Frena il turismo, tengono costruzioni e alcuni servizi. Si attenua la difficoltà di reperimento del personale, ma restano criticità sulle competenze.
Diminuiscono le assunzioni programmate dalle imprese delle province della Toscana Nord-Ovest nel mese di maggio 2026: a Lucca si registra una flessione del 7%, a Massa-Carrara del 6% e a Pisa del 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Complessivamente, le imprese del territorio prevedono 9.600 assunzioni nel mese, in un contesto che interessa in particolare il comparto dei servizi. A incidere sul rallentamento è soprattutto il turismo, che dopo la crescita osservata nel 2025 registra una flessione in tutte le province: -15% a Lucca, -12% a Massa-Carrara e -16% a Pisa, probabilmente in presenza di aspettative più prudenti sull'andamento della stagione estiva. Debole anche il commercio, in calo a Lucca e Massa-Carrara, mentre Pisa si distingue per una dinamica positiva (+7%). L'industria presenta un quadro differenziato: a Lucca pesa soprattutto il rallentamento delle costruzioni, mentre a Massa-Carrara la flessione è concentrata nel manifatturiero; a Pisa tengono le costruzioni (+7%), compensando il lieve calo del manifatturiero. In alcuni territori emergono inoltre dinamiche positive nei servizi alle imprese e alle persone, in particolare nella provincia di Lucca. Pur restando elevata, la difficoltà di reperimento del personale mostra segnali di attenuazione in tutte e tre le province: interessa il 40% delle assunzioni previste a Lucca, il 45% a Massa-Carrara e a Pisa, in diminuzione rispetto allo scorso anno, ma permane il problema dell'adeguatezza delle competenze richieste, che in alcuni territori continua a rappresentare un elemento di criticità. Questo, in sintesi, è quanto emerge dai dati rilevati per il mese di maggio 2026 su un campione di imprese con dipendenti delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed elaborato dall'Istituto Studi e Ricerche (ISR) insieme alla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest.
«I dati di maggio evidenziano un rallentamento della domanda di lavoro che riflette un clima di maggiore cautela da parte delle imprese, soprattutto nei comparti più legati alla stagionalità e al turismo – dichiara Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest –. Pesano le incertezze di una situazione economica caratterizzata da un potere d'acquisto delle famiglie sotto pressione e da una propensione alla mobilità turistica influenzata da uno scenario geopolitico ancora fluido. In questo contesto è incoraggiante il lieve miglioramento nell'incontro tra domanda e offerta di lavoro, anche se la difficoltà di reperimento del personale continua a rappresentare un ostacolo significativo per molte imprese. Per questo la priorità della Camera di Commercio rimane il rafforzamento del collegamento tra sistema formativo e mondo produttivo, sostenendo percorsi capaci di sviluppare competenze coerenti con i fabbisogni professionali delle imprese e creare opportunità occupazionali più solide e qualificate sul territorio».
La domanda di lavoratori da parte delle imprese lucchesi si attesta a maggio 2026 a 4.450 assunzioni programmate, in calo del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un elemento positivo arriva dal miglioramento della difficoltà di reperimento del personale, che pur rimanendo elevata scende al 40% delle entrate previste, sei punti percentuali in meno rispetto a un anno fa, grazie soprattutto alla riduzione della quota di imprese che segnala una carenza di candidati disponibili. Nel comparto industriale le assunzioni previste diminuiscono dell'8%, con una contrazione più marcata nelle costruzioni (-16%), mentre il manifatturiero e le public utilities limitano la flessione al 5%. Anche i servizi registrano un rallentamento (-6%), determinato soprattutto dal calo del turismo (-15%) e del commercio (-7%). In controtendenza crescono però i servizi alle imprese (+4%) e soprattutto quelli alle persone (+10%), che contribuiscono ad attenuare la flessione complessiva della domanda di lavoro provinciale. Resta stabile la quota di opportunità riservata ai giovani under 30, pari al 30% del totale delle assunzioni previste.
In provincia di Massa-Carrara, le imprese prevedono 1.780 assunzioni, il 6% in meno rispetto a maggio 2025, una tendenza che si conferma anche guardando all'intero trimestre maggio-luglio. Anche nel territorio apuano si osserva un lieve miglioramento della difficoltà di reperimento del personale, che interessa il 45% delle entrate previste, tre punti percentuali in meno rispetto a un anno fa. La principale criticità continua a essere la scarsità di candidati, indicata dal 28% delle imprese, mentre si riduce leggermente il peso delle difficoltà legate alla preparazione ritenuta inadeguata. Il comparto industriale registra una flessione del 7%, dovuta soprattutto al rallentamento del manifatturiero e delle public utilities (-15%), mentre le costruzioni mostrano invece una dinamica positiva (+13%), confermando un fabbisogno ancora sostenuto di manodopera. Nei servizi (-6%) pesa soprattutto il calo delle assunzioni nel turismo (-12%) e nel commercio (-14%), mentre restano stabili i servizi alle imprese e quelli alle persone. Anche in provincia di Massa-Carrara il 30% delle assunzioni previste è rivolto ai giovani con meno di 30 anni, in linea con lo scorso anno.
Le aziende pisane programmano 3.370 assunzioni, in diminuzione del 5% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Anche a Pisa si riduce la difficoltà di reperimento del personale, che scende al 45% delle entrate previste, quattro punti percentuali in meno rispetto al 2025, grazie soprattutto alla minore carenza di candidati disponibili. La flessione della domanda di lavoro provinciale è imputabile interamente al settore dei servizi (-8%), con una riduzione significativa delle assunzioni nel turismo (-16%), nei servizi alle persone (-11%) e, in misura minore, nei servizi alle imprese (-2%). In controtendenza cresce il commercio (+7%). Restano invece stabili industria e agricoltura: nel comparto industriale la diminuzione registrata nel manifatturiero (-3%) viene compensata dalla crescita delle costruzioni (+7%). Nel territorio pisano emerge tuttavia una criticità specifica: aumenta la quota di imprese che segnala una preparazione non adeguata dei profili disponibili, che sale al 16% delle assunzioni previste.
La nota completa di grafici e tabelle per ciascuna delle tre province è allegata a questo comunicato stampa ovvero scaricabile dal sito www.isr-ms.it.









