Venticinque anni fa nasceva a Carrara il centro diurno Alzheimer "...per continuare ad essere ed a vivere" integrato nella RSA "Regina Elena" con un obiettivo chiaro e ambizioso: offrire risposte concrete alle persone affette da malattia di Alzheimer ed alle loro famiglie in un momento a storico in cui questa patologia era ancora poco conosciuta ma spesso accompagnata da solitudine e smarrimento.Oggi a distanza di un quarto di secolo, il Centro rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la città, simbolo di competenza, dedizione e umanità. "Durante questi anni - spiegano dal Centro diurno Alzheimer di Carrara - il Centro ha accompagnato le persone lungo percorsi di diagnosi, cura e assistenza, ponendo sempre la persona al centro, prima ancora della malattia. L'approccio multidisciplinare ha permesso di costruire interventi personalizzati capaci di rispondere ai bisogni clinici ma anche a quelli emotivi e relazionali. Il centro ha contribuito ad alleviare il carico assistenziale, restituendo dignità a chi affronta quotidianamente la malattia, promuovendo una cultura aggiornata e basata sulle evidenze. Allo stesso tempo un forte impegno è stato rivolto alla sensibilizzazione della comunità perché parlare di Alzheimer significa costruire una società più inclusiva e attenta alla fragilità. Questo traguardo è il risultato del lavoro appassionato di professionisti sanitari, operatori, volontari e ricercatori che nel corso degli anni hanno condiviso una visione comune: prendersi cura con competenza rispetto e umanità. A loro va il più sentito ringraziamento, insieme alle istituzioni e alle associazioni che hanno sostenuto il centro nel suo percorso. Celebrare 25 anni non significa solo guardare al passato con orgoglio, ma anche rinnovare l'impegno per il futuro. Le sfide poste dall'invecchiamento della popolazione e dalle malattie neuro generative richiedono risposte sempre più integrate, innovative e vicine alle persone. Il Centro Alzheimer è pronto a continuare questo cammino, con la stessa passione che ne ha guidato i primi passi.
Perché, da 25 anni, prendersi cura della memoria significa prendersi cura della vita".









