"Se qualcuno pensava che spendere quasi 50mila euro di soldi pubblici per commissionare a Danae Project un servizio di marketing territoriale sul PNRR potesse salvare la disastrata immagine turistica di Carrara, si sbagliava di grosso" è la constatazione fatta dal consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella che aggiunge: "Ma evidentemente a Palazzo ci sono ancora persone convinte che una clip ben montata possa sostituire, a giudizio di molti, anni di vuoto politico.Peraltro la delibera iniziale proposta dalla Arrighi parlava di incentivare il turismo tramite l’individuazione di un giornalista/video comunicatore, ma nella determina finale la Dirigente del Settore giustifica tutto come “obbligo PNRR”: un cambio di motivazione e di interpretazione della Legge che sorprende e che stride con i principi di trasparenza e chiarezza che ci si aspetta da una PA.Carrara è famosa nel mondo per il suo marmo, ma non certo per le scelte e i risultati dell’Amministrazione Arrighi e della sua maggioranza nella gestione del patrimonio culturale. Gli esempi abbondano.
Da anni Carrara tentenna sulle promesse di una gipsoteca permanente che valorizzi la grande collezione di calchi dell’Accademia di Belle Arti – una delle più importanti d’Italia – eppure quei preziosi calchi restano invisibili, perché inabili ad individuare una sede adeguata e mai realmente fruibile per il pubblico.Il progetto di mettere in mostra le opere a Palazzo Rosso è stato rivisto radicalmente dall’Amministrazione Arrighi, lasciando l’intera collezione nell’oblio.Nel frattempo il MudaC e il CARMI esistono formalmente ma faticano a definire il loro ruolo turistico attrattivo stabile, tanto che spesso restano poco più che contenitori occasionali per mostre con scarsa affluenza.E non parliamo del Museo Civico del Marmo: nato negli anni ’80 con grandi ambizioni di raccontare la storia millenaria della cultura del marmo, è diventato un simbolo di disattenzione, con collezioni spostate in magazzino e una totale interruzione dell’attività museale significativa da oltre 3 anni. Da luglio 2022, quando questa amministrazione – guidata dal sindaco Arrighi – si è insediata, non ha prodotto alcuna iniziativa concreta per attrarre visitatori, valorizzare il territorio o proporre offerte turistiche credibili.Ora, a pochi mesi dalla fine dei tempi di rendicontazione dei fondi, si scopre che il turismo si promuove filmando immagini di opere che esistono solo sulla carta o nei rendering, perché allo stato attuale dei lavori appare improbabile che i cantieri da 70 milioni di euro che avrebbero dovuto essere completati entro il 31 marzo 2026 vengano restituiti alla comunità. Questo significa che il tanto sbandierato materiale da pubblicizzare sarà – nella migliore delle ipotesi – polvere, sagome di ponteggi e retini rossi. La scuola Buonarroti è un esempio lampante: il cantiere è chiuso da mesi e non c’è nulla da mostrare se non tubi e cemento. E allora di che promozione stiamo parlando? Quali responsabilità politiche hanno portato a questa situazione? E che Agenzia decide di impiegare ulteriori risorse senza garanzie di ritorno concreto, in un’operazione che appare funzionale a rafforzare l’immagine pubblica dell’attuale sindaco in vista delle prossime elezioni amministrative? Come se non bastasse, contemporaneamente l’assessore al bilancio Lattanzi ha destinato solo 400mila euro a iniziative turistiche frammentate e prive di una visione organica, mentre manca del tutto una strategia di lungo periodo per rilanciare davvero il turismo cittadino.Il risultato? È sotto gli occhi di tutti: soldi pubblici utilizzati inadeguatamente, senza alcuna probabilità concreta di ritorno reale. Persino a livello nazionale, iniziative di marketing turistico – come costose campagne video ufficiali – sono finite derise perché realizzate fuori contesto o con contenuti che non riflettono la realtà dei luoghi. Ed è qui che emerge il nodo centrale dell’assurdità: non è un errore di forma, è un errore di fondo. Non si aumenta l’attrattività di un territorio arrangiandosi con un video, se poi non si è nemmeno in grado di mostrare qualcosa di finito o di realmente attrattivo. A Carrara, dove alcune zone soffrono ancora di servizi turistici minimi e la percezione pubblica è quella di un cantiere eterno, spendere soldi pubblici in “promozione” significa gettare benzina su un fuoco che non brucia. Chi conosce davvero il territorio sa che servirebbe una strategia reale, investimenti per servizi turistici, connessioni e offerte vere. Quello che è stato fatto, invece, è l’ennesimo gesto estemporaneo che è propaganda elettorale; in una città con cantieri aperti ovunque e zero attrazioni concluse, questa operazione è semplicemente un’operazione politicamente discutibile e amministrativamente inopportuna, pagata a spese dei cittadini".









