprie preoccupazioni all'interessata nei giorni scorsi — che avrebbe "ulteriormente compromesso il quadro complessivo del rapporto politico e istituzionale". Un affondo preciso, che racconta di tensioni covate per mesi e mai davvero risolte. La svolta partitica ha quindi semplicemente accelerato i tempi di un intervento ritenuto ormai indispensabile per ridefinire la coerenza dell'azione amministrativa.
La maggioranza aveva già chiesto la testa di Bertoneri
Persiani non era solo. Già nella giornata di ieri, la maggioranza aveva pubblicamente preso le distanze dall'assessore, chiedendo al sindaco di valutare il ritiro delle deleghe: "L'adesione dell'assessore Monica Bertoneri a Fratelli d'Italia è una scelta politica legittima, ma produce inevitabili conseguenze sul piano amministrativo e istituzionale. La nomina ad assessore è frutto di un atto fiduciario da parte del sindaco Persiani. Per tale motivo, ritenendo venuta meno tale fiducia, chiediamo al sindaco di valutare il ritiro delle deleghe". Un segnale chiarissimo: la compattezza della coalizione era già venuta meno, e il sindaco non poteva ignorarlo.
Cosa succede ora
L'allontanamento di una figura con deleghe pesanti come la cultura e l'istruzione impone ora al Comune di Massa una rapida e attenta riorganizzazione interna per evitare che i servizi ai cittadini subiscano rallentamenti o interruzioni. Il sindaco dovrà nominare un nuovo assessore o redistribuire le deleghe, in un momento politicamente delicato. Persiani chiude la sua dichiarazione con una frase che è insieme scudo e spada: la decisione è assunta "nell'esclusivo interesse dell'Amministrazione comunale, della sua credibilità istituzionale e della coerenza dell'azione di governo". Un modo per dire che, al netto delle polemiche che inevitabilmente seguiranno, lui ha già voltato pagina. Bertoneri, da parte sua, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla revoca. La politica massese attende.









