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Scritto da Redazione
Economia
02 Maggio 2026

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"Un bilancio fatto di numeri. Ma dietro ogni numero c'è una scuola, una strada, un servizio che tocca la tua vita ogni giorno". A dichiararlo è Pierlio Baratta.

Ogni anno il Comune approva il rendiconto di gestione: un documento tecnico denso di cifre, sigle e tabelle. Pochi lo leggono. Quasi nessuno lo capisce fino in fondo. Eppure parla di qualcosa di molto concreto: come sono stati usati i soldi di tutti noi.

Proviamo a raccontarlo in modo diverso.

Non c’è alcun Tesoretto da celebrare ma solo politiche economiche da rivedere.

A differenza di ciò che accade nelle aziende private dove chiudere in utile è sintomo di buona amministrazione nei Comuni un risultato troppo elevato è sintomo di scarsa capacità gestionale che drena risorse dalle tasche dei cittadini” sono parole del centro studi di ANCI in un articolo pubblicato venerdì 1 maggio su Italia Oggi dove in audizione alla commissione finanze ANCI ha spiegato come avanzi liberi eccessivi siano un ingiusto prelievo dalle tasche dei cittadini.

L’ articolo a cura del centro studi dell’Associazione nazionale comuni di Italia (ANCI) dovrebbe chiarire ciò che i giornali locali non dicono togliendo ogni dubbio in merito all’origine degli avanzi e alle inefficienze che li generano. Spicca il falso convincimento che un avanzo consistente sia sinonimo di oculata gestione, quando in realtà certifica una scarsa capacità gestionale che drena inutilmente risorse, privandole alla collettività. Non c’è nessun tesoretto e non c’è nulla da festeggiare. Chi celebra gli avanzi di amministrazione, ignora le regole della buona amministrazione o consapevolmente cerca di occultare inefficienza.

Il bilancio di casa tua, ma su scala urbana

Pensa al tuo bilancio familiare. Entrate, uscite, qualche risparmio da parte, qualche debito da onorare. Il Comune funziona allo stesso modo — con la differenza che deve renderne conto a quasi 60.000 persone.

Nel 2025 il Comune di Carrara ha accertato 123,55 milioni di euro di entrate e impegnato 129,07 milioni di spese.

Da dove arrivano i soldi?

Se dividiamo le entrate del Comune tra i 59.798 abitanti di Carrara, ogni cittadino "contribuisce" mediamente con circa 793 euro di tasse comunali all'anno — tra IMU, TARI, addizionale IRPEF. Il bilancio complessivo vale invece 1.826 euro per persona.

Le entrate principali vengono da quattro fonti:

  • Le tasse locali — IMU sugli immobili, TARI per i rifiuti, addizionale IRPEF sui redditi — portano circa 47 milioni.

  • Il marmo — la risorsa più unica d'Italia — genera da solo quasi 27 milioni di euro, pari al 29% di tutte le entrate ordinarie.

  • I trasferimenti dello Stato e della Regione contribuiscono per quasi 7 milioni.

  • I fondi per investimenti (PNRR, contributi regionali) portano altri 17 milioni, destinati però esclusivamente a opere e infrastrutture.

Il marmo: una fortuna, ma anche un rischio

Carrara è l'unico Comune in Italia a essere proprietario degli agri marmiferi. Chi estrae il marmo paga al Comune un canone di concessione e un contributo in base ai quantitativi estratti. Nel 2025 sono arrivati 25,4 milioni di euro dalle attività ordinarie del settore, in crescita del 5,4% rispetto all'anno precedente.

È una rendita straordinaria. Per ogni residente vale circa 446 euro all'anno.

Ma c'è un rovescio della medaglia. Dipendere da un'unica industria espone il bilancio comunale a rischi che sfuggono al controllo di chi amministra: una crisi del mercato lapideo, un calo dell'estrazione, una modifica normativa — e quasi un terzo delle entrate potrebbe vacillare. I revisori dei conti lo segnalano esplicitamente: è tempo di diversificare, e di usare progressivamente questi proventi per investimenti strutturali, non solo per tenere in piedi la spesa quotidiana.

