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Scritto da Redazione
Politica
14 Luglio 2026

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Il CCdbr Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico: Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana aps - Movimento Consumatori aps – Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua– Associazione Comitato Acqua alla gola Massa - Comitato Apuano salute ambiente della provincia di Massa Carrara – IBS-Inter-rete Beni comuni e Sostenibilità – Magliette Bianche di Massa Carrara hanno firmato insieme il seguente comunicato : "Dopo 38 anni dalla chiusura dell’ex Montedison-Farmoplant (oggi Edison SpA), avremmo preferito ricordare la ricorrenza dell’incidente del 17 luglio 1988, in cui esplose questo stabilimento chimico, come l’epilogo di lotte molto accese da parte della popolazione di Massa-Carrara, contro una multinazionale e contro la politica di allora, che chiudeva un capitolo doloroso, a cui avrebbero dovuto seguire l’individuazione dei responsabili del disastro ambientale e la successiva bonifica. Invece no! La politica, in tutti questi anni, non ha voluto riconoscere i propri errori, con l’aggravante che i politici continuano a fare promesse da marinaio, che vanno di pari passo al susseguirsi delle continue campagne elettorali. Di fatto, è diventata una sorta di strategia, in cui la comunicazione politica non cessa, coinvolgendo le istituzioni, ai vari livelli di competenza, in una ricerca di consenso continuo, senza trovare soluzioni efficaci. Anzi, sprecando risorse umane pubbliche, grandi quantità di denaro statale e regionale per la realizzazione di studi pubblici e privati affidati ai soliti noti, senza esiti conclusivi e risolutivi.

In questi giorni un noto quotidiano ha pubblicato un articolo con un’intervista alla Sogesid SpA (società in house del Ministero dell’Ambiente che si occupa di bonifiche), chiedendo lumi sullo stato di avanzamento della bonifica unitaria della falda Sin/Sir apuana, titolato “Farmoplant. A 38 anni dal disastro la bonifica è ancora bloccata”. Infatti, è proprio la Sogesid che nel 2020 ha elaborato lo studio “Caratterizzazione ambientale e modellazione del flusso di falda e trasporto degli inquinanti nel S.I.N./S.I.R. di Massa Carrara finalizzata alla definizione degli interventi di bonifica”, in merito al quale una delle associazioni scriventi ha effettuato a suo tempo richiesta di accesso agli atti.  Quello che stupisce è che per fare le bonifiche di tutto il Sin/Sir apuano, iniziate nei primi anni ’90, era stato previsto uno stanziamento definitivo di circa 25,5, milioni di euro, garantiti dagli accordi di programma del 2016 e 2018. L’ammontare di questi finanziamenti, però, tra l’altro revocati per decorrenza dei termini, suscitò fin da subito qualche riserva. Alcuni degli stessi addetti ai lavori, infatti, ritenevano che le bonifiche fossero molto più costose. Nel corso di questi ultimi anni, in un decrescendo continuo, Sogesid ha appaltato i lavori per la bonifica della falda per un importo di poco inferiore 7,5 milioni di euro, nonostante la Regione avesse rifinanziato l’intervento con 12 nuovi milioni, che comunque sarebbero stati ancora insufficienti.

Cogliamo l’occasione per chiedere, ancora una volta, se questi interventi partiranno davvero o se ci troviamo di fronte all’ennesima promessa. Si chiede altresì se con quest’ultima cifra si farà (se tutto va bene) una effettiva bonifica o solo una “messa in sicurezza”.

Diciamo questo perché, mentre si promuovono studi costosi, a Massa-Carrara le persone continuano a morire di cancro più che altrove. Questo è stato ribadito anche al percorso integrato partecipato Sintesi, organizzato dalle istituzioni, e dalla sesta edizione dello studio epidemiologico nazionale Sentieri, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha indagato lo stato di salute delle popolazioni residenti in 46 SIN italiani.

Tanto per ricordare l’anniversario della chiusura della Farmoplant,  vogliamo sottolineare che a pagina 168 del suddetto studio di caratterizzazione ambientale, a conclusione del capitolo “Bersagli e destino ambientale”, si trova scritto: “Il bersaglio della contaminazione è costituito dalla popolazione degli abitati residenziali del Lavello, della Partaccia e del Casone oltre alle attività turistico ricettive di rilievo, presenti immediatamente a valle idrogeologica del sito (ex Farmoplant) come fruitori nella risorsa  idrica sotterranea. Altro bersaglio è costituito dal mare come corpo recettore ultimo del sistema idrico sotterraneo”.

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