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   Anno XI 
Sabato 21 Marzo 2026
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Scritto da Redazione
Lunigiana
21 Marzo 2026

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Grande apertura per il primo Incontro Nazionale della Rete Slow Food dei Castanicoltori a Filattiera presso il Centro Didattico Tiziano Mannoni di Sorano. Con attività per gli studenti delle scuole primarie e secondarie ed esperienze per il pubblico, la due giorni sulla filiera del castagno si è aperta venerdì nel segno dell’esplorazione del paesaggio e del gusto. In particolare, sono state molto apprezzate la degustazione di farine di castagne e marroni a cura del professore Alberto Spisni dell’Università di Parma e la dimostrazione di cucina tradizionale di piatti a base di farina di castagne del territorio. Momento cruciale, la tavola rotonda su progetti di rete, filiera, prodotti e trasformati del castagno, che con moderazione di Lia Cortesi ed interventi della referente Rosaria Olevano, di Ugo Bugelli, Italo Pizzati e Stefano Reali (ANCI), ha presentato le principali progettualità in essere, in particolare per lo sviluppo della Rete Slow Food. Tra questi, l’Ecomuseo della Civiltà del Castagno dell’Appennino Parmense-Lunigianese e la Scuola di Montagna di ANCI Toscana che dal 27 marzo proporrà il primo Campus sulla Castanicoltura. Un programma di formazione specifica, importantissimo. Altrettanto interessante l’intervento di Barbara Maffei, del Comitato di valorizzazione della farina di castagne della Lunigiana DOP, che ha illustrato il percorso di filiera tra produzione, molitura, trasformazione e commercializzazione. L’iter che garantisce la qualità del prodotto. Questo primo evento è stato aperto dalla condotta Slow Food LuniApua, co-organizzatrice, con Massimo Rovai, Slow Food Toscana; Federico Varazi, Slow Food Italia; Gianluca Barbieri, Regione Toscana - Distretto castanicolo toscano.

 Ad accogliere ospiti e partecipanti la sindaca Annalisa Folloni che come prima cittadina, presidente dell’Unione dei Comuni e della Comunità del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, ha ribadito: «Come Comune siamo orgogliosi di ospitare l’Incontro perché è un’occasione di formazione e scambio per la cura dei castagneti, fondamentali e a rischio. Insieme potremo formarci e confrontarci su questioni concrete per il contrasto all’abbandono dei terreni e la crisi che come aree interne stiamo attraversando. Ringrazio gli ospiti e gli organizzatori, oltre a tutti coloro che hanno costruito il ricco programma di esperienze per la valorizzazione di buone pratiche, territorio e gusto. Ringrazio anche il dottor Barbieri perché sono certa che potremo fare davvero molto anche come distretto castanicolo toscano, una progettualità che dimostra l’attenzione di tutti gli enti verso le risorse del territorio». Aggiunge Matteo Podenzana, fiduciario Slow Food LuniApua: «Essere qui oggi ci permette di ribadire il valore, storico ed attuale, della filiera e civiltà del castagno: un sistema sociale, economico, gastronomico e paesaggistico da tutelare e rilanciare al più presto. Ringraziamo Slow Food Italia e tutta la Rete dei Castanicoltori per aver scelto proprio la Lunigiana per questo primo importante incontro. Il nostro territorio ben si presta ad aprire le fila per una gestione attiva, sinergica e attenta degli ecosistemi come luoghi primari di sviluppo».

