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Scritto da Redazione
Politica
04 Novembre 2020

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Sul caso transazione Paradiso –  applaudita alla cifra di quasi dodici milioni di euro, dalla maggioranza carrarese 5 stelle  come successo politico, poi rivista, dopo la denuncia dell’opposizione sull’irregolarità di tutto il procedimento e quindi bloccata per essere infine ridotta dalla sentenza finalmente arrivata dal giudice a un importo di cinque euro – il coro delle opposizioni carraresi è unanime: “Vergognoso”. Dopo l’aspra critica di Bernardi e Pieruccini arriva la non  meno severa analisi di Italia Viva Carrara che ha riconosciuto la possibilità che la Procura, a cui Bernardi e Pieruccini si sono rivolti, possa aprire un fascicolo sul caso. 

“Anche il vicesindaco Matteo Martinelli – ha detto Fabrizio Volpi coordinatore comunale di Italia Viva -  nella sua infinita arroganza e dichiarata ignoranza sulle sentenze , dovrebbe arrendersi di fronte al fatto di aver perseguito insistentemente per mesi, senza fondate motivazioni, la transazione con la Paradiso SPA sprecando soldi pubblici. Una scelta oscena in totale mancanza di chiarezza e di trasparenza, ma soprattutto di onestà politica.”. Volpi ha fatto notare che la transazione Paradiso può essere considerata l' affare più costoso della storia del comune di Carrara, che sarebbe stato indebitato  per dieci lunghi anni senza che vi fosse una sentenza ed ha giudicato inquietanti le giustificazioni addotte da Martinelli e dal sindaco De Pasquale. Anche Volpi ha sollecitato una replica del professor Giulio Ponzanelli, autore della perizia in base alla quale è stata avviata  la transazione, alle dichiarazioni fatte dall’amministrazione circa il suo licenziamento in tronco dovuto proprio  all’errore nella perizia.  “La città deve sapere – ha continuato Volpi -   come mai  il pronunciamento sul risarcimento di 5.098.923 milioni di euro emesso dal Tribunale di Massa, è meno della metà della  cifra che il professor Ponzanelli aveva indicato  come conveniente per una transazione.” Per Volpi ci sarebbero, inoltre, dubbi anche sulla figura  del “super partes gratuito" professore  in quiescenza Antonio Scudieri, che di colpo avrebbe fatto cambiare idea al vicesindaco e lanciato l' assist per far fuori il famoso giurista della Bocconi , incolpandolo di avergli consigliato la strada sbagliata.  

“Non è vero – ha proseguito Volpi – che a giugno l’amministrazione aveva fatto dietro front  perché era emersa nuova documentazione dopo un approfondimento sul contenzioso. In effetti,   il motivo del voltafaccia di Martinelli sembrerebbe piuttosto dovuto all'annuncio dell’opposizione in consiglio comunale di richiedere l’intervento della Corte dei Conti.   Condanniamo, infine, con sdegno i l'autoincensamento e la mendace ricostruzione dei fatti da parte di De Pasquale e l’ aver con meschinità tirato in ballo persino l’emergenza-Covid per convincere i cittadini del buon risultato ottenuto . Il sindaco infatti aveva scritto: “Grazie al prudente lavoro di questi ultimi tre anni, abbiamo la disponibilità finanziaria per intervenire, il comune non andrà in predissesto, una situazione che comporta tagli su servizi importantissimi per i cittadini  in un periodo storico come questo".

”Volpi ha poi bollato come indecoroso l’atteggiamento  dei 5 stelle che a febbraio di quest’anno  ribadivano di  aver dovuto rimediare ai tanti ed ingenti danni fatti da chi aveva precedentemente governato la città, considerandoli  colpevoli di aver persino ordito un “disegno perverso ” per tendere  una  ai grillini stessi  e portare il comune  al dissesto. “ Povera, misera e invasata classe politica – ha concluso Volpi -  che sta governando  la città da più  di tre anni  e che probabilmente non si schioderà dalle poltrone nemmeno questa volta.   Italia Viva ci prova lo stesso e chiede le dimissioni del sindaco De Pasquale e parte della Giunta , tranne l’assessore Anna Galleni e l’assessore Giovanni Macchiarini  che da subito avevano dichiarato guerra a Matteo Martinelli perché si ostinava a voler sprecare 12 milioni e 500 mila euro di soldi pubblici senza una sentenza di condanna nella quale fosse individuata l’entità del risarcimento. Per questo il vicesindaco, da vero  signore , pare avesse tolto il saluto ai due dissidenti. E questo probabilmente non è tutto.”.

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