immagine realizzata con A.I.
Sarà l’antipasto, come si é sbilanciato a dire l’assessore alla cultura del comune di Carrara, Gea Dazzi, in relazione alla stagione di eventi estivi 2026, da lei definita “di alto livello”, ma già con l’antipasto le perplessità sono molte, alcune storiche. L’annuncio, ovviamente altisonante – un’estate di concerti per tutti i gusti, grande musica dal vivo, artisti di primissimo piano che siamo certi sapranno richiamare tantissime persone e ci regaleranno delle serate indimenticabili – al momento (ma è l’antipasto!), prevede tre concerti a Carrara, in piazza Matteotti, racchiusi in un arco temporale di 11 giorni, a scadenza di circa cinque o sei giorni l’uno dall’altro che vedranno salire sul costosissimo palco – la ragione vera del fare una programmazione così ravvicinata – nell’ordine Irene Grandi il 28 giugno, Levante il 3 luglio e Loredana Bertè il 9 luglio, secondo lo schema lanciato nell’estate 2025 con i tre concerti di Vecchioni, Bandabardò e i Musici di Francesco Guccini anche quelli concentrati in nove giorni per le stesse ragioni di costi del palco. Sicuramente, visto che è l’antipasto, Dazzi annuncerà nuovi succulenti eventi per il resto dell’estate carrarina, che al 9 luglio è appena iniziata (e ad arrivare a settembre ce ne vuole), ma, basandoci sulla memoria di quanto fatto lo scorso anno, dopo i tre concerti in 11 giorni su piazza Matteotti e su tutta la martoriata, distrutta, devastata Carrara est calerà il solito abituale buio che pervade la parte che non conta della città, quest’anno particolarmente compromessa dall’insensata quantità di cantieri aperti. Le dichiarazioni della Dazzi, tuttavia, fanno ben sperare i residenti della newlinegotica carrarina, perché se sono stati programmati tre concerti “che siamo certi sapranno richiamare tantissime persone e ci regaleranno delle serate indimenticabili”, sicuramente significa che l’assessore ha la certezza che, almeno a partire dal 28 giugno, sarà praticamente risolto il caos incommensurabile attualmente in atto a partire proprio da piazza Matteotti, che, al momento prevede un ulteriore pesantissimo peggioramento con l’annunciata chiusura, a maggio, dell’accesso a Carrara da Via Roma, salita di San Ceccardo e con l’obbligo per chiunque di ingolfarsi in Corso Rosselli. Evidentemente l’accesso a piazza Matteotti sarà tornato alla normalità per l’avvio dei concerti. Diversamente non saranno neppure necessarie le transenne con cui, lo scorso anno, venne delimitata la piazza – perché i concerti sono a pagamento: 20/15 euro Grandi e Levante; 50/35 Bertè (costo dei biglietti che solleva qualche dubbio sul livello della loro attrattività)- visto che ogni accesso è già praticamente chiuso. Piuttosto bisognerà domandarsi dove le “tantissime persone” che arriveranno, potranno parcheggiare, prendere un aperitivo, magari mangiare una pizza, andare a fare una pipì oppure fare due passi in attesa dell’inizio del concerto. Cioè tutto quell’indotto che, teoricamente dovrebbe stare alla base delle programmazioni di eventi estivi di un comune. La stagione dei concerti di quest’anno ne prevede, poi, altri tre a Marina di Carrara, concentrati in sei giorni dall’1 al 6 agosto quando si esibiranno nell’ordine: l’1 agosto Shablo, il 2 agosto Dimartino (quello di Colapesce e DiMartino ma senza Colapesce) e i Fratelli Trabace e il 6 agosto Valerio Lundini & i Vazzanikki. La seconda mandata “dell’estate di concerti” annunciata da Arrighi e Dazzi è gratuita – e i dubbi sulla corrispondenza tra costo del biglietto e valore dell’appeal del concerto si fanno più oscuri – e ha come location l’area della Rotonda Paradiso, un luogo mitico negli anni ’80, quando tutti i ragazzi che d’inverno affollavano via Roma, vi migravano in estate, sebbene né allora, né oggi, abbia vicino bar, locali o negozi. I decenni passati che hanno spopolato via Roma, non hanno risparmiato la Rotonda, oggi solo area di accesso alla spiaggia libera tra due serie di stabilimenti balneari, in cui non si ritrova più nessuno da anni. E allora sono partite riflessioni antiche: qual è il senso di fare eventi per animare una città, una stazione turistica balneare, un centro storico? Come ben insegna da decenni il Summer Music Festival di Lucca – evento che richiama davvero centinaia di migliaia di spettatori – e che ha attinto e attinge ai livelli internazionali più alti della musica mondiale: i concerti si tengono dentro al centro storico di Lucca, in una piazza in cui c’è anche un monumento centrale che ostacola pure la vista. E Lucca dentro le mura è una città poco più grande di Carrara, che avrebbe spazi esterni ben più estesi e adattabili ai concerti. Ma lo scopo ultimo(o primo?) dell’evento e di dare alla città e alle sue attività commerciali un grande impulso e infatti Lucca, nelle serate del Summer, ha bar, ristoranti locali e negozi che esplodono di gente. Se gli eventi – qualunque essi siano – vengono fatti in aree lontane dai centri e senza attività commerciali, restano fini a se stessi e non verranno neppure percepiti come distintivi di quella città. Ma Carrara questo dovrebbe saperlo bene, visto che per anni ha ospitato, ogni estate, in piazza Menconi a Marina, il Premio Lunezia con le sue tre serate (peraltro gratuite) che portavano circa 5000 spettatori a serata, con le evidenti, inconfutabili ricadute economiche sul tessuto commerciale di Marina. Evento poi eliminato dall’amministrazione 5 Stelle e non ripreso dalla successiva Arrighi. La dislocazione dei tre concerti dell’estate 2026 ha già sollevato qualche mugugno tra i commercianti di Marina e le perplessità su tutta quanta la programmazione fin qui annunciata non mancano da nessuna parte. Ma è l’antipasto. Questo non va dimenticato.









