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Scritto da Redazione
Cronaca
20 Febbraio 2026

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Parte dalla Toscana e più precisamente da Massa Carrara il progetto europeo per la tutela del Fratino, uccello costiero simbolo degli ecosistemi dunali e delle spiagge naturali, oggi seriamente minacciato come nidificante lungo le coste italiane. Un progetto da 8 milioni e 700mila euro che si articolerà nei prossimi 5 anni per difendere il fratino e il suo habitat. Smart Revolution srl, azienda con sede a Massa, è partner del progetto europeo Life Alexandro, che mette insieme la tutela della biodiversità e un nuovo modo di vivere le spiagge, più rispettoso e sostenibile coinvolgendo 13 partner nazionali e internazionali. La IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura) classifica il Fratino come specie in pericolo di estinzione, la cui tutela non riguarda solo gli ornitologi, ma chiama in causa il modo in cui viviamo e gestiamo le spiagge, mettendo alla prova il nostro rapporto con l'ambiente e le responsabilità collettive verso il territorio.E' proprio per questo che Smart Revolution srl, insieme ai numerosi partner coinvolti, ha fortemente voluto che il lancio del progetto avvenisse a Marina di Massa, a Villa Cuturi, casa della promozione e valorizzazione turistica dell'area vasta dell'apuoversilia. Martedì si è svolto il primo appuntamento che ha visto l'incontro in presenza di tutti i soggetti coinvolti nel progetto cofinanziato dal Programma Life dell'Unione Europea, che si pone l'obiettivo di frenare e, dove possibile, invertire la tendenza alla diminuzione della specie, promuovendo al tempo stesso un modello di turismo costiero sostenibile, capace di coniugare la tutela dell'ambiente e della biodiversità con le esigenze degli operatori economici del settore. L'iniziativa, che ha avuto il patrocinio del comune di Massa ha visto anche l'intervento dell'assessore Giorgia Garau, con delega al turismo, eventi, politiche giovanili, volontariato, e politiche per la valorizzazione delle aree di costa e delle montagne."Smart Revolution avrà un ruolo di supporto alla gestione del progetto – ha spiegato Paola Fazzi, project manager di Smart Revolution–e avrà il compito di gestire i momenti di coinvolgimento degli stakeholder del territorio per cercare di migliorare il rapporto delle comunità con questa specie e con il suo habitat, con lo scopo di generare maggiore consapevolezza sull'impatto che le persone e le attività turistiche ed economiche possono avere sulle spiagge e quindi sul territorio. Questo incontro di due giorni si è articolato nella prima giornata a Villa Cuturi a Marina di Massa dove i partner si sono confrontati e in alcuni casi incontrati in presenza per la prima volta. La seconda giornata invece si è svolta sul campo, esattamente nel parco di San Rossore e nel comune di Vecchiano dove abbiamo potuto vedere in concreto  le azioni che verranno messe in atto nelle aree di progetto". "E' uno dei progetti su cui vogliamo puntare – sottolinea Enrica Pautasso, coordinatrice dei progetti europei di Smart Revolution –, perchè sposa esattamente quelli che sono i principi della nostra realtà aziendale, come per esempio avere un forte impatto a livello locale ed una forza e un respiro europeo. E' un progetto ambizioso e prestigioso che si sviluppa tra Italia e Croazia per un finanziamento di 8 milioni e 700 mila euro  per la durata di 5 anni".

I partner coinvolti nel progetto, che costituiscono una vera e propria rete per la protezione della specie, sono: Istituto di Ecologia Applicata (capofila), Croatian Society for Birds and Nature Protection, Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità-Delta del Po, Parco Nazionale del Circeo, Parco Regionale della Maremma, Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), Legambiente Nazionale APS Rete Associativa ETS, LIPU ODV, Ministero della Difesa Arma dei Carabinieri - Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari, Riserve Naturali Regionali Orientate del Litorale Tarantino e Università di Pisa-Dipartimento di Biologia, oltre appunto a Smart Revolution srl. La tutela del Fratino produce effetti positivi che vanno oltre la singola specie. La sua difesa, infatti, rappresenta un elemento chiave per il benessere degli ecosistemi costieri. Perché è l'unica specie ornitica strettamente legata agli habitat sabbiosi e dunali e il suo ciclo biologico è profondamente connesso alle dinamiche di questi ambienti. La sua presenza è un importante indicatore di qualità ambientale, poiché segnala catene alimentari complete, con abbondanza di insetti e microfauna invertebrata, e testimonia bassi livelli di inquinamento.Tra le numerose attività sono previste azioni congiunte tra Italia e Croazia per la mitigazione delle pressioni antropiche sui siti di nidificazione, con interventi che, oltre alle dieci regioni italiane interessate dalla presenza del Fratino, coinvolgeranno anche la regione croata di Zadar.

IL FRATINO

Un tempo presenza comune e familiare dei litorali italiani, oggi il Fratino sta scomparendo a un ritmo allarmante. I numeri raccontano una storia che non lascia indifferenti: dalle 1.300–2.000 coppie stimate nel 2004 si è scesi a 570–691 coppie nel 2018, fino ad arrivare alle circa 500 coppie del 2023. Attualmente, la parte più consistente della popolazione riproduttiva italiana si concentra lungo le alte coste adriatiche, con 167–172 coppie, e in Sardegna, con 175–195 coppie. Lungo le coste tirreniche, ioniche e siciliane resistono invece sottopopolazioni più piccole e frammentate. Questo scenario nazionale riflette un trend negativo che riguarda tutta l'Europa: dal 1980 si registra una diminuzione del 20 per cento e, secondo BirdLife International, è attesa un'ulteriore riduzione di almeno il 25 per cento nei prossimi quindici anni.Alla base di questo declino ci sono pressioni antropiche sempre più forti sugli ambienti costieri, al punto che il turismo balneare rappresenta oggi la minaccia più grave in assoluto. Il calpestamento accidentale dei nidi, i cani lasciati liberi, la pulizia meccanica delle spiagge, insieme al disturbo continuo causato dalla presenza umana, compromettono seriamente il successo riproduttivo della specie. A tutto questo si sommano la perdita e la frammentazione degli habitat dunali e delle zone umide costiere, spesso modificati o cancellati proprio dalla gestione intensiva delle spiagge e dalla pressione turistica. Proteggere il Fratino, quindi, significa prendersi cura delle nostre coste e del delicato equilibrio che le rende vive.

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