Nei giorni scorsi gli alunni della scuola elementare di Forno Marcello Garosi Tito accompagnati dalle maestre Liviana Casalini, Rosetta Novani e Monica Lorenzetti hanno visitato l'atelier Case Carpano + Rubbia, dove ha preso idea e forma l'opera "Battito dello Stelvio", scultura monumentale eseguita interamente a mano da Marco Alberti.
L'opera, realizzata in marmo apuano estratto nel bacino della Lavagnina, nel comprensorio del paese di Casette, sarà collocata al Passo dello Stelvio nel mese di giugno, a compimento delle celebrazioni per il bicentenario della storica strada alpina progettata da Carlo Donegani.
Una realizzazione che unisce arte, sport e paesaggio, diventando simbolo del legame tra territori apparentemente lontani ma uniti dalla cultura della montagna.
"Battito dello Stelvio" nasce anche in dialogo con il Giro d'Italia: una sua versione ridotta è stata consegnata nel 2025, anno delle celebrazioni del bicentenario, all'atleta in maglia rosa Isaac Del Toro, vincitore della 17ª tappa del Giro d'Italia, partita da San Michele all'Adige e conclusa a Bormio, anticipando la posa del monumento definitivo.
La scultura si ispira alla forma di un girino stilizzato: la coda richiama i tornanti dello Stelvio, il ritmo del battito cardiaco e l'altimetria delle tappe montane, nonché gli atleti che partecipano al Giro d'Italia, detti "girini".
"Battito" diventa così metafora della fatica, della trasformazione e della crescita, elementi condivisi tra natura e impresa sportiva.
Il progetto ha ottenuto il patrocinio di numerosi enti e istituzioni, tra cui i Comuni di Bormio, Massa, Carrara e Seravezza, la Provincia di Massa-Carrara, ANAS, il Parco Nazionale dello Stelvio, il Parco Regionale delle Alpi Apuane, l'Accademia di Belle Arti di Carrara e l'ente di promozione turistica di Bormio.
Per la documentazione del progetto è attivo un team di studenti dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, impegnato nella realizzazione di un filmato dedicato all'opera "Battito dello Stelvio".
Marco Alberti ringrazia le aziende che hanno contribuito alla realizzazione dell'opera: Fratelli Soldati Luca e Mauro, Fratelli Giorgini S.r.l., Fratelli Nardi Piero e Giuliano, Turba Cava Roma S.r.l., Viva IT S.r.l., Trasporti Marmo Perlina S.r.l., Galzenati Traspecial, Vetrugno Marmi di Vetrugno Roberto & C. S.a.s., Mario Sanguanini S.n.c., oltre a tutte le persone che si sono attivate a sostegno del progetto.
"Ma il cuore del racconto resta Forno", spiega Marco Alberti. "Qui, nello stesso luogo, dove i bambini entrano curiosi tra polveri di marmo e forme in divenire, affondano le nostre radici artistiche. Insieme alla mia compagna e artista Alessandra Ferrandu, entrambi nati e cresciuti nel paese di Forno, da più di vent'anni custodiamo e trasformiamo gli spazi di una cava dismessa in un laboratorio creativo, dove il paesaggio apuano diventa materia viva di ricerca.
La nostra indagine artistica si è spinta nel tempo verso il mondo ipogeo delle Apuane, tra esplorazioni e scoperte speleologiche, come l'Abisso Mosè sul Monte Altissimo: luoghi nascosti per loro natura, che rafforzano un rapporto profondo e fisico con la montagna e con il valore del marmo. La visita degli alunni mi ha riportato alla memoria le esperienze dell'infanzia: le passeggiate scolastiche tra vicoli e orti del paese, le lezioni delle maestre e il ritorno in classe, dove quelle esperienze si trasformavano in parole, spesso in poesie. Forse è proprio in quei momenti che nasce in me un percorso autodidatta che, nel tempo, mi ha portato dal segno scritto a quello scolpito, dalla parola alla forma. Durante l'esecuzione dell'opera, nel dialogo tra ombra e materia, tra suono e forma, emergono pensieri, riflessioni e versi che trovano espressione nella poesia:
Battito
Potrei amare, immaginare
ambire la mia brama
sulle curve lente dei tornanti
porre nel gioco
il fiato corto dell'ascesa
mentre il cuore si contrae
La mia scaglia corre
leviga sull'asfalto
la sua ombra
il proprio vento
Polvere
sul Passo
il mio che sale
il suo che scende
Si potrebbe fermare?
Forse troppo tardi
L'amore non fugge
qualcosa lo attende
La pellicola riflette
il suo bagliore
sui ghiacciai, sulle vette
nella tersa scia di una notte
Un'illusione?
Forse
Ciò che resta
così assorta la pietra
nella sua moltitudine di forme
rinvenire tra le creste
le sue pianure
Respira il tacere
nell'inafferrabile
nella solitudine
nella pioggia che trascorre
l'eco di chi chiede
Battito
dove?
Stelvio
Oggi - prosegue Marco Alberti - quel percorso torna a chiudere e ad aprire il cerchio. I bambini osservano, fanno domande, immaginano. Ai piedi del Monte Contrario, dentro quello studio, tra passato e futuro, il battito dell'arte continua nell'infinito presente dell'essere".