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Scritto da Carmen Federico
In salute
04 Febbraio 2026

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"Dalla mortalità ai nuovi casi: il Registro Tumori è lo strumento indispensabile per mappare la salute del nostro territorio". Con queste parole il dottor Eugenio Paci, Coordinatore Regionale LILT Toscana, ha concluso stamattina la conferenza stampa organizzata da LILT e Legambiente presso la Sala della Resistenza di Palazzo Ducale, dedicata al tema "Ambiente e Salute a Massa-Carrara: un Registro Tumori per le corrette strategie di prevenzione". Il messaggio chiave dell'incontro è stato chiaro: servono dati certi e azioni concrete per tutelare la salute dei cittadini.L'iniziativa, promossa dalla LILT Massa-Carrara presieduta da Pietro Bianchi e da Legambiente Carrara APS, ha messo in luce le criticità sanitarie e ambientali di un territorio segnato da decenni di inquinamento industriale e dalla presenza di numerosi siti contaminati ancora in attesa di bonifiche definitive.Il quadro emerso dagli interventi dei relatori è preoccupante. Come ha ricordato il professor Fabrizio Bianchi, già ricercatore del CNR di Pisa, la provincia di Massa-Carrara presenta da tempo eccessi di mortalità per patologie tumorali, malattie cardiovascolari, respiratorie e gastrointestinali. Particolarmente allarmante l'eccesso di mesoteliomi e le criticità che riguardano la popolazione pediatrica, con dati significativi sulle malformazioni congenite.La storia industriale della Zona Industriale Apuana pesa ancora come un macigno: gli incidenti gravi tra il 1978 e il 1984 presso la Farmoplant e l'ANIC, culminati con l'esplosione del 1988 che portò alla chiusura definitiva della Farmoplant, hanno lasciato in eredità una contaminazione persistente di suolo e falda acquifera che continua a rappresentare una minaccia per la salute pubblica.
Francesco Rossi di Legambiente ha illustrato lo stato dell'arte delle bonifiche nei Siti di Interesse Nazionale e Regionale, evidenziando come molte aree inquinate - dalla Cava Fornace ad altre zone critiche - attendano ancora interventi risolutivi. Le bonifiche procedono con estrema lentezza o sono addirittura ferme, con un impatto devastante sulla qualità della vita dei cittadini. Un aspetto particolarmente grave riguarda la mancanza di una identificazione sistematica delle popolazioni esposte: di fatto, i residenti nelle aree più critiche non sono mai stati censiti in modo organico, rendendo impossibile qualsiasi strategia di prevenzione mirata.Il dottor Alberto Rutili, rappresentante dell'ISDE (Associazione Italiana Medici per l'Ambiente), ha analizzato la recente Delibera Regionale 1018/24, evidenziandone luci e ombre. In provincia di Massa-Carrara ci sono solo due centraline ARPAT per il monitoraggio dell'aria, posizionate per di più in luoghi non rappresentativi della reale situazione. L'ISDE sottolinea come l'inquinamento atmosferico abbia effetti devastanti anche al di sotto dei limiti di legge: disturbi cardiovascolari, aumento del rischio di arresto cardiaco correlato al biossido di azoto, demenze, diabete, obesità. Particolarmente a rischio la popolazione pediatrica, per neurosviluppo compromesso e miopia infantile in crescita a causa della scarsa vita all'aperto.Secondo il paradigma "One Health" - che collega salute umana, animale e ambientale - è fondamentale la prevenzione primaria con attenzione costante ad aria, acqua e suolo. Anche i cambiamenti climatici incidono pesantemente: il rapporto Copernicus 2025 registra 376 eventi estremi in Italia, con conseguenze dirette sulla salute attraverso ondate di calore, alluvioni, incendi e nuove malattie trasmesse da vettori.
La Delibera Regionale 1520/2019 aveva previsto un programma avanzato di monitoraggio e intervento, bloccato poi dalla pandemia COVID-19. La successiva Delibera 1018/2024 ha lanciato il Progetto SINTESI per biomonitoraggio, valutazione del rischio e interventi mirati, ma le criticità restano evidenti: scarsa chiarezza epidemiologica, finanziamenti insufficienti, comunicazione carente verso i cittadini, coinvolgimento limitato delle associazioni.
Un elemento positivo è rappresentato dalla Delibera n. 178 del 21 febbraio 2025 della ASL Toscana Nord-Ovest, che prevede un accordo con i Medici di Medicina Generale della zona di Massa-Carrara per la partecipazione al Piano Nazionale di Controllo. Tuttavia mancano ancora i Pediatri di Libera Scelta, proprio quando la tutela della popolazione infantile dovrebbe essere prioritaria. Al termine della conferenza è stato presentato un appello formale alla Regione Toscana che chiede l'istituzione del Registro Tumori per una mappatura precisa e aggiornata dei casi oncologici nel territorio, studi microzonali in collaborazione con il CNR per valutare le specificità delle diverse aree contaminate, l'avvio di bonifiche radicali nei siti ancora inquinati con tempi certi e risorse adeguate, la continuità negli screening e programmi di prevenzione con supporto concreto ai Medici di Medicina Generale e ai Pediatri per la raccolta dati, la piena informazione e partecipazione dei cittadini e delle associazioni locali in tutte le fasi dei progetti, e il censimento sistematico delle popolazioni esposte nelle aree SIN e SIR. "Non si tratta solo di una questione sanitaria, ma anche economica", ha concluso Pietro Bianchi della LILT. "Gli effetti dell'inquinamento pesano enormemente sul sistema sanitario regionale e sulla qualità della vita delle famiglie. Servono dati certi, azioni concrete e una strategia di prevenzione oncologica di precisione. La Giornata Mondiale contro il Cancro ci ricorda che prevenire è possibile, ma servono strumenti adeguati".L'auspicio è che la Regione Toscana raccolga l'appello e metta in campo risorse e competenze per dare finalmente risposte concrete a un territorio che da troppo tempo attende giustizia ambientale e sanitaria.

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