Centro pavimentazione 1
   Anno XI 
Martedì 3 Marzo 2026
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Scritto da Vinicia Tesconi
Parliamone
03 Marzo 2026

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L'ultima novità elaborata dall'amministrazione carrarese per testare il livello di resistenza - che è proprio uno dei loro cavalli di battaglia - e di sopportazione dei carrarini, è la cancellazione della quasi totalità dei parcheggi presenti in via Manzoni e in largo Allende per permettere il passaggio sistematico degli autobus che non possono più circolare su via Don Minzoni, a causa dei lavori iniziati  a novembre 2025 e  ben lungi da essere vicini a una qualche fine. Il nuovo percorso degli autobus, che ha trasformato  i due sfoghi laterali di Carrara est in una pista per bus, è partito  lunedì 2 marzo e, ovviamente, essendo giornata di quel che resta (poco e di bassa qualità) del glorioso mercato settimanale di Carrara, sicuramente ha trasformato la partenza in salita del nuovo aggiustamento del traffico, in una scalata su una parete verticale. I pochi tratti ancora percorribili (giammai parcheggiabili  e Dio salvi chi ha costruito il parcheggio sotterraneo alla Montecatini, perchè senza questo, forse, ci sarebbe stata la rivolta popolare coi forconi) delle vie del centro,  costellati, intralciati, limitati da quella impressionante quantità di cantieri aperti contemporaneamente, a cui si è sommata la non trascurabile presenza di cantieri privati, a cui qualcuno ha dato il permesso senza prevedere che la concomitanza con quelli previsti dal comune sarebbe stata esplosiva,  nella mattinata di lunedì 2 marzo, con l'ulteriore chiusura di alcune strade per il mercato erano impercorribili. Macchine bloccate ovunque, strade intasate da quei pochi, miseri, che incautamente avevano deciso di venire a 'fare un giretto al mercato' o da quelli, ancor più miseri, residenti in centro,  che per necessità hanno dovuto muovere l'auto e che  hanno impiegato quasi un'ora per entrare in città  e raggiungere le proprie abitazioni. Ma la scusa della presenza del mercato ha retto poco: per  il resto della giornata, ancora fino alle 19,  gli accessi alla città rimasti,  cioè da via Roma in senso inverso  nel tratto della Pubblica Assistenza e da Via Rosselli risalendo dalla strada dei Marmi e la zona di San Martino, avevano code che cominciavano più o meno alla Fabbrica e all'ex Tribunale. Macchine  a passo d'uomo, strade intasate, perdita sciagurata di tempo per tutti e  il non trascurabile rischio - fatto notare da qualcuno sui social - degli enormi problemi che un ambulanza chiamata d'urgenza avrebbe per raggiungere una chiamata nel centro della città in una tale situazione di traffico bloccato.  I cartelli non danno indicazioni sulla durata del provvedimento: si sa che è partito il 2 marzo, ma non si sa minimamente quando terminerà. "Almeno fino a fine mese, di sicuro" hanno detto gli addetti alla segnaletica modificata facendo ben intendere che si andrà molto più in là. E tra i residenti e soprattuto tra chi, disperatamente cerca di resistere (sempre quello, che dovrebbe piacere tanto...e invece)  mantenendo aperte le attività commerciali, si è diffuso lo sconforto e lo sconcerto. Veramente per fare dei banali marciapiedi, come da mesi stanno facendo in via del Cavatore, ci vuole così tanto tempo? Veramente non era possibile scaglionare, con un minimo di logica, gli interventi per non strozzare popolazione e negozi? Veramente era necessario sovrapporre cantieri nuovi a cantieri aperti e non conclusi, come quello della piscina comunale Tosi, causando la chiusura totale di alcune strade? Veramente era necessario continuare a installare non richieste e non meglio giustificate colonnine di ricarica elettrica, rubando  stalli ai già limitati parcheggi, peraltro a stretta vicinanza  con altre colonnine già presenti e inutilizzate, sapendo che poi si doveva incerottare tutto e trasformare alcune vie fondamentali del centro in corsie preferenziali per i bus? Veramente si è convinti che la città resisterà a una tale devastazione?

Una magra consolazione, comunque c'è: abbiamo la prova provata che Dante Alighieri visitò Carrara. Magari nello stesso sogno divinatorio da cui estrasse la Divina Commedia, magari in un incubo, ma di certo quando scrisse il celeberrimo epitaffio sulla porta dell'Inferno: "Per me si va nella città dolente, per me si va ne l'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente" era la Carrara di oggi che stava contemplando. Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.

 
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