Lo scrittore carrarino Matteo Nerbi, dopo il successo riscosso con “Utrum” (GFE, 2024), raccolta premiata in oltre venti concorsi letterari, tra cui il primo premio a “La via dei libri” nella cornice del Premio Bancarella, è tornato in libreria con il seguito ideale “In Absentia e altri racconti di Voce Narrante”.Cosa resta, quando qualcosa non c’è più? Non il vuoto, ma una presenza diversa: più sottile, più difficile da nominare. Una traccia che si annida nei gesti, negli oggetti, nei suoni. Qualcosa che continua a parlare, anche quando non c’è più nessuno a rispondere. I racconti di In absentia si muovono dentro questo spazio sospeso, tra memoria e presente, tra voce e silenzio, tra ciò che è stato e ciò che ancora resiste.
Un incontro che non si è mai davvero interrotto.
Una perdita che cambia forma.
Un dialogo impossibile che trova voce altrove.
Tra voci e silenzio, un carillon accende un legame inatteso.
Ad accompagnare il lettore è Voce Narrante che osserva, interroga, talvolta si espone. Non solo testimone, ma coscienza che attraversa le storie, cercando un senso dove il senso sembra smarrito, con la consapevolezza che queste pagine non offrono risposte, ma aprono varchi. Come in un concept album musicale, tra una Intro e una Outro, ogni racconto risuona nell’altro, affidando alla metafora musicale il compito di dire ciò che il linguaggio, da solo, non riesce a trattenere. Perché ciò che è perduto non scompare davvero: muta, si trasfigura, e continua a esistere altrove.«Forse, domandandoci cosa sia davvero l’assenza di ciò che abbiamo perduto, potremo scorgerla nel riflesso di luoghi e cose che continuano a vibrare dentro di noi e che ancora abitiamo, nel silenzio delle nostre emozioni» - ha spiegato, infatti, l’autore.
Fin dalle prime pagine, Voce Narrante invita a non limitarsi alla sola lettura: la musica, più volte invocata nel testo come colonna sonora di situazioni emotive, diventa parte integrante dell’esperienza narrata, come una vera e propria “metafora musicale”, attraverso cui i ricordi e gli stati d’animo possono essere percepiti in modo polisensoriale e profondo. Nel racconto “In absentia”, che dà il titolo alla raccolta, la vita di Guido è scandita dall’incontro domenicale con Fosca, l’amore della propria vita, che tuttavia si disvela inaspettatamente come un amor perduto con la vita stessa, dal che il racconto trascende in un dialogo con l’assenza e in una struggente riflessione sull’amore oltre la morte; tuttavia, In absentia sottintende nel finale una doppia disvelazione che ribalterà ogni certezza, mettendo a dura prova sia Guido che il lettore, nell’arrendersi al fatto che c’è qualcosa di ancora più difficile da accettare “dell’amore oltre la morte”.Con “Guida all’ascolto del mare in burrasca” la narrazione si apre a una dimensione più intimista: come due vecchi amici, Voce Narrante e Glauco si ritrovano sul litorale marittimo un giorno d’inverno, sconvolto dalla tempesta, un luogo freddo e inospitale che tuttavia attrae solitari esseri umani in cerca di risposte, alla portata soltanto di chi accetta di ascoltare le onde e di bagnarsi i piedi in quel mare. Lì, una poesia d’amore, donata con la timidezza dell’anonimato in un plico bagnato dalla pioggia, emerge come frammento di confessioni, affidate a un foglio tanto fragile, ma capace di sconvolgere lo “spazio tempo emotivo” dei personaggi. Ne “I mille orologi di Valeri” il tempo diventa presenza concreta, simbolicamente rappresentata da antichi orologi a muro, collezionati con cura, oppure da un anacronistico orologio da tasca, custodito come un ricordo paterno, accompagnando personaggi sospesi tra nostalgia e bisogno di comprensione di sé; in quell’atmosfera, tra due mondi in apparenza irrimediabilmente chiusi all’esterno, come quello di Valeri, bambino autistico, e quello di un’anziana donna affetta da Alzheimer, lo scoccare della musica di un antico carillon darà vita a un “miracolo verosimile”, consumato nella decadente bottega di un vecchio orologiaio. Infine, “Né fretta, né moka, solo freddo di primavera” conduce il lettore nella dimensione quotidiana e disillusa di Miche che, privato dal destino della sua amata Mina, si trascina in una fredda primavera, sopravvivendo in un’atmosfera carica di silenzi e sottintesi emotivi; tuttavia, un dialogo tra amici appassionati di cinema lo accompagnerà al sonno della notte, con un inconsapevole carico di speranza e quello che avrebbe potuto essere soltanto un sogno turbato si trasformerà in un ponte tra due mondi non comunicanti. In tutta l’opera, narrativa, musica e poesia convivono continuamente: versi declamati dai personaggi, richiami musicali (a opere antiche o contemporanee, così come a opere universalmente note oppure solo per appassionati di genere) e immagini liriche ampliano il racconto, trasformando la lettura in un’esperienza immersiva, con linguaggio polisemico; non è un caso che mediante il Qrcode stampato alle prime pagine, Voce Narrante rimandi il lettore a un proprio canale YouTube dove poter ascoltare, non soltanto la selezione ecclettica dei brani musicali invocati nel testo come “metafore musicali”, ma anche la lettura delle sue poesie, da sé medesimo musicate con pianistica passione, in una sorta di reading che è appendice dell’opera stessa, eventualmente replicabile “live” in occasione della presentazione dell’opera, così che l’evento possa trascendere in una dimensione musico-letteraria.
Il libro sarà presentata venerdì 19 giugno alle 18, in un evento in collaborazione con Mondadori Bookshop e il patrocinio del Comune di Carrara, nella rassegna promossa dal Club Unesco ‘Carrara dei marmi’ a Palazzo Binelli. Dialogherà con l’autore la giornalista de La Nazione Cristina Lorenzi, narratore Giuseppe Giannotti.









