Lo studio "Arianna" apre una prospettiva innovativa per individuare in anticipo l'aumento del rischio di sviluppare la malattia di Parkinson, ben prima della comparsa dei sintomi motori. Una possibilità che permette di intervenire subito, adottando stili di vita mirati a ridurre il rischio e favorendo al tempo stesso una maggiore efficacia delle terapie oggi in sviluppo da parte dei farmacologi.
Il progetto, finanziato dall'Azienda USL Toscana nord ovest, è realizzato in collaborazione con l'Università di Verona, il CNR di Pisa, l'Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell'Ospedale Apuane e il Laboratorio di Analisi chimico cliniche dello stesso presidio. L'iniziativa gode inoltre del patrocinio della Fondazione Dott. Ezio Pelù Onlus e dell'Ordine dei Medici della provincia di Massa.
Il medico della struttura di Neurologia dell'ospedale Apuane di Massa Carlo Maremmani, coordinatore dello studio "Arianna", è stato tra i primi neurologi ad aver riconosciuto il potenziale dell'iposmia - riduzione dell'olfatto - come segno preclinico della malattia di Parkinson ed ha illustrato, in un recente convegno che si è tenuto a Massa, nell'auditorium dell'ospedale Apuane, le motivazioni clinico‑scientifiche alla base dell'innovativo studio: valutare se i biomarcatori ricercati tramite tamponi nasali – eseguiti dopo un test olfattivo capace di evidenziare un eventuale deficit – possano contribuire a identificare una fase premotoria della malattia. Il cuore della ricerca è la combinazione tra test olfattivo e tampone nasale mirato alla mucosa olfattiva.
Grazie a un lavoro di squadra che ha coinvolto numerosi professionisti sanitari, sono stati infatti eseguiti oltre 300 test e dal campione è emerso un dato rilevante: chi presenta iposmia ha più del doppio delle probabilità di risultare positivo alla ricerca dell'alfa‑sinucleina aggregata, una proteina coinvolta nei meccanismi che portano allo sviluppo del Parkinson. I risultati emersi aprono dunque la strada a percorsi diagnostici più tempestivi, con l'obiettivo di riconoscere la malattia prima della comparsa dei sintomi motori.
I tamponi nasali mirati alla mucosa olfattiva sono stati eseguiti dal direttore dell'unità operativa di Otorinolaringoiatria dell'ospedale Apuane e dell'ospedale Versilia Luca Muscatello. Il primo trattamento dei campioni è stato effettuato dalla direttrice del Laboratorio clinico dell'ospedale Apuane, Stefania Lombardi, insieme ai suoi collaboratori.
I lavori del convegno di Massa sono stati aperti dal presidente della Fondazione Dott. Ezio Pelù Onlus di Massa Carlo Manfredi, che ha sottolineato il valore della ricerca in ambito medico e ha ripercorso i principali aspetti della malattia di Parkinson, soffermandosi sul ruolo dell'ambiente, degli stili di vita e dei fattori epigenetici nello sviluppo delle patologie neurodegenerative.
I docenti dell'Università di Verona Matilde Bongianni e Gianluigi Zanusso hanno poi illustrato come il tampone nasale, analizzato con tecniche di amplificazione in vitro, permetta di individuare con buona accuratezza gli aggregati proteici considerati un biomarcatore della malattia di Parkinson.
Lo studio entra ora nella fase conclusiva, che prevede il coinvolgimento di nuovi volontari. La partecipazione è gratuita.
Per informazioni è possibile inviare un'e‑mail all'indirizzo
Nota: in foto, da sinistra: la professoressa Matilde Bongiani, il dottor Carlo Maremmani, il dottor Carlo Manfredi e il professor Gianluigi Zanusso









