Il comitato Ugo Pisa ha criticato le misure di sicurezza prese dall'amministrazione Persiani in seguito all'omicidio Bongiorni: "Le recenti misure adottate nel nostro territorio sul tema della cosiddetta "mala movida" rappresentano, a nostro avviso, una risposta emergenziale a un fenomeno complesso, che richiederebbe invece interventi strutturali e di lungo periodo. Si privilegia infatti la strada più immediata: intervenire sugli orari dei locali e sulle attività economiche, anziché affrontare in modo serio e articolato le cause profonde delle criticità che emergono nelle ore serali e notturne. Non condividiamo l'idea che gli esercizi pubblici possano essere individuati come principale bersaglio del problema. La grande maggioranza dei locali svolge infatti una funzione importante di presidio sociale del territorio, contribuendo alla vitalità urbana, alla costruzione di relazioni sociali e alla presenza di persone negli spazi pubblici. È un dato di realtà che rischia di essere sottovalutato: dove esistono attività aperte, regolate e presidiate, si genera anche una forma di controllo sociale diffuso e una maggiore capacità collettiva di vivere e gestire gli spazi urbani. Al contrario, la chiusura anticipata e generalizzata alle 00.30 rischia di svuotare le città, ridurre la possibilità di socialità e concentrare le criticità in momenti e luoghi meno controllabili. Non è riducendo la vita della città che si aumenta la sicurezza.La sicurezza urbana richiede invece presenza costante sul territorio, coordinamento e capacità di intervento, soprattutto nelle fasi di maggiore afflusso e deflusso delle persone. Se oggi si parla di "mala movida", è necessario riconoscere che il fenomeno è anche il risultato di anni di difficoltà nella gestione complessiva degli spazi urbani, di una presenza discontinua sul territorio e di una progressiva riduzione della vita sociale, culturale ed economica nei centri storici nelle ore serali. Infine, non può essere ignorato un punto centrale: ciò che accade nelle ore notturne è anche il riflesso della mancanza di spazi di aggregazione realmente accessibili per i giovani, in particolare per chi ha meno possibilità economiche. In assenza di alternative reali, i comportamenti tendono a concentrarsi e a diventare più critici. Servono quindi investimenti strutturali in luoghi di socialità diffusa: biblioteche aperte anche in orario serale, spazi culturali, cinema, luoghi di incontro nei quartieri e presìdi educativi e ricreativi.Accanto a ciò, è necessario riconoscere il valore degli esercizi pubblici e degli spazi che operano in modo responsabile come parte del tessuto sociale delle città. Auspichiamo pertanto un cambio di approccio: non misure emergenziali e generalizzate, ma una strategia urbana strutturale e condivisa con la cittadinanza, capace di coniugare sicurezza, vivibilità e diritto alla città".
Sicurezza urbana: più presidi sul territorio, meno limitazioni ai locali secondo il comitato Ugo Pisa
Scritto da Redazione
Cronaca
22 Aprile 2026
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