Il coordinatore comunale di Futuro Nazionale Stefano Benedetti ha rivolto un appello all'amministrazione di Massa al prefetto e al capo della polizia municipale per sottolineare la situazione ormai divenuta insostenibile relativa alla presenza massiccia di piccioni nel territorio del comune: "Si tratta di una problematica da tempo all'ordine del giorno in città e oggetto, anche nelle ultime settimane, di un acceso confronto pubblico tra cittadini, associazioni e forze politiche. La presenza dei piccioni ha ormai assunto dimensioni particolarmente rilevanti: dal centro storico alle periferie, fino a Marina di Massa, passando per piazze, parcheggi, edifici e spazi pubblici.Una situazione che produce evidenti conseguenze sotto il profilo igienico-sanitario, del decoro urbano e della tutela del patrimonio pubblico e privato, oltre a provocare continui disagi ai cittadini, con deiezioni su strade, marciapiedi, edifici, monumenti e autovetture.
LE RESPONSABILITÀ DELLA MANCATA PREVENZIONE
Prima di ricorrere a interventi drastici e costosi, occorre tuttavia domandarsi come sia stato possibile arrivare a questo punto.A nostro giudizio, una parte importante della responsabilità politica e amministrativa deriva dall'assenza, negli anni, di una seria politica di prevenzione e contenimento del fenomeno.Uno degli aspetti principali riguarda l'alimentazione incontrollata dei piccioni.È sufficiente recarsi, ad esempio, nel parcheggio di via Europa, in Piazza Aranci e in numerose altre zone della città per assistere a persone che distribuiscono pane, semi e altri alimenti, contribuendo inevitabilmente a concentrare e mantenere numerose colonie.Analogo fenomeno si verifica quando alcuni residenti gettano abitualmente briciole e avanzi di cibo sulla pubblica via.L'Amministrazione avrebbe dovuto intervenire da tempo con una capillare campagna di informazione e sensibilizzazione, accompagnata dall'effettivo controllo del territorio da parte della Polizia Municipale e dall'applicazione delle sanzioni previste dalle ordinanze e dai regolamenti vigenti.Non basta vietare determinati comportamenti sulla carta: occorre informare, controllare e, quando necessario, sanzionare.Se tutto questo fosse stato fatto sistematicamente negli anni, probabilmente oggi non ci troveremmo di fronte a una proliferazione di queste dimensioni.
NO ALLA LOGICA DELLO STERMINIO
Affrontare seriamente il problema non significa però dichiarare guerra agli animali.I piccioni possono certamente creare problemi igienico-sanitari, danneggiare edifici e monumenti e compromettere il decoro urbano, ma restano animali la cui presenza deve essere gestita attraverso sistemi scientificamente validi, programmati e, per quanto possibile, non cruenti.Non è accettabile trasformare le conseguenze di anni di mancata prevenzione in una sorta di "grido di guerra" contro animali che, evidentemente, non hanno alcuna responsabilità per l'incapacità delle istituzioni di controllarne la proliferazione. Massa ha già conosciuto in passato esperimenti discutibili.All'epoca dell'Amministrazione guidata dal sindaco Roberto Pucci, con Giorgio Raffi assessore all'Ambiente, venne sperimentato anche l'utilizzo di falchi per contrastare la presenza dei piccioni, in particolare nella zona di Piazza Garibaldi.
Un'esperienza che non produsse, a nostro giudizio, risultati strutturali e duraturi e che dovrebbe rappresentare un precedente sul quale riflettere prima di impegnare nuovamente consistenti risorse pubbliche in interventi destinati ad avere effetti soltanto temporanei.
