Rafforzare la collaborazione tra le realtà che operano all’interno della Casa di Reclusione di Massa e aprire un confronto con la Provincia sul percorso per la nomina del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. È la posizione condivisa da Caritas – Migrantes, gruppo Casa Betania – Altro Diritto – Misericordia – Telefono Azzurro – Foglia del Tè – Comunità Papa Giovanni XXIII, area Toscana- Accademia Apuana della Pace - Associazione Experia, riunite lunedì 5 ottobre nell’auditorium della parrocchia di San Pio X a Massa.L’incontro è stato l’occasione per condividere esperienze, criticità e proposte e per consolidare la collaborazione tra le diverse realtà impegnate quotidianamente in carcere. Una necessità resa ancora più urgente dalla situazione di sovraffollamento dell’istituto, che richiede un coordinamento sempre maggiore tra volontariato, terzo settore, istituzioni e soggetti impegnati nell’ambito della giustizia.Le associazioni esprimono apprezzamento per l’avvio, da parte della Provincia, del percorso per la nomina del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, a seguito dell’approvazione della mozione del Consiglio Provinciale del 28 settembre.
La nomina del Garante provinciale rappresenta un primo importante passo, ma, perché possa tradursi in uno strumento realmente efficace, è necessario che il percorso sia accompagnato dal confronto con chi conosce direttamente la realtà carceraria. Per questo le associazioni chiedono di essere coinvolte nella definizione dei tempi, dei requisiti e del mandato del futuro Garante, mettendo a disposizione l’esperienza maturata attraverso la presenza quotidiana nell’istituto, il rapporto con le persone detenute e la conoscenza delle principali criticità. La prospettiva, però, è più ampia. Il Garante provinciale può costituire il punto di partenza per rafforzare l’attenzione del territorio sulla realtà carceraria e costruire strumenti di tutela a diversi livelli. In questo quadro, le associazioni ritengono importante tornare a discutere dell’istituzione di un Garante comunale, quale ulteriore presidio sul territorio e strumento per rafforzare il rapporto tra carcere, città e istituzioni locali. Allo stesso tempo, è necessario ampliare la rete, coinvolgendo altre associazioni, realtà del terzo settore, istituzioni e soggetti impegnati sui temi della giustizia, dell’inclusione e del reinserimento sociale.Per questo viene rinnovata alla Provincia di Massa-Carrara la richiesta di aprire un confronto e la disponibilità delle associazioni a contribuire con competenze, esperienza e conoscenza diretta della realtà carceraria.La situazione della Casa di Reclusione di Massa richiede infatti continuità e collaborazione tra istituzioni e territorio. Mettere in relazione le diverse esperienze e ascoltare chi quotidianamente opera in carcere può contribuire a costruire strumenti di tutela più efficaci e un sistema di relazioni più forte a beneficio delle persone detenute e dell’intera comunità.








