La notte tra l'11 e il 12 aprile in piazza Palma a Massa non smette di consegnare nuovi elementi all'inchiesta sulla morte di Giacomo Bongiorni, il carpentiere 47enne ucciso davanti al figlio undicenne. A tre settimane da quella tragedia, il cerchio degli indagati si allarga: risulta ora iscritto nel registro degli indagati anche Gabriele Tognocchi, cognato della vittima, con l'ipotesi di rissa aggravata. Un atto dovuto da parte della Procura, che vuole ricostruire ogni singolo fotogramma di quella notte maledetta, compreso il ruolo di chi quella sera era insieme a Bongiorni. Tognocchi, ricordiamolo, è stato la prima vittima di quella serata. Fu lui a richiamare il gruppo di giovani — almeno dieci secondo i familiari della vittima, cinque secondo gli inquirenti — che stava lanciando bottiglie contro le vetrine di un negozio nei pressi del kebab di piazza Palma. Al rimprovero i ragazzi reagirono con violenza: Tognocchi riportò la frattura del setto nasale e di una gamba. Fu allora che Giacomo Bongiorni intervenne in difesa del cognato, innescando la sequenza di eventi che si concluse con la sua morte. Un primo pugno lo fece cadere a terra, e anche quando era ormai privo di difesa continuò a ricevere calci e pugni. La compagna Sara Tognocchi, testimone diretta dell'aggressione, ha raccontato agli investigatori di averlo visto pestare a terra mentre il figlio gridava "babbo svegliati."
I risultati dell'autopsia condotta a Genova dal professor Francesco Ventura non lasciano dubbi sulla causa della morte: lesioni letali alla testa, fratture craniche, un'emorragia cerebrale devastante provocata dall'azione combinata dei colpi ricevuti e della caduta sull'asfalto. Quale sia stato il colpo decisivo è ancora materia di indagine: la relazione completa è attesa entro trenta giorni e rappresenterà un elemento chiave per stabilire le responsabilità individuali di ciascuno degli indagati.
Cinque i giovani nel mirino della giustizia: Alexandru Ionut Miron, 23 anni, Eduard Alin Carutasu, 19 anni, entrambi di origine romena residenti tra Montignoso e Marina di Massa, e un diciassettenne italiano, tutti e tre in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato in concorso. Altri due sedicenni risultano indagati per rissa aggravata. Il profilo del minorenne ha colpito sin dall'inizio gli investigatori: fino a tre anni fa praticava boxe agonistica a Massa, aveva partecipato e vinto tornei. Una conoscenza tecnica dei colpi che, secondo gli inquirenti, potrebbe aver inciso in modo determinante sulla violenza dell'aggressione.
Le versioni fornite dagli indagati, nei rispettivi interrogatori di garanzia, tendono a scaricarsi vicendevolmente le responsabilità, cercando di ritagliarsi il ruolo di chi ha partecipato solo alla rissa col cognato e non al pestaggio fatale di Bongiorni. Miron ha sostenuto di non aver sfiorato la vittima. Carutasu ha ammesso di aver tirato un calcio a Bongiorni mentre era già a terra, definendolo però "modesto" e "non letale." Il diciassettenne ha detto di aver reagito a una testata ricevuta al volto, di aver colpito istintivamente con due pugni, salvo poi ammettere di aver continuato a colpire anche quando l'uomo era già caduto. Versioni che gli inquirenti stanno incrociando con le immagini della videosorveglianza — decisive, secondo i carabinieri — e con i risultati medico-legali.
L'iscrizione di Tognocchi nel registro degli indagati non cambia il quadro complessivo della vicenda, ma allarga il perimetro degli accertamenti. La Procura vuole ricostruire con precisione assoluta ogni momento di quella notte: chi ha fatto cosa, in quale sequenza, con quale forza. Solo così sarà possibile delineare con certezza le responsabilità penali di ognuno. Nel frattempo, Massa continua a fare i conti con una ferita che non si rimargina. Il 16 maggio, sulle colline massesi, è in programma una partita di beneficenza — con la partecipazione delle forze dell'ordine, della Diocesi e del vescovo Mario Vaccari — per raccogliere fondi a sostegno dei figli di Giacomo Bongiorni. Perché quella notte in piazza Palma ha lasciato orfani due bambini, e una città che cerca ancora di capire come sia potuto accadere.
Caso Bongiorni: ora è indagato anche il cognato della vittima, la procura vuole ricostruire ogni dettaglio di quella notte
Scritto da Carmen Federico
Cronaca
03 Maggio 2026
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