Carrara Quello di giovedì 30 luglio alle 18, alla sala conferenze dell'Autorità portuale (g.c.) a Marina, sarà un appuntamento nel segno della memoria ma anche della cultura marinella e carrarina in generale, e della leggerezza, come crediamo che gli sarebbe piaciuto. Stiamo parlando dell'evento che un gruppo di amici ha organizzato per omaggiare il ricordo di Paolo Cucurnia, deceduto a 77 anni nell'aprile dell'anno scorso. Una persona sicuramente di grande talento, dai molteplici interessi e che aveva un grande obiettivo di fondo: valorizzare la sua Marina e le eccellenze di Carrara – in primis il Duomo, che aveva studiato a fondo, e l'Accademia, con alcuni docenti della quale aveva una proficua collaborazione - e coltivare la memoria, nella speranza, al momento vana, che certe tradizioni potessero rinascere. Si ricordava e ricordava del Ferragosto marinello (del quale sono rimasti di fatto “solo” i fuochi d'artificio) e del Carnevale di Marina, che a suo avviso poteva essere attrattivo al pari di quello viareggino, negli anni d'oro. Aveva avviato con il Bill Vanelli – purtroppo deceduto pochi mesi dopo – la battaglia per il salvataggio del campo dei Pini, e almeno su questo sarà accontentato: l'impegno dell'amministrazione è infatti quello di ripristinare un rettangolo di gioco, che adesso manca a una frazione popolosa come Marina. Come avevamo scritto sul Tirreno, Paolo Cucurnia aveva lavorato all’Olivetti, nelle sedi di Ivrea, Villa Costanza e Modena e poi, rientrato a Marina di Carrara, aveva trasformato in lavoro la sua perizia per il mare, la vela, le conoscenze nautiche, e si era imbarcato con il Gruppo Neri. Da giovane aveva disputato delle gare in barca a vela a buoni livelli, aveva conosciuto tutti i grandi velisti che hanno fatto la storia del Club Nautico, compreso il mitico ammiraglio Agostino Straulino. Per il Tirreno aveva scritto fra l’altro una serie di articoli sulla storia del Club Nautico e intervistato gli straordinari campioni che hanno reso grande a livello mondiale il sodalizio marinello. Le sue passioni erano, come detto, molte: la poesia e la pittura innanzitutto, ma si può definire un intellettuale a tutto tondo, perché alternava le traduzioni dal latino con lo studio scientifico della meridiana del Duomo. Proprio il Duomo era oggetto prediletto di studio. Aveva pubblicato “Un po’ d’ Marina”, un atto d’amore verso Marina e i suoi personaggi, un libro che mette insieme la storia della marineria con le poesie, spesso ironiche, dedicate ad alcuni personaggi marinelli. E, insieme all’amico Mario Guelfi, ristoratore-mecenate della Capannina Da Ciccio, aveva pubblicato anche la sua traduzione di diciotto sonetti di Shakespeare, un prezioso volume a tiratura limitata illustrato con gli eccezionali disegni del grande artista argentino Julio Silva, altro amico. Paolo Cucurnia alternava con uno stile unico, la traduzione di Shakespeare e la filologica ricostruzione dei significati dei capolavori del Duomo, con l’ironia, vedi le poesie in dialetto o le vignette satiriche pungenti sulla stringente attualità politica cittadina, che mandava su whatsapp alla cerchia di amici.
Particolarmente proficuo come accennato il sodalizio con Mario Guelfi: oltre al volume con i sonetti di Shakespeare, fin dall’apertura del ristorante la Capannina a Marina, Paolo Cucurnia aveva curato una serie di presentazioni di libri e di mostre d’arte, rendendo il locale, che aveva uno spazio apposito per questi eventi, un cenacolo artistico e letterario.Per Mario Guelfi aveva tra l’altro ideato le etichette per alcuni vini: gli ultimi “Ostrum” e “Navicello”. In molti hanno già garantito che saranno presenti, oltre ovviamente all'amata famiglia: i nipoti Alessandra, Maria Elisa, Martino, il fratello Emilio, per 40 anni presidente del Club Nautico, le cognate Paola e Isabella. Non mancherà il cugino Vittorio Cucurnia delegato provinciale del Coni. Don Marino Navalesi, amico di lunga data, ha assicurato che farà di tutto per esserci, come ci saranno l'ammiraglio Piero Vatteroni, ovviamente Mario Guelfi con la moglie Wendy, preziosa collaboratrice nel libro della traduzione dei sonetti di Shakespeare; e ancora, il cugino Giuseppe Vatteroni, l'ingegner Maurizio Caleo, vicino di casa e suo buon amico, Michele Gataletta che gli sono stati molto vicini anche nell'ultimo periodo all'Hospice della don Gnocchi, dove è stato amorevolmente curato dalle nipoti. Presenti senz'altro anche Lara Benfatto, presidente di Chiama Marina, con la quale aveva un bel rapporto di amicizia, e ci fermiamo qui perché l'elenco sarebbe lungo.Chi vorrà potrà portare il proprio contributo con un intervento, la “scaletta” è abbastanza libera, nel senso che si partirà dalla lettura di alcuni scritti tratti da “Un po' d' Marina” e di qualche sua poesia “irriverente”, e poi si lascerà spazio agli interventi e ai ricordi. Nel segno, ribadiamo, soprattutto del buon umore, della leggerezza. A seguire, per chi vorrà, ci sarà una cena al Garden di Bocca di Magra, il bel locale di Mario Guelfi, con prenotazione obbligatoria al numero 018 670773.









