L'avvocato Carmela Federico ha espresso una sua riflessione sul passaggio del Giro d'Italia da Massa: "Come Presidente dell'Associazione Culturale "La Rivincita", sento il dovere — con tutto il rispetto che nutro verso le Istituzioni locali e con la consapevolezza dei limiti del nostro piccolo ruolo — di portare all'attenzione dell'Amministrazione Comunale di Massa alcune riflessioni che ci giungono dalle famiglie del territorio, in merito alla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per due giorni consecutivi, il 19 e il 20 maggio, in occasione del passaggio del Giro d'Italia.Partiamo da un presupposto che ci sembra doveroso ribadire: il Giro d'Italia è un evento di straordinaria valenza sportiva e turistica, capace di valorizzare il territorio e proiettarne l'immagine a livello nazionale. Non è questo che si discute, e non è nostra intenzione sminuire l'importanza di tale manifestazione né criticare chi ha lavorato per portarla nella nostra città.Ciò che ci preme, invece, è aprire un dialogo costruttivo su una questione che tocca da vicino la quotidianità di molte famiglie massesi: la chiusura prolungata delle scuole, comunicata con tempistiche ritenute da molti non sufficientemente anticipate, ha lasciato genitori lavoratori in difficoltà nel riorganizzare i propri impegni e nel trovare soluzioni per la gestione dei figli.Uno dei valori fondamentali su cui si regge la nostra comunità è il riconoscimento della scuola come presidio educativo e sociale irrinunciabile. Ogni giorno di lezione sottratto ai nostri bambini e ragazzi è un giorno in meno di crescita, di socialità, di apprendimento. E ogni chiusura scolastica che non sia strettamente necessaria — per ragioni di sicurezza o emergenza — diventa un peso che ricade, quasi sempre, sulle spalle delle famiglie meno strutturate, di quelle con figli piccoli, di chi non può permettersi di assentarsi dal lavoro.Non chiediamo di scegliere tra la scuola e il Giro d'Italia. Chiediamo — con umiltà ma con fermezza — che si trovino soluzioni che tengano conto di entrambe le esigenze.Sappiamo bene che organizzare un evento di tale portata richiede uno sforzo enorme da parte di chi amministra la città. Ma sappiamo anche che molte realtà italiane, di fronte a situazioni analoghe, hanno saputo trovare soluzioni alternative: chiusure circoscritte alle sole scuole situate lungo il percorso della corsa, modifiche temporanee agli orari, apertura di spazi di accoglienza supervisionata per i bambini i cui genitori non possono restare a casa, coinvolgimento delle scuole stesse nell'evento attraverso uscite didattiche organizzate e accompagnate. Soluzioni che esistono, che si possono costruire con la volontà e il dialogo.Per questo, come Associazione "La Rivincita" — nata proprio con la missione di dare voce a chi non ha voce e di costruire ponti dove altri vedono muri — invitiamo l'Amministrazione Comunale a considerare, anche per il futuro, l'istituzione di un tavolo di confronto permanente con le realtà associative, le scuole e le rappresentanze dei genitori, affinché decisioni che impattano sulla vita delle famiglie possano essere condivise con il giusto anticipo e con la ricerca di soluzioni partecipate.Non è nostra intenzione accusare nessuno. Crediamo invece nel dialogo, nella mediazione, nel rispetto reciproco tra cittadini e Istituzioni. E crediamo soprattutto che una città che sa ascoltare i propri cittadini sia una città più forte, più coesa, più capace di valorizzare — anche — eventi straordinari come il Giro d'Italia".
"Scuole chiuse per il Giro d'Italia, un'opportunità per ripensare insieme il rapporto tra eventi, istituzioni e famiglie": la riflessione dell'avvocato Camela Federico presidente dell'associazione La Rivincita
Scritto da Redazione
Cronaca
08 Maggio 2026
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