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Scritto da Redazione
Cultura
07 Settembre 2026

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MARINA DI MASSA – Il mare, questa volta, ha restituito ciò che l'uomo aveva lasciato sul suo fondale. Rifiuti, plastica e materiali abbandonati sono tornati in superficie grazie al lavoro dei volontari, davanti agli occhi di una ventina di bambini. Una scena semplice, ma dal forte valore simbolico: quello che finisce in mare non scompare, rimane lì e prima o poi presenta il conto. È questo il messaggio lanciato ieri, sabato 5 settembre, dallo stabilimento balneare Villa Gioietta di Marina di Massa, dove è andato in scena un nuovo appuntamento di "Amico Mare 2026", il progetto promosso da FISA – Federazione Italiana Salvamento Acquatico Massa Carrara dedicato alla sicurezza, all'educazione ambientale e alla tutela del mare. In acqua sono scesi i volontari dell'ASD Salviamoli Tutti Rescue Team, insieme all'Associazione Freediving di Crupi Nicola e al Centro Sub Alto Tirreno, impegnati nella pulizia dei fondali delle acque antistanti lo stabilimento. A seguire l'iniziativa anche la Guardia Costiera, a garanzia del supporto istituzionale e della sicurezza delle operazioni, e l'Assessore all'Ambiente del Comune di Massa Roberto Acerbo. L'appuntamento ha ricevuto il patrocinio del Comune di Massa, della Guardia Costiera e del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord.

Prima la consapevolezza, poi la pulizia

Prima ancora di entrare in acqua, però, è stato affrontato il problema alla radice. L'artista Roberto Costa, attraverso il suo percorso "Vortex", ha parlato insieme al responsabile FISA delle conseguenze dell'utilizzo indiscriminato della plastica e dell'impatto che i rifiuti hanno sull'ambiente marino. Le sue opere nascono proprio da questa denuncia: trasformare i materiali recuperati e gli scarti in strumenti capaci di raccontare il problema dell'inquinamento. Al centro del confronto anche il fenomeno delle "isole di plastica", accumuli di rifiuti che sono diventati il simbolo dell'inquinamento degli oceani e che rappresentano una minaccia anche per il Mediterraneo.

Un messaggio che non può più essere ignorato

«Serve un cambio di rotta» A ribadirlo è stato l'Assessore all'Ambiente Roberto Acerbo, che ha richiamato la necessità di un vero "cambio di rotta" nei comportamenti e nella gestione dei rifiuti. La sfida, infatti, non è soltanto quella di andare a recuperare ciò che è già finito in mare, ma soprattutto quella di impedire che nuovi rifiuti ci arrivino. E per farlo occorre partire dall'educazione. Proprio per questo la presenza dei bambini non è stata un elemento marginale della giornata, ma uno degli aspetti centrali dell'iniziativa. Conoscere il mare, vedere cosa si trova sui suoi fondali e capire le conseguenze dei comportamenti quotidiani significa costruire, fin da piccoli, una maggiore consapevolezza ambientale. Dopo il momento informativo, l'iniziativa è entrata nel vivo. Una ventina di bambini, accompagnati e assistiti dai volontari, ha potuto partecipare al percorso di pulizia dei fondali in condizioni di sicurezza. Per loro non è stata soltanto un'attività all'aperto. È stata una vera lezione sul campo. Ogni rifiuto recuperato ha raccontato una storia e mostrato concretamente quanto sia fragile l'equilibrio dell'ambiente marino. Il mare, infatti, non distingue tra un piccolo gesto di inciviltà e un grande problema ambientale: ciò che viene abbandonato prima o poi può raggiungere l'acqua, depositarsi sul fondale e diventare una minaccia per l'ecosistema. E quei rifiuti diventeranno arte La giornata, però, non si conclude con il recupero dei materiali. Una parte dei rifiuti raccolti sarà consegnata a Roberto Costa "Vortex", che li utilizzerà per realizzare nuove opere artistiche dedicate alla tutela dell'ambiente. Un modo originale per dare una seconda vita a ciò che è stato sottratto al mare e, soprattutto, per trasformare un problema in un messaggio. Il rifiuto diventa arte. L'arte diventa sensibilizzazione. Il percorso proseguirà nel mese di ottobre 2026, quando le opere saranno esposte a Villa Cuturi, a Marina di Massa, nell'ambito di una mostra che coinvolgerà anche i bambini delle scuole.

Sarà un ulteriore momento di divulgazione e confronto con gli studenti, chiamati a riconoscere nelle opere realizzate con i materiali recuperati una testimonianza concreta di ciò che accade quando il mare viene utilizzato come una discarica.La vera sfida è non dover più ripulire L'iniziativa davanti allo stabilimento "Villa Gioietta" lascia così una riflessione che va ben oltre la giornata di pulizia. Ripulire i fondali è necessario, ma la vera vittoria sarà quando quei rifiuti non ci saranno più.È questo il senso di "Amico Mare 2026": mettere insieme chi il mare lo conosce, chi lo protegge, chi lo vive e chi rappresenta le istituzioni, portando il messaggio soprattutto alle nuove generazioni. Perché il futuro del mare non si decide soltanto sott'acqua. Si decide ogni giorno, nelle nostre scelte, nel modo in cui utilizziamo la plastica, nel modo in cui gestiamo i rifiuti e nel rispetto che dimostriamo verso l'ambiente. E a Marina di Massa, ieri, il mare ha avuto modo di ricordarcelo ancora una volta. Quello che gettiamo via non scompare. Il mare lo ricorda. E prima o poi lo restituisce.

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