Anno XI 
Lunedì 2 Novembre 2026
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Scritto da Redazione
Cronaca
02 Novembre 2026

Visite: 104

L'allarme lanciato nei giorni scorsi da CNA Massa-Carrara sul futuro del trasporto del marmo in blocchi, seguito dall'intervento dell'onorevole Andrea Barabotti, riporta al centro del dibattito una delle questioni più delicate per l'economia apuana: la sostenibilità di un settore altamente specializzato, indispensabile per l'intera filiera lapidea, ma sempre più alle prese con costi crescenti, difficoltà negli investimenti e margini economici ridotti. Le preoccupazioni espresse da CNA Massa-Carrara, che ha evidenziato il rischio di un progressivo indebolimento di questa particolare attività di autotrasporto, trovano riscontro anche nelle considerazioni del parlamentare sulla necessità di garantire condizioni che consentano alle imprese di continuare a investire, rinnovare i mezzi e operare in sicurezza.Un quadro sul quale interviene adesso la Lega Trasportatori Marmo in Blocchi di Massa-Carrara, che riunisce tutte le imprese del territorio specializzate in questa attività e intende portare all'attenzione dell'opinione pubblica una questione concreta, ancora irrisolta: il mancato riconoscimento delle tariffe concordate da parte di un numero ristretto di aziende lapidee.La Lega parte però da una premessa fondamentale, che tiene a sottolineare con forza: la grande maggioranza delle aziende delle cave rispetta gli accordi e riconosce il valore del lavoro svolto dai trasportatori.

«Vogliamo innanzitutto dare il giusto riconoscimento a tutte quelle imprese che applicano regolarmente il tariffario e dimostrano attenzione alle difficoltà del nostro settore. Conosciamo bene anche i problemi delle aziende lapidee e sappiamo quanto sia importante mantenere un rapporto di collaborazione. Non vogliamo creare contrapposizioni tra cave e trasportatori, perché siamo parte della stessa filiera e il futuro degli uni dipende anche da quello degli altri».A non riconoscere integralmente le condizioni economiche concordate sarebbero, secondo quanto segnalato dalla categoria, appena quattro o cinque realtà. Un numero limitato, ma composto da aziende con dimensioni economiche importanti, con fatturati indicati nell'ordine di 13, 20, 24 e fino a 40 milioni di euro annui. «Non stiamo chiedendo due euro in più, né condizioni di favore. Chiediamo semplicemente che venga applicato il tariffario sottoscritto dalle rappresentanze degli industriali, dalla CNA e dalla Confartigianato. Eppure, alcune aziende continuano a riconoscere compensi inferiori anche di quattro o cinque euro a tonnellata rispetto ai valori concordati. Una situazione che riteniamo debba essere superata».Differenze che, moltiplicate per le tonnellate trasportate nell'arco dell'anno, possono incidere pesantemente sui bilanci delle imprese di autotrasporto. Un settore nel quale i costi di gestione sono particolarmente elevati: carburante, personale, contributi, pneumatici, assicurazioni, manutenzioni, autorizzazioni, finanziamenti e leasing dei mezzi rappresentano impegni economici continui, ai quali si aggiungono gli investimenti necessari per garantire sicurezza ed efficienza.«Per aziende che fatturano decine di milioni di euro, l'adeguamento tariffario può avere un'incidenza ben diversa rispetto a quella che quattro o cinque euro a tonnellata rappresentano per una piccola impresa di trasporto. Non è soltanto una questione di margini economici: significa poter pagare regolarmente i dipendenti, mantenere efficienti i camion, investire in mezzi più moderni e garantire la sicurezza di chi lavora e di chi percorre le nostre strade».

«Quando parliamo di sicurezza, parliamo prima di tutto di persone. Dietro ogni camion c’è un autista e dietro ogni autista c’è una famiglia che lo aspetta a casa. Ogni mattina affrontiamo strade di montagna, pendenze e manovre complesse, trasportando blocchi di marmo di decine di tonnellate. Sappiamo bene, anche per la storia dolorosa delle nostre cave, che partire al mattino non significa poter dare per scontato il ritorno alla sera. Per questo servono mezzi efficienti, manutenzioni puntuali, attrezzature idonee e formazione continua. E serve riconoscere economicamente una professionalità costruita in anni di esperienza e di responsabilità. Non chiediamo privilegi: chiediamo condizioni di lavoro che consentano a ogni autista di spegnere il motore a fine giornata e tornare ad abbracciare la propria famiglia. La sicurezza non può essere la voce su cui risparmiare qualche euro a tonnellata».

