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Scritto da Redazione
Cronaca
08 Agosto 2026

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Mentre il Comune di Massa prosegue con il piano di soppressione dei piccioni del centro storico — 38.000 euro affidati alla ditta FT Falconeria di Lorenzo Tartarini — un'associazione di volontariato toscana ha inviato al Sindaco Francesco Persiani e al Dirigente del Settore Ambiente una proposta concreta di alternativa, proposta al Comune di Arezzo: il "Progetto Columba Livia", un programma di contenimento etico e non cruento della popolazione di colombi urbani che non prevede l'uccisione di nessun animale."Abbiamo letto delle polemiche che stanno attraversando Massa in questi giorni" — dichiara Massimo Bucci, Presidente dell'Associazione "Amici di Calimero" ODV — "e abbiamo ritenuto doveroso farci avanti, non per polemica ma perché abbiamo qualcosa di concreto da offrire. Un progetto già proposto a un Comune della provincia di Arezzo. Esiste una strada migliore. Vorremmo soltanto che il Comune di Massa la conoscesse prima di procedere oltre."
IL PROBLEMA SCIENTIFICO: PERCHÉ L'ABBATTIMENTO NON BASTA
L'Associazione sottolinea che il piano di soppressione adottato da Massa, pur applicando correttamente il Piano regionale toscano 2022-2026, si scontra con un ostacolo biologico strutturale documentato dalla scienza internazionale da decenni: il fenomeno del population rebound, o rimbalzo demografico.
Quando si rimuovono individui da una colonia urbana senza intervenire sulle cause che li attirano in città — disponibilità di cibo, siti di nidificazione — i sopravvissuti si riproducono più velocemente e nuovi soggetti arrivano dalle aree limitrofe, ricostituendo la popolazione nel giro di una o due stagioni. Il dato è confermato da studi dell'Università di Utrecht (Van Veen, 2001) e da decenni di osservazioni nelle città europee.La conferma più imbarazzante, secondo l'Associazione, viene però dalla stessa fonte normativa che il Comune di Massa cita come base del proprio provvedimento: il Piano regionale toscano registra che l'Indice Cinegetico di Abbondanza del piccione è rimasto "sostanzialmente stabile" dopo oltre un decennio di abbattimenti per decine di migliaia di capi l'anno in tutta la Toscana. In altre parole, si uccidono decine di migliaia di animali ogni anno, e la situazione non migliora. La stessa Regione lo ammette."I 38.000 euro stanziati da Massa non sono un investimento" — prosegue Bucci — "sono una spesa ricorrente. L'anno prossimo, a meno che non si intervenga sulle cause strutturali, si ripartirà daccapo. È esattamente quello che accade in molte città italiane da vent'anni."
IL PROBLEMA GIURIDICO: L'ATTO POTREBBE ESSERE VULNERABILE
Oltre al problema scientifico, l'Associazione segnala un profilo giuridico delicato. La Corte di Cassazione (Sez. III penale, sentenza n. 2598/2004) qualifica il piccione di città come fauna selvatica ai sensi della L. 157/1992. L'art. 19 di quella legge prescrive che il prelievo sia consentito solo come extrema ratio, previa dimostrazione dell'inefficacia dei metodi ecologici.
Il TAR Toscana (sentenza n. 589/2020) e il Consiglio di Stato (sentenza n. 1168/2024) hanno già annullato piani di abbattimento di altri Comuni che non avevano documentato adeguatamente questa istruttoria. LNDC Animal Protection ha già chiesto il ritiro in autotutela della determina massese e annunciato il ricorso al TAR.
"Non stiamo minacciando nessuno" — precisa Bucci — "stiamo descrivendo uno scenario che già si è verificato in altri Comuni italiani. Se la documentazione dell'istruttoria sui metodi ecologici non è robusta, l'atto rischia l'annullamento. E in quel caso si sarebbe speso denaro pubblico, uccisi degli animali, e ci si ritroverebbe di nuovo al punto di partenza, con anche le spese legali."
LA PROPOSTA: IL PROGETTO COLUMBA LIVIA
Il "Progetto Columba Livia" dell'Associazione "Amici di Calimero" ODV è un programma in tre fasi, tutte non cruente, sviluppato a partire dal 2021 e già proposto al Comune di Arezzo, a seguito di procedura di co-progettazione ai sensi del D.Lgs. 117/2017.
- Fase A — Condizionamento comportamentale: attivazione di stazioni di pre-foraggiamento mirato a orari fissi in zone extraurbane, per allontanare progressivamente lo stormo dal centro storico sfruttando il pendolarismo naturale dei volatili.
- Fase B — Profilassi contraccettiva: somministrazione di Ovistop (Nicarbazina), l'unico farmaco veterinario autorizzato in Italia per questa finalità, su prescrizione medico-veterinaria. Riduce il tasso di schiusa delle uova del 59% già dalla prima stagione, con una riduzione complessiva della popolazione del 40-70% in 3-4 anni secondo la letteratura scientifica disponibile.
- Fase C — Rilocazione incruenta: cattura con gabbie-trappola senza trauma e trasferimento in un Presidio di Frangia Extraurbano, una struttura modulare mobile gestita dai volontari dell'Associazione, dove gli animali vivono liberi.
Il costo dell'investimento iniziale è stimato in circa 21.000-22.000 euro — meno della metà del solo costo annuale dell'appalto già firmato dal Comune di Massa, con l'effetto di risolvere strutturalmente il problema invece di rinviarlo di anno in anno.
Il progetto era stato presentato pubblicamente il 2 ottobre 2021 alla Sala Consiliare del Comune di Terranuova Bracciolini, con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Arezzo e del Comune ospitante.
LA RICHIESTA AL COMUNE
L'Associazione ha inviato in data odierna al Sindaco Francesco Persiani e al Dirigente del Settore Ambiente Arch. Fabrizio Boni una nota tecnica con i rilievi scientifici e giuridici e la proposta operativa dettagliata, chiedendo:
- la sospensione cautelativa delle operazioni di soppressione nelle more di un confronto tecnico;
- la valutazione del ritiro in autotutela della determina;
- in alternativa, la disponibilità dell'Associazione ad avviare immediatamente, in forma sperimentale e volontaristica, le fasi di pre-foraggiamento e contraccezione sul territorio di Massa in parallelo con le operazioni già in corso.
"Non chiediamo nulla al Comune" — conclude Bucci — "siamo un'associazione di volontariato. Non chiediamo denaro, non chiediamo incarichi. Chiediamo un'ora del loro tempo per mostrare che esiste un modo migliore. Se dopo quell'ora decideranno comunque di procedere con l'abbattimento, lo rispetteremo. Ma almeno avranno fatto una scelta informata."

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