38.000 EURO DI DENARO PUBBLICO: CHIEDIAMO IL RIESAME DEL PROVVEDIMENTO
Apprendiamo oggi che l'Amministrazione comunale intende impegnare circa 38.000 euro di risorse pubbliche per un intervento finalizzato alla cattura e al contenimento dei piccioni.Una cifra considerevole, della quale chiediamo vengano illustrate pubblicamente e dettagliatamente modalità di impiego, procedure, obiettivi, durata dell'intervento, numero stimato degli animali interessati e risultati attesi.Soprattutto chiediamo quale utilità strutturale possa avere una spesa del genere se contemporaneamente non vengono eliminate le cause che favoriscono la continua proliferazione delle colonie.Anche qualora il numero dei piccioni venisse drasticamente ridotto nell'immediato, senza un programma permanente di prevenzione il problema rischierebbe infatti di ripresentarsi.È quindi indispensabile valutare prioritariamente sistemi moderni di controllo della fertilità e della riproduzione, insieme ad altri metodi di dissuasione non cruenti, purché autorizzati, scientificamente validati e compatibili con la normativa vigente e con la tutela del benessere animale.Occorre inoltre superare sistemi potenzialmente lesivi, scegliendo soluzioni tecniche capaci di allontanare gli animali senza provocare loro inutili sofferenze.
IL COMUNE NON PUÒ SCARICARE SUI CITTADINI IL COSTO DELLA MANCATA PREVENZIONE
Il problema deve essere risolto, ma non è accettabile che il costo dell'inerzia e della mancata programmazione venga continuamente scaricato sui cittadini.Comune e altri enti pubblici competenti devono essere i primi a dare l'esempio, intervenendo sugli immobili pubblici, sulle aree maggiormente interessate e sui fattori che favoriscono la proliferazione, predisponendo un vero piano pluriennale di contenimento.Il Sindaco, nell'ambito delle attribuzioni riconosciutegli dall'ordinamento in materia di tutela della salute pubblica e della sicurezza e vivibilità urbana, non può ignorare le conseguenze che una presenza incontrollata di colonie di piccioni determina sulla collettività.Esistono inoltre danni concreti: facciate degli edifici imbrattate, balconi e proprietà private interessati dalle deiezioni, autovetture continuamente sporcate nei parcheggi pubblici e possibili costi per la pulizia e il ripristino.Anche sotto questo profilo occorre valutare attentamente le eventuali responsabilità dell'Amministrazione qualora venisse dimostrato che determinati danni siano conseguenza di omissioni o dell'assenza di adeguate misure preventive.
LA RICHIESTA
Per quanto sopra esposto, invito formalmente il Sindaco Francesco Persiani e l'Amministrazione comunale a riesaminare e, ove ne ricorrano i presupposti, revocare o sospendere i provvedimenti che prevedono l'impiego di circa 38.000 euro per l'intervento annunciato, verificandone preventivamente efficacia, proporzionalità, sostenibilità economica e rispetto del benessere animale.
Chiedo contestualmente:
l'avvio immediato di una campagna pubblica contro l'alimentazione incontrollata dei piccioni;
l'intensificazione dei controlli della Polizia Municipale e l'applicazione effettiva delle sanzioni previste;
la predisposizione di un censimento delle principali colonie presenti sul territorio;
la valutazione tecnico-scientifica di programmi di controllo della fertilità e di altri sistemi non cruenti;
l'utilizzo di dissuasori moderni e non lesivi sugli immobili pubblici;
la predisposizione di un piano pluriennale di contenimento, anziché interventi emergenziali e temporanei;
la pubblicazione dei costi, delle modalità operative e dei risultati attesi dell'intervento da 38.000 euro.
IN DIFETTO, VALUTERÒ UN ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI
Qualora l'Amministrazione decidesse di procedere comunque senza fornire adeguate motivazioni sull'efficacia e sull'economicità dell'intervento e senza valutare concretamente soluzioni alternative, preventive e strutturali, il sottoscritto si riserva di presentare un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti per la Toscana, affinché venga verificato, dagli organi competenti e senza alcuna anticipazione di responsabilità, se l'impiego delle risorse pubbliche rispetti i principi di efficacia, economicità e buon andamento dell'azione amministrativa e se possano eventualmente configurarsi profili di danno erariale.Non è accettabile spendere oggi decine di migliaia di euro per affrontare gli effetti di un problema senza intervenire seriamente e definitivamente sulle sue cause.
Massa ha bisogno di prevenzione, programmazione e soluzioni moderne, non di interventi emergenziali pagati ancora una volta dai cittadini".