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Scritto da Redazione
In salute
03 Agosto 2026

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Il progetto di educazione al gioco sano e prevenzione della patologia da gioco d’azzardo, realizzato dall’Azienda USL Toscana nord ovest insieme a Lucca Crea / Lucca Comics & Games, con il contributo economico della Regione Toscana, è stato presente a Pontremoli nelle giornate del 30 e 31 luglio.

«Portare Slow Life Slow Games negli ospedali significa avvicinare la prevenzione ai luoghi della vita quotidiana, creando occasioni di incontro e dialogo accessibili a tutti. Attraverso il gioco sano possiamo parlare di gioco d’azzardo, aiutando le persone a riconoscere i rischi, a sviluppare maggiore consapevolezza e a sapere che esistono servizi pronti ad accogliere e supportare chi ne ha bisogno», dichiara il dott. Maurizio Varese, responsabile dell’Area Dipendenze dell’Azienda USL Toscana nord ovest, direttore scientifico e ideatore del progetto Slow Life Slow Games.

L’iniziativa ha visto l’allestimento di uno spazio dedicato al gioco sano e alla prevenzione del gioco d’azzardo patologico. Uno spazio aperto, accessibile e non giudicante, pensato per incontrare la comunità civile, i lavoratori dell’Azienda USL Toscana nord ovest, le persone che non conoscono da vicino il fenomeno del gioco d’azzardo, chi gioca e, in modo particolare, i familiari di chi vive una situazione di difficoltà legata al gioco.

Durante le due giornate, cittadine e cittadini si sono potute avvicinare al progetto attraverso giochi da tavolo, quiz e attività interattive, strumenti semplici e coinvolgenti per parlare di gioco in modo positivo, accessibile e condiviso. Accanto a questi presente anche una falsa slot machine, ideata come dispositivo di sensibilizzazione: non un gioco d’azzardo, ma uno strumento simbolico per riflettere sui meccanismi che possono rendere il gioco rischioso, sulle false percezioni di controllo e sull’importanza di fermarsi, informarsi e chiedere supporto quando necessario.

“Sono molto contento che anche per questa edizione il corner di Slow Life Slow Games abbia coinvolto l’ospedale di Pontremoli” dichiara il sindaco Pietro Camillo Cocchi “negli anni la città ha partecipato spesso al progetto ospitandolo in diverse manifestazioni. Credo sia un gesto doveroso data la sottostima che viene fatta sul gioco d’azzardo, soprattutto alla luce dei dati emersi dall’analisi”.

A guidare le attività i ludo-educatori di Lucca Crea / Lucca Comics & Games, insieme al personale del Ser.D di zona, presente per offrire informazioni, ascolto e orientamento sui servizi disponibili.

La scelta di portare Slow Life Slow Games anche negli ospedali nasce dalla volontà di raggiungere le persone nei luoghi della cura e della comunità. Il gioco d’azzardo patologico è infatti un tema che non riguarda solo chi gioca, ma anche le famiglie, le relazioni, il lavoro e il benessere complessivo delle persone.

Attraverso il linguaggio del gioco sano, il progetto propone un modo diverso di fare prevenzione: più vicino, più comprensibile e capace di creare occasioni di confronto senza stigma. I giochi da tavolo diventano strumenti di relazione, collaborazione e ascolto, mentre la falsa slot machine aiuta a rendere visibili dinamiche che spesso restano poco conosciute.

“Ringrazio il sindaco di Pontremoli” ha dichiarato la Dott.ssa Carolina Bianchi, responsabile del SerD Lunigiana “e gli operatori del nostro SerD che si sono alternati in questi due giorni di attività”.

L’iniziativa procederà anche nelle giornate del 3 e del 4 agosto all’ospedale “Sant’Antonio Abate” di Fivizzano



Non scommettere la vita”: la prevenzione arriva anche alle sagre

Nel corso dell’iniziativa è stato presentato anche “Non scommettere la vita”, il nuovo progetto dei SerD pensato per portare la prevenzione della patologia da gioco d’azzardo all’interno delle sagre e degli appuntamenti organizzati nei paesi del territorio.

L’iniziativa prevede la distribuzione alle associazioni organizzatrici di apposite tovagliette, da utilizzare durante pranzi, cene e momenti conviviali. Sulle tovagliette sono riportate due domande attraverso le quali ogni persona può riflettere sul proprio rapporto con il gioco d’azzardo e valutare l’eventuale presenza di comportamenti a rischio.

In caso di una valutazione elevata, il materiale indica anche il numero al quale rivolgersi per ricevere informazioni, ascolto e supporto. Uno strumento semplice e immediato, pensato per raggiungere le persone nei luoghi di incontro della comunità e favorire una maggiore consapevolezza senza giudizio e senza stigma.



A presentare il progetto è stato il dottor Maurizio Varese, responsabile dell’Area Dipendenze dell’Azienda USL Toscana nord ovest, affiancato dalla dottoressa Carolina Bianca, responsabile del SerD della Lunigiana, e dal sindaco di Pontremoli Pietro Camillo Cocchi.



I dati del territorio

Storicamente, la Lunigiana ha registrato cifre molto elevate legate al gioco su macchinette e scommesse, con oltre 50 milioni di euro giocati in un solo anno nel comprensorio lunigianese e punte particolarmente significative nel territorio di Licciana Nardi.

I dati più recenti evidenziano inoltre un aumento dei casi presi in carico dai servizi pubblici. L’incidenza è preoccupante anche tra i più giovani: secondo i dati riportati dall’Azienda USL Toscana nord ovest, nella provincia di Massa-Carrara la stima di adolescenti con un profilo problematico è salita al 4,6%. Tra gli studenti, il gioco online ha assunto un peso sempre più rilevante, mentre la percezione del rischio resta spesso bassa e tende a essere accompagnata da una sovrastima delle proprie abilità.

La rete del gioco d’azzardo è sempre più capillare anche in Lunigiana e la maggior parte dei residenti ha un punto di gioco raggiungibile in meno di dieci minuti da casa. Nella provincia di Massa-Carrara i soldi giocati in un anno superano i 500 milioni di euro, di cui circa 225 milioni legati al gioco online.

«Nel 2025, nell’ambito di una progettualità della Società della Salute della Lunigiana finanziata dalla Regione Toscana, è stato costituito un gruppo di sostegno territoriale di auto-aiuto rivolto a giocatori d’azzardo, finalizzato a potenziare l’efficacia dei percorsi di prevenzione, cura e riabilitazione integrati tra servizi pubblici, privato accreditato e altri soggetti del terzo settore», dichiara la dott.ssa Carolina Bianchi, responsabile del Ser.D Lunigiana.

Il Ser.D Lunigiana si trova presso il Centro Sanitario Polifunzionale, Quartiere Gobetti, Aulla (MS). Il servizio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 14.00, il martedì dalle 15.00 alle 18.00 e il giovedì dalle 14.30 alle 17.30.

L’accesso al Ser.D è diretto, quindi non occorre l’impegnativa del medico di base; è gratuito, senza pagamento del ticket; ed è riservato, con garanzia di tutela delle informazioni personali.

Per informazioni è possibile contattare il Ser.D Lunigiana al numero 0187 423421.

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