All’esterno del Centro Operativo Comunale della Protezione Civile Fivizzano, di fronte ai volontari delle sezioni di Protezione Civile dei comuni di Fivizzano, Aulla, Licciana Nardi, Tresana, Pontremoli, Villafranca in Lunigiana e Podenzana si è tenuta una piccola dimostrazione sull’uso dei cani molecolari per la ricerca di cose e persone. Prima dell’esibizione il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti ha dato il benvenuto ai presenti rimarcando l’importanza di questo tipo di servizio, svolto prevalentemente da personale volontario. Oltre ai già citati corpi di volontari erano presenti anche rappresentanti delle Forze di polizia locali e alcuni rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo, da sempre attivo in questo tipo di attività. La parola è passata poi al sindaco di Tresana Matteo Mastrini che ricopre anche la carica di responsabile della Protezione Civile dell’Unione dei Comuni della Lunigiana, il quale ha osservato come lavorare insieme in occasione di calamità naturali, la collaborazione è fondamentale perché aiuta a comprendere meglio i problemi e a risolverli. Nel quadro di questo clima di cooperazione territoriale è stata introdotta la volontaria Monia Pasquali, che sottolineando l’importanza dei cani da ricerca ha introdotto la figura del suo cane Zizou non prima aver chiarito quali sono i suoi compiti e le sue prerogative. La sua specialità è la ricerca di resti umani in zone colpite da calamità naturali, non solo un mero recupero di cadaveri o parti di esso, ma anche l’individuazione di oggetti che sono venuti a contatto con materiale biologico umano. Le capacità di Zizou si inseriscono quindi anche nella ricerca di oggetti usati per compiere delitti o comunque che hanno avuto a che fare nel compimento di un’azione delittuosa. “Cani e conduttori” ha specificato la volontaria “ entrano in simbiosi. Il cane è addestrato a riconoscere alcuni tipi di odori, l’abilità del conduttore sta nel riconoscere alcuni segnali che l’animale fornisce per far capire di aver percepito un particolare effluvio.”
Mentre alcuni volontari nascondevano un guanto che era stato precedentemente messo a contatto con del sangue, dalla parte opposta del piazzale cane e conduttore si sono approntati all’esibizione seguendo una particolare procedura di vestizione e preparazione. Zizou alla fine è stato messo alla prova ed in pochi minuti, grazie al suo potente fiuto ha recuperato il manufatto dietro un cespuglio. L’esperimento è stato ripetuto una seconda volta, allargando la zona operativa di ricerca ma anche questa volta il cane è stato capace di seguire le tracce e ritrovare l’oggetto nascosto. Una nota di curiosità: la conduttrice volontaria, a termine dell’esibizione, ha specificato che Zizou da quasi un anno soffre di una malattia chi lo ha reso praticamente cieco, rivelando quindi che tutta la sua attività di ricerca si è svolta solo grazie al suo fiuto.









