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Scritto da Redazione
Cultura
07 Ottobre 2026

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C’è tempo fino a domenica 25 ottobre per visitare la mostra Le signore dell’arte. La parità del talento nell’arte italiana moderna, curata da Massimo Bertozzi a Palazzo Cucchiari di Carrara.Attraverso la selezione ragionata di 131 opere - di cui una quindicina tra sculture e altri oggetti - che portano la firma di ben 42 artiste, oltre che di Giacomo Balla e Felice Casorati, Mario Mafai e Achille Funi – nelle intenzioni di Bertozzi vi è la volontà di richiamare l’attenzione dei visitatori su quei cento anni durante i quali i cambiamenti si rivelarono decisivi, creando l’opportunità per le vere protagoniste della mostra – qui definite le Signore dell’arte, senz’altra specificazione (figlie, mogli o compagne di..) – di dare piena e libera esplicitazione del loro personale innegabile talento.Si tratta di un interessante sguardo “di genere” che punta i riflettori su un lato poco noto dell’universo artistico dell’Italia moderna, ovvero sul “peso” dei legami familiari nella formazione e poi nell'affermazione delle artiste italiane, a fronte del cambiamento della loro condizione sociale e artistica tra la metà dell'800 e la metà del '900,

Molte donne.. molte storie

Le opere in mostra a Palazzo Cucchiari contribuiscono a formare un percorso espositivo fondato sull’intreccio di molte storie, a cominciare dalle “pioniere”, già attive dai tempi del Risorgimento nazionale, come Ernesta Bisi Legnami e Amanzia Guerillot, e poi Emma Ciardi e Evangelina Alciati, fino alle protagoniste degli sviluppi moderni del Novecento, come Edita Broglio e Genni Mucchi, Antonietta Raphael e Leonor Fini, Luce ed Elica Balla, Leonetta Cecchi Pieraccini e Adriana Pincherle. Proprio quest’ultima è presente a Palazzo Cucchiari con alcune opere (tra cui il ritratto del marito Onofrio Martinelli) e il proprio Autoritratto del 1932, ora nell’omonima Collezione della Galleria degli Uffizi. La pittura di Adriana Pincherle ebbe fin dalla sua formazione un respiro europeo, attenta alle variegate tendenze post-impressioniste. Per tutti Adriana Pincherle era la sorella maggiore di Moravia, ma lei — appena un po’ più anziana — era certa che dovesse essere Alberto a venir considerato suo fratello. Nonostante fosse di buona famiglia, non amò mai la mondanità dei salotti romani e andò a vivere a Firenze.

Un altro focus interessante nella mostra è quello dedicato a Antonietta Raphael, moglie di Mario Mafai, prima pittrice e poi scultrice, che con Scipione (Gino Bonichi) fondò la Scuola romana. Fu artista di respiro europeo e Cesare Brandi la definì «l’unica scultrice italiana». Nella mostra di Carrara si potrà ammirare una delle sue opere più famose - Mario nello studio (Omaggio a Mafai), dipinta nel 1966 e proveniente dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma – che appare come un ricordo visionario del marito artista colto nell’atto di dipingere una natura morta, ma distratto dal comportamento assai lascivo della modella.

Di tutt’altra natura artistica fu Leonor Fini, pittrice, scenografa, costumista, scrittrice, illustratrice e disegnatrice italiana, nata a Buenos Aires nel 1907. Fu indubbiamente una donna libera ed eclettica, anticonformista, unica pittrice surrealista italiana. Trasferitasi a Parigi, ebbe agio di frequentare i surrealisti e nel 1932 iniziò una stabile relazione con lo scrittore e drammaturgo André de Mandiargues, del quale la mostra propone lo straordinario ritratto che Leonor Fini gli dedicò. Pur essendo di formazione artistica italiana, rifiutò sempre i canoni novecenteschi dell’arte tricolore e vivendo tra Parigi e New York divenne una delle protagoniste della seconda metà del secolo breve.

Da segnalare anche il rilievo dato dal curatore Bertozzi alla pittura di Nella Marchesini - rappresentata da ben sette dipinti -, poiché a lei, oltre che il ruolo di “maestra” alla “Libera scuola di pittura” di Felice Casorati a Torino, si deve anche al fatto, del tutto casuale (suo padre era professore di materie scientifiche al Liceo classico di Massa), che fosse nata a Marina di Massa.


Prestiti eccellenti

Per l’ordinamento della mostra, sono arrivate a Palazzo Cucchiari opere da importanti enti prestatori, a iniziare dalla Presidenza della Repubblica, dalla Camera dei deputati, la Banca d’Italia, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, i Musei Reali di Torino, il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, oltre a numerose gallerie e collezioni pubbliche e private.

Dal Quirinale arriva un dipinto di Giacomo Balla che si intitola Affetti e nel quale – come spiega Bertozzi – l’Artista «ritrae la moglie e la prima figlia, nella luce rarefatta della cucina, nella loro casa di via Paisiello, mentre la signora Elisa sorveglia la soddisfazione della piccola Luce intenta alla lettura di una lettera. Il dipinto è a tutti gli effetti una replica puntuale dello scomparto centrale di una delle opere più significative del periodo divisionista di Balla: dipinto nel 1910, fu acquistato nel 1914 dalla regina Margherita di Savoia, direttamente nell’atelier del pittore e destinato alla Collezioni del Quirinale, dove si trova ancora oggi». Le “figlie d’arte” Luce ed Elica Balla, con le loro opere, sono entrambe tra le protagoniste della mostra.

Dalla Camera dei deputati giunge una scultura di Jenny Mucchi, un piccolo bronzo che ritrae Gino Severini; oltre all’Autoritratto della Pincherle, dagli Uffizi arriva anche la Flora di Giovanni Dupré, in dialogo con il Giotto bambino della figlia Amalia.

Dai Musei Reali di Torino arrivano le opere di due protagoniste della Libera scuola di Pittura di Felice Casorati, Cesarina Guarino e Tina Mennyey.

Di particolare rilievo è anche un’opera restaurata per l’occasione che arriva dal Museo della Scienza e Tecnologia di Milano. Si tratta della sagoma dipinta raffigurante il Ritratto della signora Inganni, la pittrice Amanzia Guerillot anch’essa presente nella mostra con tre opere. L’opera fu realizzata dal marito della donna, il grande vedutista Angelo Inganni, tra il 1856 e il 1859 e ammirata l’ultima volta in pubblico subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale; poi è rimasta in deposito per circa 80 anni. Adesso è stata restaurata, dotata di un apposito supporto per mantenerla in verticale e la si può ammirare di nuovo a Palazzo Cucchiari.

 

INFO MOSTRA
Fondazione Giorgio Conti
LE SIGNORE DELL’ARTE.
LA PARITÀ DEL TALENTO NELL’ARTE ITALIANA MODERNA
A cura di Massimo Bertozzi
Fino a 25.10.2026
Palazzo Cucchiari, via Cucchiari 1, Carrara
Orari: da MA a DO ore 9.30-12.30 e 15-20
Ingresso 12 euro, ridotto 10 euro
Tel. +39 0585 72355
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.palazzocucchiari.it

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