Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito, esclude che all'origine delle recenti violenze ci siano difficoltà economiche e parla di una "allarmante mancanza di valori". Lo dice in un'intervista al Corriere della Sera, firmata da Marco Cremonesi, uscita nel giorno in cui si temevano nuovi episodi riconducibili al Movimento 17 ottobre. Il ministro attribuisce i disordini a carenze educative e familiari e respinge l'accusa di aver tagliato i fondi alla scuola.
𝐋𝐚 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐟𝐞𝐧𝐨𝐦𝐞𝐧𝐨. Il ministro parte da ciò che i giovani si scambiano nelle chat e dai raid contro negozi di abbigliamento e oggetti griffati. Vi vede l'espressione di un forte degrado morale e culturale. Secondo lui chi ha ricevuto valori solidi in famiglia non devasta e non ruba, mentre i risultati negativi emergono quando i genitori sono assenti, disinteressati o non conoscono la lingua e la cultura del Paese. Alla domanda se i coinvolti siano tutti stranieri, Valditara ammette di no. Ritiene però che l'appartenenza della maggioranza a una determinata area culturale debba far riflettere.
𝐅𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐞 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚. Il ministro richiama uno studio Ocse: se i genitori non conoscono la lingua, non possono sapere nulla della vita scolastica dei figli. Se poi si disinteressano, aumentano il minore inserimento scolastico e il tasso di abbandono. Per Valditara i genitori devono anche essere "le prime sentinelle" sui social, dove gli aggressori si danno appuntamento. Cita i recenti episodi di accoltellamento di un docente, in cui l'autore era in diretta social o filmava il gesto per poi diffonderlo.
𝐋𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 "𝐟𝐢𝐧𝐞𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐫𝐨𝐭𝐭𝐞". Sul piano della risposta, il ministro chiede di reprimere anche l'illegalità minore, perché l'idea di poter violare le regole senza conseguenze porta a comportamenti più gravi. Richiama l'ex sindaco di New York Rudolph Giuliani e la sua "teoria delle finestre rotte". La sua tesi è che una finestra rotta non riparata ne fa rompere altre dieci, che chi salta i tornelli della metropolitana induce gli altri a imitarlo, e che la tolleranza zero fece crollare quei comportamenti. A questa va affiancata una cittadinanza attiva: chi viene importunato su un autobus deve poter contare su chi interviene e invita a smettere.
𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚. Valditara indica come compito della scuola l'educazione al rispetto, alle relazioni corrette, all'empatia e al contrasto di ogni forma di violenza. Questi principi, afferma, sono stati inseriti per la prima volta nei programmi scolastici come obiettivi obbligatori. La scuola deve inoltre trasmettere i valori occidentali "nati ad Atene, Roma e Gerusalemme": rispetto di ogni persona, libertà, responsabilità, buona fede. Aggiunge che esiste anche un problema di lingua.
𝐋𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞. Il ministro contesta chi sostiene che il governo abbia tolto fondi alla scuola per spenderli in armi, e parla di una "menzogna doppia". Da una parte, spiega, le risorse per la difesa sono state autorizzate dall'Ue in deroga al patto di stabilità e non sono utilizzabili per altro. Dall'altra, a suo dire, per la scuola non si è mai investito tanto come con questo governo, a partire dall'edilizia scolastica. Fornisce questi dati:
dal governo Monti a quello Draghi: 6 miliardi in 11 anni;
governo Meloni: oltre 5 miliardi in quattro anni, con altri stanziamenti in arrivo;
a questi si aggiungono 10 miliardi di Pnrr spesi dal 2022 a oggi.
𝐋𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐮𝐚𝐥𝐞. Infine Valditara sostiene che per decenni ci si è abituati a deresponsabilizzare, attribuendo la colpa alla società, alla borghesia, al capitalismo o al governo, mentre la colpa è individuale. Ricorda che c'è stato chi si è lamentato che i ragazzi italiani non facessero come in Francia, e chi ha condannato le violenze con un "ma", le ha "comprese" o non le ha condannate affatto. Per il ministro i "cattivi maestri" sono soprattutto quelli che continuano a delegittimare l'autorità, a ridimensionare la responsabilità individuale e a parlare solo di diritti. Lui propone invece una società fondata su rispetto, valori positivi e dialogo, che costruisca anziché distruggere.
Fonte: intervista a Giuseppe Valditara di Marco Cremonesi, "Corriere della Sera", 24 ottobre 2026.
Valditara: "Dietro le violenze una crisi di valori, non un problema di soldi"
Scritto da Carmen Federico
Politica
04 Novembre 2026
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