Sono passati 50 anni dal 24 marzo 1976 quando un colpo di stato diede l'avvio alla terribile e violenta dittatura militare che in Argentina si macchiò, tra gli altri, della vergognosa infamia dei 'desaparecidos': oltre 30 mila persone, colpevoli di aver provato a contestare il regime, che nell'arco dei sette anni della sua durata furono sequestrate, torturate e fatte sparire nei modi più atroci senza lasciare più alcuna traccia di loro. Una delle tante pagine oscure della storia del '900 la cui ferita nei cuori delle madri e delle nonne di Plaza de Mayo non è stata mai rimarginata. Il comune di Carrara ha commemorato il cinquantenario dell'inizio della tragedia dei desaparecidos con una serie di dibattiti, incontri e testimonianze dei discendenti di alcune persone scomparse nel mese di marzo di quest'anno e nel programma delle celebrazioni era inserita anche la Misa Criolla da dedicare alle vittime che, tuttavia, non era stata ancora realizzata per mancanza di date disponibili. L'evento è stato quindi programmato per sabato 24 ottobre alle ore 17 nel Duomo di Carrara quando il concerto della Corale Cantiere di Pisa e il gruppo strumentale Canto Vivo Amigos Historicos i Viareggio, con la loro performance, chiuderanno il percorso delle commemorazioni partite a marzo. L'idea del concerto è nata dallo scultore carrarese d'adozione Jorge Romeo, dal pittore Hector Carrasco e dal musicista Marcello Forconi membro dei Canto Vivo Amigos Historicos. “La Misa Criolla, cioè la messa cantata in creolo – ci ha spiegato Marcello Forconi – è un'opera liturgica scritta nel 1964 da un famoso compositore argentino, Ariél Ramirez ed è stata rappresentata anche davanti a Papa Giovanni Paolo II. In origine venne scritta per pianoforte, ma in seguito fu adattata e arrangiata per gli strumenti tradizionali della cultura musicale latino-americana e argentina. Sto parlando di strumenti come il charango, una specie di chitarra che, in origine, aveva la cassa armonica costitutita dal guscio di un armadillo, oggi sostitutita da una cassa in legno, oppure il bombo leguero, il tipico tamburo andino e la quena, un flauto senza il beccuccio. La performance che faremo in Duomo userà questi strumenti. Il coro è composto da 25 elementi ed è diretto da Claudia Zimmermann, una musicista di origine argentina, da anni residente in Italia”.
Il concerto è composto dalle parti liturgiche che, di solito vengono cantate nella Messa. L'ingresso è libero ad offerta libera.








