Grande successo dal 12 al 16 agosto per l’edizione 2026 di “Filetto Rinascimentale”. Il piccolo paese nel comune di Villafranca in Lunigiana ha visto anche quest’anno un imponente afflusso di visitatori. La magia del tempo sospeso, complice il bellissimo borgo di strette vie lastricate e le antiche case in pietra, ha dato risalto all’evento che ormai da anni è uno degli appuntamenti culturali e turistici più attesi dell'estate lunigianese.Per cinque giorni un palcoscenico a cielo aperto ha reso possibile la fusione tra storia, spettacolo e gastronomia. Sbandieratori, tamburini, musici e dame, il suono delle cornamuse e poi ancora spadaccini e balli popolari hanno scandito il ritmo della festa che ogni giorno ha preso il via alle 17, regalando performance coinvolgenti al cospetto di una folla incantata. Rievocando la discesa in Italia della corte di Re Carlo VIII di Valois, spedizione che segnò il territorio e inaugurò l'inizio delle Guerre d'Italia, le piazze e le vie sono state animate da un susseguirsi di spettacoli. Tra intrighi politici e di corte, falconieri e artisti, gli organizzatori sono riusciti nell’intento di far rivivere il fermento di quegli anni culturalmente vivaci, grazie anche ai numerosi gruppi ospiti.Le dimostrazioni dal vivo degli artigiani tra cui cestai e ricamatrici hanno offerto uno spaccato didattico e immersivo. Abili danzatrici hanno invece catturato il pubblico coinvolgendo uomini, donne e bambini al suono della ghironda e al ritmo dei tamburi.Le storiche taverne del borgo hanno proposto i sapori autentici della tradizione lunigianese fuse a moderne leccornie, in perfetto accordo con la festa. Ricette d'ispirazione rinascimentale, buon cibo al convivio di un'epoca lontana, hanno invece deliziato i palati di chi ha partecipato alla cena rinascimentale che, per questa edizione, si è tenuta tutte le sere nel chiostro del borgo. Un viaggio sensoriale e gastronomico alla corte dei grandi signori del Quattrocento con pietanze originali tratte dal celebre manoscritto "De arte coquinaria" di Mastro Martino da Como, redatto nella seconda metà del '400 e considerato il testo cardine della transizione gastronomica tra Medioevo e Rinascimento.Filetto Rinascimentale si è confermato non solo come evento fine a se stesso, ma vero volano di valorizzazione territoriale, dimostrando come il patrimonio dei piccoli borghi possa trasformarsi in un'attrazione di ampio respiro.Il sipario è calato tra gli applausi, ma l'eco dei tamburi risuona già nell'attesa della prossima edizione.









