Monzone, frazione di Fivizzano – 30 agosto 2026
La risposta di Poste Italiane alla vicenda della chiusura dell'ufficio postale di Monzone non può limitarsi a precisare che lo stop è durato quattro giorni anziché cinque, come inizialmente si vociferava. Il problema non è il conteggio esatto dei giorni, ma l'interruzione di un servizio indispensabile per un'intera comunità.
È davvero considerato normale lasciare per quattro giorni senza ufficio postale una frazione composta in larga parte da persone anziane, molte delle quali non dispongono di un'automobile o non possono raggiungere facilmente altri paesi per svolgere le più comuni operazioni allo sportello?
Definire la chiusura come "prevista da un piano di efficientamento" non cancella i disagi subiti dai residenti. Se una sospensione è programmata, devono essere predisposte soluzioni alternative concrete: un'apertura ridotta, personale sostitutivo, uno sportello mobile oppure un servizio temporaneo nelle vicinanze. Un semplice cartello appeso fuori dall'ufficio non garantisce la continuità del servizio.
Inoltre, dichiarare che il Postamat risulta funzionante non è sufficiente: occorre verificare la sua effettiva affidabilità nel tempo, perché i cittadini ne hanno ripetutamente segnalato i disservizi, lamentando che il circuito di prelievo sia "frequentemente fuori servizio".
Non stiamo discutendo se i giorni siano stati quattro o cinque. Stiamo chiedendo se sia accettabile interrompere un servizio di rilevanza pubblica senza offrire un'alternativa accessibile, soprattutto in un territorio periferico e con una popolazione prevalentemente anziana.
Chiediamo quindi a Poste Italiane e alle istituzioni competenti garanzie precise affinché episodi simili non si ripetano. I piccoli paesi non possono essere considerati soltanto numeri all'interno di un piano aziendale: anche i cittadini di Monzone hanno diritto a servizi continui, efficienti e realmente accessibili.
Su questo disagio, l'Associazione Radio CB Apuana – Unità Ausiliaria di Protezione Civile chiederà formalmente conto a Poste Italiane, a tutela dei residenti della Valle del Lucido e di tutte le frazioni periferiche del territorio.
Carmen Federico