E sabato 21 marzo? Si entra nel vivo. Con l’edizione straordinaria del Mercato della Terra Slow Food - sempre a Filattiera, in via del Ponte provinciale 64, dalle 9:00 alle 18:00 - e, poi, laboratori, degustazioni ed evento. Nello specifico: dopo la passeggiata guidata a cura di Sigeric - sulla Francigena dalla Pieve di Sorano al borgo di Filattiera e poi a Filetto - i partecipanti si ritroveranno alle ore 11:00 al Castagneto monumentale della Selva di Filetto, uno dei più significativi luoghi dell’Incontro tutto. Commenta il sindaco di Villafranca Filippo Bellesi: «Sono orgoglioso che Slow Food abbia scelto il nostro castagneto secolare per il laboratorio curato e coordinato dal dott. for. Italo Pizzati, che ben conosce questi “Patriarchi della Biodiversità”, organismi caratterizzanti il nostro paesaggio. Questo luogo è da sempre considerato sacro, come testimonia il ritrovamento di undici Statue Stele e di due Menhir. Ciò dà al laboratorio un’aura simbolica ancora più forte nell’ottica di cooperare per la tutela e il rilancio del patrimonio culturale, antropologico e paesaggistico». In questo senso, ribadisce Bellesi, onora la partecipazione di figure di assoluto riferimento come il prof. Gilmo Vianello, vicepresidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura e coordinatore del Centro della Biodiversità di Granaglione; il prof. Tommaso Ganino, docente di arboricoltura e coltivazioni arboree del Dipartimento di Scienze degli alimenti e del farmaco dell’Università di Parma; di Stefano Fogacci, storico animatore della Rete dei Castanicoltori Slow Food, dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, collaboratore del Centro della Biodiversità di Granaglione; della dott.ssa Letizia Verri, genetista ricercatrice e collaboratrice del prof. Dondini dell’Università di Bologna; del dott. for. Dario Ravaioli dell’Accademia Nazionale di Agricoltura; del dott. for. Pietro Castellucci del Dipartimento di Scienze Tecnologiche, Agrarie, Ambientali e Forestali dell’Università di Firenze. L’obiettivo - di questi come altri appuntamenti formativi - è quello di salvaguardare la biodiversità storica dei castagni “patriarchi” attraverso la conoscenza del genoma e la divulgazione delle più idonee tecniche di potatura. Per l’occasione, l’esperto agri-scultore Stefano Fogacci innesterà polloni della Selva di Filetto con marze certificate di castagne e marroni di varietà di pregio, provenienti dal Centro di Granaglione e dal campo catalogo di Zocca, in una sorta di gemellaggio tra le regioni dell’appennino tosco-emiliano.

Alle 13 il rientro al Mercato per le degustazioni dell’evento, prima della ripartenza dalle 15:00 con il laboratorio sull’innesto e due laboratori di approfondimento e gusto. Il primo dedicato all’abbinamento Marocca di Casola - Miele di Castagno della Lunigiana DOP. Il secondo sui tre Presìdi della Castagna: oltre alla Marocca, la Castagna essiccata nei tecci di Calizzano e la Mosciarella delle casette di Capranica Prenestina. Val bene l’assaggio. Alle 16:30 la conferenzaIl Castagno. L’albero del pane”, al Centro Didattico di Sorano, con moderatore Marco De Martin Mazzalon, ospiti: i già citati Tommaso Ganino, Gilmo Vianello, Massimo Rovai; Davide Moscatelli, Il Mulino; Damiano Remorini, Università di Pisa; Mauro Delgrosso, Azienda Bosco Facile, con castagneto micologico; la dott.ssa Rosaria Olevano. Segue, alle 18, la firma del “Manifesto della Farina di Castagne e Marroni”, conclusioni e prospettive per il futuro, per le quali ricorda la referente Rosaria Olevano: «Il fulcro del Manifesto è la farina di castagne e di marroni, ma con l’obiettivo di rafforzare l’intera filiera sia dal punto di vista produttivo sia formativo. Centrali - come nell’organizzazione di questo Incontro - il coinvolgimento delle comunità locali, il contributo dei cuochi ed i percorsi di formazione per i castanicoltori, come l’imminente campus castanicolo. Valorizzare ogni fase del processo, dal campo alla trasformazione in farina, significa sostenere concretamente l’economia della montagna. Sono passi fondamentali che come rete stiamo compiendo. La firma del Manifesto della farina punta a riportare al centro la consapevolezza di un prodotto dalle grandi potenzialità, sia dal punto di vista salutistico sia ambientale. L’obiettivo è anche quello di far emergere il grande lavoro che sta dietro alla produzione di una farina di qualità, valorizzando le strutture tradizionali per l’essiccazione di marroni e castagne, insieme al ruolo delle comunità, dei produttori e dei castanicoltori». Ogni passo ne genera un altro.

 La due giorni si concluderà con l’esclusiva cena della “Madre Castagna” a cura della Condotta Slow Food LuniApua, alle 20:30 a Palazzo Dosi Magnavacca di Pontremoli, con un menù tradizionale e contemporaneo. A cura degli chef Luigi Fortunati de La Burlanda di Fosdinovo, Chiocciola della Guida Osterie d’Italia 2026 Slow Food, e Alberto Toffoletti, Trattoria Armanda di Castelnuovo M., il menù esalterà il patrimonio gastronomico e vinicolo della filiera del Castagno in abbinamenti con altre eccellenze del territorio luni-apuano. Tutto l’incontro - organizzato da Slow Food Italia e Slow Food LuniApua con la collaborazione di Slow Food Toscana - si realizza col patrocinio di Regione Toscana, dei Comuni di Filattiera e Pontremoli con il contributo del Consiglio regionale della Toscana. Le informazioni ed il programma completo della due giorni sono già al sito www.slowfood.it. Per ulteriori richieste, iscrizioni ai laboratori e per le prenotazioni della cena del sabato: 3473031259 (Alessio).

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