Vent'anni di attività, presenza e cura. Il Centro Diurno Alzheimer Pelù ha celebrato un anniversario importante: due decenni di impegno quotidiano accanto alle persone con decadimento cognitivo e alle loro famiglie, all'interno di una rete socio-sanitaria che negli anni si è consolidata e ampliata.La ricorrenza è stata al centro della conferenza stampa organizzata dalla Fondazione Dott. Ezio Pelù Onlus, guidata dal presidente Carlo Manfredi, che ha ricordato le origini del Centro e il ruolo decisivo della professoressa Piera Teresa Canale Pelù, figura alla quale si devono la donazione del terreno e la realizzazione di una struttura pensata, fin dall'inizio, con criteri architettonici e assistenziali avanzati.«Questo Centro è nato grazie a una visione, a una dedizione e a una capacità straordinaria di superare gli ostacoli – ha sottolineato il presidente Carlo Manfredi –. È una struttura al servizio della comunità, concepita in una logica sussidiaria, per colmare bisogni concreti nell'assistenza alle persone con decadimento cognitivo e per alleggerire il carico delle famiglie e dei caregiver».Il Centro Diurno Alzheimer Pelù nasce infatti con una precisa vocazione: offrire alla comunità un presidio qualificato, capace di rispondere a bisogni complessi e di accompagnare gli ospiti in un percorso fatto di accoglienza, relazione, stimolazione cognitiva, socializzazione e mantenimento delle autonomie possibili.Accanto all'attività quotidiana del Centro, la Fondazione ha sviluppato negli anni ulteriori percorsi di supporto rivolti ai familiari e ai caregiver. Tra questi, l'Atelier di parole, realizzato in collaborazione con il Servizio di Psicologia Clinica dell'ASL Toscana Nord Ovest, e il servizio di ascolto e orientamento dedicato ai caregiver, I Care, pensato per sostenere chi si trova ad affrontare, spesso per la prima volta, la diagnosi di decadimento cognitivo di un proprio familiare.
Alla conferenza stampa è intervenuto anche l'assessore Francesco Mangiaracina, che ha portato i saluti del Sindaco di Massa, Francesco Persiani, e dell'Amministrazione comunale.«Celebrare vent'anni di questa struttura significa riconoscere il valore di una realtà importante per tutta la città – ha dichiarato l'assessore Mangiaracina –. Qui si intrecciano il mondo delle famiglie, degli operatori, del volontariato, della sanità e delle istituzioni. Il Centro Diurno non offre soltanto una risposta sanitaria e assistenziale, ma rappresenta anche un luogo capace di dialogare con la comunità attraverso iniziative culturali, sociali e di prevenzione».Particolarmente significativa è la collaborazione con ASL Toscana Nord Ovest, con la Neurologia dell'Ospedale Apuane e con il CDCD – Centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze della Zona Apuane. A intervenire, anche in rappresentanza della referente territoriale Zona Apuane Monica Guglielmi, è stata Michela Zanetti, responsabile del CDCD dell'Ospedale Apuane.«Essere qui oggi ha per me un significato importante – ha ricordato Michela Zanetti – perché questo percorso è nato molti anni fa dall'incontro tra sanità pubblica, terzo settore e attenzione concreta ai bisogni delle famiglie. Quando al centro mettiamo davvero le persone, i pazienti e i loro familiari, è possibile superare confini e costruire servizi stabili, capaci di rispondere alla comunità».Un passaggio centrale dell'incontro è stato dedicato al lavoro quotidiano degli operatori del Centro Diurno. Le operatrici hanno portato anche i saluti della responsabile del Centro Diurno, Alice Andreazzoli, sottolineando il valore di un'équipe che ogni giorno accompagna ospiti e famiglie con professionalità e attenzione.Tiziana Mosti, animatrice del Centro Diurno, presente fin dall'apertura, ha raccontato l'evoluzione del servizio e delle attività proposte agli ospiti. «Quando abbiamo iniziato, l'Alzheimer era ancora una malattia vissuta soprattutto dentro le case - ha spiegato Tiziana Mosti. Oggi il Centro accoglie persone che qui trovano un ambiente capace di rasserenarle e stimolarle. Attraverso attività di cucina, stimolazione cognitiva, percorsi multisensoriali ed esercizi sensoriali, cerchiamo di favorire il benessere della persona e di sostenere anche le famiglie». Barbara Zoppi, coordinatrice del personale, ha evidenziato l'importanza dell'organizzazione dell'équipe e della qualità del lavoro degli operatori. Il Centro, gestito dalla Cooperativa Di Vittorio, accoglie quotidianamente dodici ospiti, ma segue un numero più ampio di famiglie attraverso una turnazione settimanale che consente di offrire supporto a più nuclei familiari.«Per noi il benessere degli ospiti è centrale, ma lo è anche quello degli operatori – ha sottolineato Barbara Zoppi –. Se l'équipe lavora bene, in un clima di fiducia e supporto reciproco, anche gli ospiti lo percepiscono. Siamo una grande famiglia professionale, impegnata ogni giorno ad accompagnare persone e famiglie anche nei momenti più delicati della malattia».Accanto agli operatori socio-sanitari e all'animazione, il Centro può contare sulla presenza di figure professionali come fisioterapista, neurologa e infermiere, in un'organizzazione che punta a garantire una presa in carico attenta, integrata e il più possibile personalizzata.
Nel corso degli anni è cambiata anche l'utenza: accanto alle persone anziane, il Centro si confronta oggi anche con forme di decadimento cognitivo che colpiscono persone più giovani, con bisogni diversi e percorsi assistenziali particolarmente delicati. Anche per questo il lavoro del Centro non si esaurisce nell'accoglienza quotidiana, ma accompagna le famiglie nelle diverse fasi della malattia, compresi i momenti più complessi, come il passaggio verso altri progetti di cura quando il Centro Diurno non rappresenta più la risposta più adeguata.I vent'anni del Centro Diurno Alzheimer Pelù sono dunque il racconto di una storia fatta di visione, competenza e responsabilità. Una storia nata da un'intuizione generosa e lungimirante, cresciuta grazie all'impegno della Fondazione, degli operatori, dei professionisti sanitari, delle istituzioni e delle famiglie. Una solida certezza per il territorio, ma anche una realtà proiettata nel futuro: capace di continuare a innovare, collaborare e costruire risposte sempre più attente ai bisogni delle persone con decadimento cognitivo e di chi se ne prende cura.









