Come è stato scritto nel proporlo al Premio Strega di quest’anno, “Stella randagia”, ultimo romanzo di Piera Ventre per NN Editore, “è un’opera narrativa fuori dagli schemi”, una storia di riscatto e speranza in cui la bellezza dell’anima può rovesciare le sorti del mondo e cambiare il destino degli ultimi. Il libro – che chiuderà la quarta stagione della rassegna “Il Pensier Lib(e)ro” organizzata dall’Associazione Qulture di Carrara – sarà presentato dall’autrice in dialogo con Antonio Celano, direttore artistico della manifestazione, alle ore 17.00 di sabato 14 presso la Biblioteca civica Lodovici. È il 1909 ed Esterina lascia il paese natìo in Friuli per lavorare presso i nobili Ribas, a Napoli. All’arrivo è sconvolta dal fermento della città e dallo sfarzo della nuova casa. I padroni – la bella Porzia, l’insulso ma ambizioso marito Giacomo, la severa cognata Orsola – le dicono che dovrà occuparsi di Malvina, figlia di Porzia e Giacomo, una creatura nata deforme che vive da sempre segregata nella sua stanza. Ma la bambina è anche vivace e intelligente, e dimostra un carattere singolare: sostiene di avere un’amica invisibile, che le annuncia gioie e disgrazie, e di capire i versi degli uccelli. Ester vorrebbe non crederle, ma nella casa si avvertono sussurri inquietanti e presenze misteriose, e lei stessa è in preda alle visioni di un suo tragico passato. Nonostante il turbamento, Ester impara ad amare Malvina; ma un giorno, l’annuncio del passaggio della cometa di Halley, letto come presagio della fine del mondo, getta casa Ribas e tutta Napoli nel caos, e mette Ester di fronte a una scelta drammatica e audace. Con “Stella randagia”, Piera Ventre ci porta nella Napoli sontuosa della Belle Époque dove è vivo il contrasto di personaggi epocali quali Matilde Serao ed Eusapia Palladino, dove il progresso si fonde con la superstizione e le sedute spiritiche convivono con i salotti letterari, dove i nobili e il fasto vivono appena accosti all’indigenza e alla forza d’animo degli ultimi.
Piera Ventre è nata a Napoli e si è laureata in Logopedia presso l’Università degli studi di Pisa, in seguito specializzandosi in assistenza alla comunicazione. Vive e lavora a Livorno. Con “Palazzokimbo” (2016) è stata finalista alla seconda edizione del Premio Neri Pozza e ha vinto il Premio Pavoncella; “Sette opere di misericordia” (2020) è stato selezionato al Premio Strega ed è stato vincitore del Premio Procida; con “Le stanze del tempo” (2021) è stata finalista al Premio Settembrini e al Premio Chianti; con “Gli spettri della sera” (2023) ha vinto il Premio Augusto Monti.
La rassegna si avvale del contributo del Comune di Carrara e della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, e della collaborazione con fotografo Massimo Susini, AreaVenti, Libreria Mondadori, Ristorante Roma, Hotel Carrara.








