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Scritto da Alessandro Fiorentino
Aulla
03 Novembre 2026

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Sono giorni di tensione quelli che vivono gli studenti dei Licei lunigianesi per la decisone presa dalla dirigente scolastica Francesca Rabuzzi di avanzare una proposta di cambiare gli orari a cominciare dal prossimo anno scolastico 2027/2028. Il progetto prevede di accorciare la settimana scolastica a cinque giorni, dal lunedì al venerdì,  allungando però la permanenza dei ragazzi nelle aule, fino alle 14 se non fino alle 1500 in almeno due giornate di rientro, per pareggiare le ore di frequenza obbligatoria.  La proposta non è piaciuta a tutti perché questo metterebbe in difficoltà tutti quei frequentatori che raggiungono gli istituti da località lontane dai maggiori centri urbani. I residenti nelle lontane frazioni del territorio di Fivizzano ad esempio, come quelle nel comune di Zeri o ancora i ragazzi provenienti dalla Garfagnana sarebbero costretti a tornare alle proprie abitazioni ad orari quasi impossibili che gli impedirebbero di svolgere le attività di studio, quelle extra curricolari che nel triennio concorrono a formare il punteggio d’esame finale o ancora quelle sportive e di svago. 

La notizia della proposta di cambiamento è arrivata come un fulmine a ciel sereno e parecchi genitori hanno lamentato il fatto che la dirigente non si è prima consultata con gli organi  di rappresentanza per sondarne l’apprezzamento. Gli studenti stessi non hanno gradito una presa di posizione così netta e repentina senza nemmeno essere stati prima consultati. Subito la discussione si è accesa dando vita a numerosi gruppi whatsapp dove genitori, studenti e rappresentanti scolastici a vario livello hanno cercato di raccogliere più informazioni possibili, quelle che per adesso, a loro dire, la dirigente non ha voluto fornire. La voce di questo possibile cambiamento ha raggiunto anche le orecchie dei genitori dei ragazzi che l’anno prossimo dovranno iscrivere i propri figli alle scuole superiori.  “Se le cose dovessero andare così” ha riferito uno di questi alla nostra redazione “ non ho alcuna intenzione di iscrivere mio figlio in un liceo lunigianese. Tanto vale mandarlo alla Spezia dove per lo meno ho delle agevolazioni sui trasporti”. Allungare l’orario delle lezioni, pur condensandolo in soli cinque giorni di frequenza,  metterebbe alla prova anche il servizio di trasporti con i quali si dovrebbe trovare un accordo per stabilire nuovi orari e nuove corse. Questo problema, a dire di qualche genitore meglio informato degli altri, sarebbe stato affrontato dalla dirigente scolastica con la volontà di discuterne le modalità una volta approvata la proposta. Un metodo questo che,  una volta andata in porto la proposta, non garantirebbe almeno nell’immediato una garanzia totale sullo svolgimento delle lezioni e dei rientri a casa. Decidere così in fretta senza una adeguata e meticolosa progettazione, a detta dei contrari, porterebbe solo confusione e incertezza.

Genitori e ragazzi non sono rimasti con le mani in mano e avrebbero scritto delle lettere alla dirigente chiedendole di fermare l’iter per l’approvazione, il cui termine per la decisione sarebbe stato fissato per il prossimo 5 novembre durante un consiglio di istituto. In queste missive la professoressa Rabuzzi viene accusata di non aver informato nessuno di quanto stesse proponendo  e di aver proceduto ad accelerare l’iter approvativo senza tener conto del loro parere. Scrivono infatti gli studenti: “A quello che ci risulta, la decisione è stata presa senza consultare né gli studenti né i genitori, che dovrebbero essere resi partecipi di un cambiamento così importante, dato che influenza le loro vite e le loro giornate.” Riguardo questo tema sono più duri i termini utilizzati in una lettera inviata da alcuni rappresentanti di classe “ Non conosciamo la genesi di questa proposta, non conosciamo le ragioni per cui Lei abbia deciso di sostenerla con così tanta generosità e audacia e non conosciamo nemmeno le motivazioni per cui si stia adoperando per farla approvare nelle dovute sedi nel più breve tempo possibile. Non sappiamo nulla perché lei non comunica con noi, come sarebbe più giusto fare, per accompagnare una scelta così radicale in uno sviluppo più armonioso e consono con quelle che sono le necessità dei ragazzi in primo luogo. Sarebbe sconveniente scoprire che questa decisione sia stata presa per venire incontro alle esigenze di chiunque al di fuori degli alunni.”

Riguardo il problema dei trasporti, i rappresentanti delle terze medie si appellano alle già citate distanze che dovrebbero copiare i futuri allievi delle classi superiori “La particolare conformazione geografica della Lunigiana, unita ai noti limiti e disservizi della rete di trasporto pubblico locale, renderebbe il rientro a casa dei ragazzi estremamente penoso. Con un orario prolungato su 5 giorni, anche riorganizzando la rete trasporti, molti studenti provenienti dalla zona di Fivizzano e Casola, finirebbero per rientrare a casa non prima delle 16”. Questo prospetterebbe  un serio problema per le prossime iscrizioni: “Desideriamo rappresentarLe con estrema sincerità che, qualora tali voci trovassero conferma” continuano nella stessa lettera “molte famiglie si vedrebbero costrette a desistere dall'iscrivere i propri figli presso i Licei Lunigianesi, vedendo così limitata la possibilità di scelta educativa per motivi squisitamente logistici e organizzativi.” “Il Liceo Classico” concludono i rappresentanti di una classe “così come anche gli altri istituti da lei gestiti e le scuole in generale, devono essere considerate delle palestre di pensiero, delle fucine di idee, che devono porre alla base di tutto la trasparenza, la discussione, la democraticità, lì dove concesso, delle decisioni. Avanzare idee quasi di nascosto, senza un’aperta e chiara discussione preliminare, trasforma i nostri plessi in domini medievali dove il monarca di turno decide a seconda di come si alza il mattino e questo messaggio non deve passare nella maniera più assoluta per la mente dei nostri ragazzi, la sola idea non deve nemmeno sfiorare le loro teste.”

Non solo la proposta in sé stessa dunque, ma specialmente le modalità in cui è stata avanzata è stata la scintilla che ha acceso gli animi di studenti, genitori e forse anche qualche docente.  Per oggi è previsto uno sciopero di alcuni studenti del liceo classico Leopardi di Aulla che si dirigeranno a Villafranca in Lunigiana, sede della dirigenza scolastica, per far sentire la loro voce. Nel mentre, i sindaci dei comuni lunigianesi, il presidente dell’Unione dei Comuni e il Presidente della Provincia sono stati informati di quanto sta accadendo, in attesa che prendano una posizione in merito.  La preside Rabuzzi ha accettato di parlare con una rappresentanza dei ragazzi che hanno preso parte alla manifestazione di protesta. 

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