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Scritto da Redazione
Montignoso
26 Ottobre 2026

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Come Rifondazione Comunista Montignoso chiediamo alla Giunta e al Consiglio regionale della Toscana di ascoltare il territorio e la sua richiesta di chiusura di Cava Fornace a quota 43 metri, programmando la messa in sicurezza, il recupero ambientale e la gestione futura della discarica.La riduzione delle volumetrie proposta dal gestore non supera le nostre preoccupazioni: restano circa 650 mila metri cubi di nuovi rifiuti, in parte contenenti amianto, fino a quota 98 metri sul livello del mare. Ridurre la richiesta iniziale non basta a rendere accettabile la prosecuzione in un contesto carsico così fragile, soprattutto dopo il cedimento del maggio 2024.Chiediamo di approfondire l’alternativa senza ulteriori conferimenti, chiarendo opere, costi e garanzie. Il recupero degli investimenti del gestore non può determinare quanti altri rifiuti debba accogliere il territorio.La nostra priorità resta la chiusura a quota 43 metri. In questa prospettiva sosteniamo la richiesta di una nuova inchiesta pubblica sul progetto modificato. Temiamo però che la Regione possa ridurla a uno spazio di ascolto per rassicurare Comuni e cittadini, mentre la prosecuzione della discarica è già decisa. Sarebbe gravissimo: l’inchiesta deve incidere sulle scelte e prendere concretamente in esame la chiusura senza nuovi conferimenti.Occorre inoltre garantire manutenzione, controlli e trattamento del percolato nel tempo, con responsabilità e risorse definite, senza scaricarne gli oneri sulla collettività. Ai Comuni di Firenze, Prato e Pistoia, che partecipano indirettamente alla società di gestione, chiediamo di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità politiche: non si possono condividere gli utili e lasciare agli altri i rifiuti e il loro peso ambientale. Massa-Carrara non può essere trattata come un territorio marginale da sacrificare alle esigenze altrui. Anche questi Comuni contribuiscano a costruire una prospettiva di chiusura e sicurezza per Cava Fornace: il nostro territorio ha gli stessi diritti del resto della Toscana.

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