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Scritto da Alberto Ruffini
Aulla
06 Febbraio 2026

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Sull’importanza della  prevenzione nelle malattie del fegato per evitare i sintomi  dell’insufficienza funzionale epatica si è espressa la dottoressa Maurizia Brunetto Direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Pisa  e dell’UOC di Epatologia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana, Centro di Riferimento Regionale per la Diagnosi e Cura delle Malattie Croniche e del Tumore del Fegato che  ha partecipato alla Maxi Giornata di prevenzione gratuita organizzata dalla Croce Rossa di Albiano Magra. “Il fegato – spiega la dottoressa Brunetto - è la più grande ghiandola del corpo umano ed è un organo molto robusto e resiliente e le malattie croniche del fegato diventano sintomatiche solo tardivamente nella fase avanzata. Attendere perciò i sintomi per far diagnosi delle malattie croniche del fegato espone al rischio di una minore efficacia di cura qualsiasi sia la causa di malattia. Ad Albiano sono stati allestiti ambulatori nel grande piazzale della sede della Croce Rossa   grazie alla collaborazione del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa – Centro di Mobilitazione Toscana comandato dal maggiore Pietro Garofalo presente alla giornata assieme al Maresciallo Ordinario Stefano Bianchini.  All’interno degli ambulatori è stato  installato un moderno Posto Medico Avanzato (PMA un vero e proprio “ospedaletto da campo” modernamente attrezzato  per agevolare le prestazioni di  un alto numero di specialisti tutti volontari. . I militari presenti erano una quindicina coordinati dal capitano Fabio Egidio Menicucci, mentre i volontari operativi della Cri erano oltre 40. Nell’occasione è stato anche effettuato il test per la prevenzione dell’epatite C. “Le attuali disponibilità diagnostiche e terapeutiche permettono se applicate in modo appropriato e precocemente di garantire il miglior risultato di cura per il paziente e  contemporaneamente il minor costo per il sistema sanitario”.

Lo scopo principale dell’epatologo – aggiunge la dottoressa Brunetto - è perciò la diagnosi e cura delle epatopatie in fase precoce o presintomatica, condizione che riguarda oltre l’80 per cento dei pazienti con epatopatia cronica (epatiti croniche, malattie delle vie biliari,  steatosi/steatoepatite, cirrosi compensata) Infatti, le specifiche caratteristiche della malattia cronica  di fegato sono: il decorso usualmente asintomatico per decenni (10-40 anni), anche nella fase iniziale della cirrosi e la possibilità  di cambiare positivamente  la storia naturale (completa risoluzione della malattia in fase pre-cirrotica; riduzione degli eventi clinici nei pazienti in fase di  cirrosi iniziale) al seguito di interventi terapeutici posti in atto nella fase pre sintomatica. La prevenzione è importante:  l’efficacia della  prevenzione secondaria, cioè la cura giusta al momento giusto, dipende dall’appropriatezza diagnostico-terapeutica, che viene  garantita dall’alta specializzazione. Se la cura inizia tardivamente, quando il paziente ha già i sintomi  dell’insufficienza funzionale epatica  (ascite, sanguinamento, encefalopatia) la cura eziologica può ancora portare al compenso clinico e  rallentare la progressione di malattia”. La dottoressa Brunetto  ha parlato anche delle terapie specifiche che negli ultimi anni sono state associate alla terapia curativa della causa del danno epatico: “Si tratta di terapie mirate alla gestione delle complicanze e  dei sintomi. Anche per il tumore primitivo di fegato, che spesso complica la cirrosi, le potenzialità terapeutiche si sono recentemente molto ampliate grazie ai trattamenti loco regionali e sistemici.. L’intervento diagnostico e terapeutico precoce nel paziente epatopaticoè essenziale  per rimuovere/controllare la noxa patogena [es. eradicazione dell’infezione da HCV; controllo dell’infezione da HBV e HDV; correzione metabolica per la prevenzione  e il controllo della steatoepatite; eliminazione del danno tossico (alcol-farmaci) e/o controllo del processo patogenetico (es. del danno immunomediato nell’epatite autoimmune e nella colangite biliare primitiva)]  e bloccare la progressione dell’epatopatia cronica. L’accuratezza ed appropriatezza diagnostico/terapeutica viene garantita mediante la necessaria personalizzazione della cura e, soprattutto,  con la  continuità assistenziale per il paziente con malattia cronica e un approccio specialistico integrato multidisciplinare indispensabile per la gestione delle epatopatie complesse (es. epatopatie associate alle malattie metaboliche, epatocarcinomi, metastasi epatiche, malattie epatiche rare) dell’adulto, anziano e durante la fase transizione da età pediatrica ad età adulta. Questo modello organizzativo che prevede la gestione del paziente in regime assistenziale ambulatoriale è stato  adottato da oltre 25 anni presso l’UOC di Epatologia dell’AOUP e si è dimostrato in grado di garantire  un’alta qualità assistenziale per il paziente  mediante la personalizzazione della cura e di ridurre morbilità e mortalità fegato-correlate contribuendo efficacemente al controllo della spesa sanitaria”.

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