Un tema, quello della sicurezza e del rinnovo del parco mezzi, già richiamato negli interventi di CNA Massa-Carrara e dell'onorevole Barabotti. Il trasporto del marmo in blocchi richiede infatti veicoli speciali, investimenti considerevoli e professionalità difficilmente sostituibili. La progressiva riduzione della redditività rischia di compromettere proprio quella capacità di investimento indispensabile per assicurare continuità a un'attività strategica per il territorio.Ma c'è un altro aspetto che la Lega considera particolarmente preoccupante: l'atteggiamento che, secondo le segnalazioni raccolte, alcune aziende continuerebbero ad assumere quando viene richiesto il riconoscimento delle tariffe.

«Ci viene ancora risposto che, se non accettiamo determinate condizioni, possono essere chiamati altri camion disposti a trasportare a prezzi inferiori. È un atteggiamento che non valorizza il nostro lavoro e rischia di compromettere rapporti commerciali costruiti in anni di collaborazione. Non si può continuare a considerare il trasporto come una voce sulla quale comprimere continuamente i costi, senza tenere conto delle responsabilità e degli investimenti che questa attività comporta».

Proprio la necessità di tutelare il settore ha portato alla costituzione e al consolidamento della Lega, che oggi rappresenta, secondo quanto riferito dalla stessa organizzazione, la totalità delle aziende del territorio impegnate nel trasporto del marmo in blocchi.«La Lega nasce per salvaguardare il lavoro di ognuno di noi. Abbiamo scelto di affrontare insieme i problemi della categoria, perché sappiamo che le difficoltà di un'impresa finiscono per riguardare tutto il settore. Quello che non vorremmo fosse fatto alla nostra azienda non vogliamo venga fatto ai nostri colleghi. Vogliamo rapporti commerciali corretti e il giusto riconoscimento di un'attività che richiede competenza, responsabilità e sacrifici quotidiani».A rendere ancora più urgente la questione è la tempistica degli accordi. Il tariffario attuale è stato approvato nel 2025, valori che, nel frattempo, hanno dovuto confrontarsi con l'aumento dei costi operativi e con un contesto economico profondamente cambiato.Nel mese di novembre è già previsto un nuovo incontro con le rappresentanze industriali per discutere la revisione delle tariffe con decorrenza dal 1° gennaio 2027.

«Siamo ormai alla vigilia di un confronto per aggiornare valori, mentre alcune aziende non riconoscono ancora integralmente quelli attuali. È una contraddizione che non può essere ignorata, soprattutto considerando che la maggioranza delle imprese lapidee ha già dimostrato concretamente di rispettare quanto concordato».«Non cerchiamo lo scontro e non vogliamo mettere nessuno alla gogna. Il nostro obiettivo è risolvere un problema, non creare divisioni. Ma la disponibilità al dialogo non può significare accettare che questa situazione rimanga irrisolta all'infinito. Chiediamo alle poche aziende che ancora non si sono adeguate di assumersi la propria responsabilità e contribuire a costruire rapporti economici più equilibrati».L'appello conclusivo della Lega dei trasporti marmo in Blocchi è rivolto all'intera filiera lapidea e alle istituzioni, affinché alle preoccupazioni espresse in queste settimane seguano risposte concrete per salvaguardare un comparto che rappresenta un patrimonio di imprese, professionalità e occupazione.

«Alle tante aziende delle cave che rispettano gli accordi va il nostro sincero riconoscimento. Sono la dimostrazione che una collaborazione equilibrata è possibile. Alle altre chiediamo semplicemente di fare altrettanto. Il marmo di Carrara è un'eccellenza conosciuta in tutto il mondo, ma dietro ogni blocco che lascia le nostre cave ci sono anche il lavoro, gli investimenti e le responsabilità di chi lo trasporta. Un valore che deve essere riconosciuto e rispettato».

Pin It
  • Galleria:
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Per lavori sulla rete fognaria eseguiti da Gaia Spa, da lunedì 2 a venerdì 6 novembre 2026,…

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Massa, 29 ottobre 2026 - La zona Apuane avvisa che a causa di necessari interventi di Telecom, il…

Resta chiuso al pubblico nella mattina di mercoledì 28 ottobre  il parco comunale Puccinelli a Marina…

L'ufficio TARI del Comune di Carrara in via 7 Luglio  resta chiuso al pubblico  nella giornata…

 È stato proclamato uno sciopero per l'intera giornata di venerdì 30 ottobre 2026, indetto dai sindacati…

Spazio disponibilie

Dopo una fitta serie di incontri estivi tra Lunigiana e Val di Vara, prosegue il tour…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie