Arriva da Gianni Ilari, presidente di AISOP Massa 2, un'analisi dell'economia Italiana: " Non esiste un unico dato ufficiale che sommi l'utile netto di tutte le oltre 4,5 milioni di imprese italiane. La ragione è strutturale: il nostro tessuto produttivo è dominato da microimprese, ditte individuali e società di persone, i cui bilanci non confluiscono in un unico prospetto contabile nazionale in tempo reale. Tuttavia, incrociando i dati Istat e i principali studi economici, è possibile tracciare una mappa chiara della ricchezza e della redditività del Paese. La ricchezza prodotta e il motore delle PMI. Secondo l'Istat, il valore aggiunto nominale generato dalle imprese dell'industria e dei servizi è cresciuto del 7,3% in un anno, rappresentando la ricchezza lorda prodotta prima di ammortamenti e imposte. Il fatturato complessivo si attesta intorno ai 3.559 miliardi di euro, ma con una marcata polarizzazione.Il vero pilastro della crescita si conferma il ceto medio industriale: un'analisi di Deloitte e del Corriere della Economia condotta su oltre 44.000 aziende con ricavi superiori a 5 milioni di euro mostra che, tra il 2018 e il 2024, la redditività e gli utili netti di questa fascia sono cresciuti dell'83%, spinti da export ed efficienza operativa.
La concentrazione dei profitti nei giganti
Se la base del PIL si regge su una galassia di piccole e medie imprese, i profitti più elevati restano saldamente in mano a pochi giganti. La quota maggioritaria degli utili netti nazionali fa capo ai grandi gruppi bancari, energetici e assicurativi — come Enel (i cui profitti oscillano tra i 4 e i 13 miliardi di euro a seconda dell'esercizio), UniCredit, Intesa Sanpaolo ed Eni.In sintesi, l'Italia economica si conferma un sistema a due velocità: una base immensa di micro-realtà ad alta capillarità sociale e, sul vertice, una ristretta cerchia di campioni industriali e finanziari capaci di generare utili record.
Tassazione in capo alla Società
IRES (Imposta sul Reddito delle Società): Aliquota ordinaria pari al 24% calcolata sull'utile fiscale (differenza tra ricavi e costi deducibili).
IRAP (Imposta Regioale sulle Attività Produttive): Aliquota ordinaria del 3,9% (variabile leggermente a seconda della regione di appartenenza, potendo arrivare fino a circa il 4,97% in alcune regioni).









