Venerdì 26 settembre, alle ore 17, a Palazzo Binelli si aprirà la quinta edizione de “Il pensier Lib(e)ro”, la rassegna letteraria organizzata dall’Associazione Qulture con il contributo del Comune di Carrara e di Areaventi, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, Mondadori Bookstore Carrara, Spazio Civico5 di Massimo Susini, Hotel Carrara, Ristorante Roma.
Il primo ospite sarà Alberto Ravasio, con il romanzo “Il grande mantenuto” (Quodlibet, 2026). “Capisco la sua disperazione generazionale, che è anche la mia”, aveva già scritto Ravasio in un suo precedente lavoro: “Ci hanno ingrassato di desideri. E quando poi siamo cresciuti, c’hanno detto che erano finiti i soldi.” E proprio questo filo di amara modernità riprende “Il grande mantenuto” per il quale i soldi sono finiti, ma tutto il resto, in bene o in male, può esserci ancora. Anche un tentativo ostinato di riscatto e cambiamento, “il desiderio di nascere direttamente dal proprio cervello”, ma attraverso la scrittura in un’epoca, la nostra, dove la lettura non importa quasi più a nessuno.
E dunque, come ha lucidamente scritto Ermanno Cavazzoni, il grande mantenuto, dopo aver lasciato la sua Bergamo, prova a scrivere come fosse un lavoro vero, trovandosi subito costretto “a farsi mantenere da chi capita andando su e giù lungo le fasce di reddito, pure frequentando l’ambiente malaeditoriale nel ruolo di spacciatore di manoscritti fino a quando, innamoratosi di una filosofessa dei Navigli, entra nell’immondo mondo altoborghese che si rivelerà essere ancora più mantenuto di lui. Il titolo del romanzo assume, così, tanti significati quanti sono i suoi personaggi. Grande mantenuto è l’aspirante scrittore ma è anche lo scrittore letterario che non può vivere di scrittura perché adesso scrivono tutti, grandi mantenuti sono i professionisti della cultura nati ricchi, grandi mantenuti sono i trentenni intrappolati in un’adolescenza perenne, sempre al verde.” Cavazzoni, infine, non ha mancato di far notare come il grande mantenuto sia, in definitiva, una specie di “Martin Eden aggiornato e ormai impossibile, ambientato negli anni dal 2008 al 2020, dalla crisi finanziaria al covid.” E, aggiungeremo, anche con sfumature ironico-grottesche che ricordano il grande Luciano Bianciardi della “Vita agra” o certe pagine del “Pendolo di Foucault” di Eco o di “Tecniche di seduzione” di Andrea De Carlo. “Il grande mantenuto” è dunque il romanzo “tragicomico e paradossale di una società che, abolito il Novecento con le sue famigerate lotte, torna a una fissità economica quasi ottocentesca: i ricchi sono ricchi, i poveri sono poveri e la cultura è dichiarazione dei redditi per i primi e vertiginoso discensore sociale per i nuovi ultimi.”
Alberto Ravasio (1990) è nato a Bergamo. Ha scritto per “Finzioni”, “Alias”, “L’Indice dei Libri del Mese”. Il suo esordio, “La vita sessuale di Guglielmo Sputacchiera” (2022), nel 2025 è diventato uno spettacolo teatrale.









