Martedì 19 maggio, la 109° edizione del Giro d'Italia farà tappa a Marina di Massa, con una gara a cronometro che vedrà il traguardo d'arrivo sul lungomare prospiciente piazza Betti. Dopo trent'anni, Marina sarà per la quarta volta traguardo di tappa, una tappa dedicata alla memoria di un mito del ciclismo: Gino Bartali "Ginettaccio", al quale, per l'occasione, è stato recentemente intitolato il tratto del viale litoraneo che va dal fosso Poveromo al confine con la località del Cinquale. Ma quante volte il Giro ha fatto tappa a Marina di Massa e quante volte è transitato da Massa? Era il 25 maggio del 1909 quando, provenienti da Firenze, i corridori partecipanti al primo Giro d'Italia in bicicletta, attraversarono il centro cittadino, diretti a Genova, dove per primo tagliò il traguardo il beniamino del tempo, Luigi Ganna, che poi vincerà anche il giro. Da quel primo passaggio molti altri ne seguirono. Franco Frediani fa rivivere quei nel suo ultimo libro intitolato "Il Giro d'Italia a Massa, 1909-2026" nel quale ha raccolto le cronache giornalistiche e le immagini d'epoca per far conoscere, agli appassionati ciclisti, ma anche a chi in sella non è mai stato, quella parte di storia del Giro che ha transitato, anche se solo di "corsa", per le strade di Massa e della Marina. Il volume è inoltre arricchito con le brevi biografie degli "eroi" del ciclismo apuano che parteciparono al Giro : Rodolfo Romagnoli, nel 1922, purtroppo costretto al ritiro per una infiammazione gastroiuntestinale; Orlando Teani che di Giri ne fece quattro : nel 1934, '35, '36 e '37 piazzandosi rispettivamente 17°, 13°, 29° e 37°; Alessandro Giannelli, con cinque partecipazioni : nel 1986, terminata con un ritiro, nel 1987 classificatosi 42°, nel 1988 con un altro ritiro e poi 27° nel 1991 e 71° nel 1992. Sono di Graziano Battistini le partecipazioni più numerose, ben dieci, dal 1959 ininterrottamente sino al '68, collezionando due vittorie di tappa e soprattutto la mitica impresa al passo dello Stelvio. Storie di vite fatte di fatica, sudore e passione per uno sport che, come lo definì lo scrittore Alfredo Oriani, è "il massimo di possibilità poetica consentita al corpo umano". Ad onorare la memoria del mitico Teani, Frediani ha proposto all'Amministrazione Comunale di intitolargli la pista ciclabile del viale Roma. Il volume è in vendita da Libri in Armonia, Mondo Operaio, e presso le edicole del Teatro Guglielmi, Poggioletto, Tribunale e al Pontile di Marina di Massa
Teani Orlando nasce a Massa il 29 giugno 1910. Ancor giovanissimo impiega il tempo libero in bicicletta, sua grande passione, partecipando a modeste gare locali. Notato da Enrico Giromella, un impresario carrarese del marmo appassionato di ciclismo che ne intuisce le qualità tecniche, è da questi avviato alla professione. La sua prima gara da professionista è il Giro di Lombardia del 1932 con un onorevole 11° posto. Innumerevoli le partecipazioni a gare di prestigio nazionale su tutte le Milano-San Remo e i Giri d'Italia del '34-'35 -'36 e '37. Ma le prove più brillanti, esaltate dalla stampa, le dette al Tour de France del 1935 in cui correva da "individuale". Sulle pagine del Corriere della Sera, Orio Vergani così descriveva Teani all'indomani della tappa Nizza-Cannes del 17 luglio : "Un altro italiano oggi, era stato esentato dal ruolo di scudiero e tentava la sua sorte : era Teani, il buon Teani dalla mandibola di mastino, il bravo, semplice umile ragazzotto toscano dalla fronte solcata da dieci rughe e dal naso di monello. Per chi non lo conosceva è stato la rivelazione della giornata : un gregario che dava dei punti ai capoccioni." E per la tappa del 22 luglio, la Luchon-Pau, sulle vette dei Pirenei, insieme ad Ambrogio Morelli, unici superstiti di tutta la squadra italiana ritirata a causa di incidenti e difficoltà varie, la stampa titolerà : "Morelli e Teani, i due soli italiani rimasti in gara, sbaragliano tutti gli altri avversari". Negli anni in cui furoreggiavano Binda e Guerra, in città si soleva dire : "Ma che Binda, ma che Guerra, viva Teani che è della nostra terra!". La sua ultima gara fu la Milano-Sanremo del '38, poi il ritiro dalle competizioni per aprire una attività commerciale di cicli "Bianchi" in viale XX Settembre (attuale Eugenio Chiesa). Muore ancor giovane, all'età di 62 anni, il 3 giugno 1972.