Come sono stati spesi i tuoi soldi?

Guardando la spesa corrente — quella che serve a far funzionare la città ogni giorno — emergono alcune cifre significative:

  • 41 milioni per acquisto di beni e servizi: luce, acqua, contratti di manutenzione, appalti.

  • 14,7 milioni per gli stipendi del personale comunale.

  • 6,4 milioni in trasferimenti: contributi a famiglie, associazioni, servizi sociali.

  • 5,9 milioni di interessi sui mutui contratti negli anni passati.

A questi si aggiungono 37 milioni di euro investiti in opere pubbliche: strade, scuole, interventi ambientali, infrastrutture. Per ogni abitante, questo si traduce in circa 1.191 euro di servizi e 619 euro di investimenti.

L'"avanzo": la verità che i giornali non raccontano

Il dato che rimbalza spesso sui giornali è quello dell'avanzo di amministrazione: 59,77 milioni di euro. Sembra molto. Ma attenzione: quasi l'84% di quella cifra è già vincolata per legge e non può essere toccata.

Ecco la suddivisione reale:

  • 43,5 milioni sono accantonati come fondo crediti. Il motivo principale? Il Comune ha milioni di euro di crediti che potrebbe non riuscire mai a riscuotere — multe non pagate, tasse evase, canoni arretrati. La legge impone di "mettere da parte" una riserva equivalente.

  • 6,5 milioni sono vincolati: possono essere usati solo per gli scopi specifici per cui sono stati ricevuti (fondi europei, contributi regionali).

  • 9,5 milioni sono l'unica parte davvero libera — quella che il Comune può decidere autonomamente come investire.

Quindi, per dirla semplicemente: su 60 milioni di "avanzo", solo 9,5 milioni sono nelle mani dell'amministrazione per fare scelte nuove.

Le criticità che meritano attenzione

Sarebbe disonesto raccontare solo il lato positivo. Ci sono alcune questioni aperte che riguardano il futuro della città:

La riscossione fa acqua. Su ogni 10 euro di crediti che il Comune ha nei propri registri, quasi 4 potrebbero non essere mai incassati. Multe, TARI non pagate, IMU arretrata: si accumulano residui che pesano sui conti e richiedono sempre più accantonamenti. Recuperare quei soldi — specialmente da chi evade sistematicamente — sarebbe la forma più equa di aumentare le entrate senza toccare le tasse di chi già paga.

Gli investimenti sono in ritardo. Su 82 milioni di euro di opere programmate, ne sono stati effettivamente avviati poco meno della metà. I cantieri rallentano, i fondi PNRR rischiano di scadere. Non è un problema contabile astratto: significa strade non ancora rifatte, scuole non ancora ristrutturate, interventi rimandati.

La popolazione diminuisce. Dal 2020 a oggi Carrara ha perso quasi 1.700 abitanti. Meno residenti significa meno entrate fiscali, meno servizi sostenibili nel lungo periodo, più pressione su chi resta. È una sfida che molte città italiane condividono, ma che richiede risposte concrete.

Guardare avanti

Il bilancio di previsione 2026-2028 è già approvato. Le sfide principali sono chiare: diversificare le entrate, accelerare gli investimenti, migliorare la riscossione. Tre obiettivi che dipendono meno dai soldi disponibili e molto di più dalla capacità di organizzarsi e decidere.

Il bilancio di un Comune non è solo un documento tecnico. È la fotografia di una comunità: cosa sceglie di proteggere, cosa decide di costruire, a chi chiede di contribuire e come. Capirlo è il primo passo per partecipare davvero.

Fonti: Rendiconto della Gestione 2025 del Comune di Carrara (Delibera C.C. n. 26 del 27/03/2026), Documento Unico di Programmazione 2026-2028, Bilancio di Previsione 2026-2028. Dati BDAP.

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