CARRARA – "Si aggrava la posizione del Comune di Carrara nella gestione delle tariffe dei nidi d’infanzia" Lo dice l'ex consigliere comunale del comune di Carrara Lorenzo Lapucci che, nella veste di genitore utente dei nidi comunali, ha svolto una ricerca accurata sul tema, avendo ravvisato un'anomalia: "Dopo la parziale ammissione dell'errore sulle allerte meteo da parte degli uffici, che hanno promesso i conguagli limitandoli però alle sole annualità successive al 2024, emerge una verità ben più pesante. I bandi annuali emanati dal Comune sono viziati da una macroscopica illegittimità strutturale, avendo sistematicamente ignorato e violato il Regolamento Comunale del 2013, che rappresenta la fonte normativa sovraordinata a cui i dirigenti avrebbero dovuto tassativamente attenersi. Lorenzo Lapucci ha sollevato il caso e smonta punto per punto la difesa del Comune basandosi sui cardini del diritto amministrativo. L'amministrazione ha eretto un muro sulle annualità precedenti, sostenendo che per gli anni educativi dal 2021 al 2024 non si possa rimborsare nulla perché nei ecchi bandi non era scritta la clausola di scomputo della quota fissa. Si tratta di un errore degli uffici che rasenta il dilettantismo, poiché quella clausola non ha alcun bisogno di essere esplicitata nel bando per essere valida. È infatti scolpita nell'Articolo 12 del Regolamento Comunale per il funzionamento dei nidi, un atto del Consiglio Comunale che i dirigenti non possono né ignorare né abrogare con un semplice bando d'iscrizione. Per il principio giuridico dell'eterointegrazione, le norme del Regolamento generale integrano di diritto le lacune dei bandi incompleti. Di conseguenza, il tentativo di fermare i rimborsi al 2024 è giuridicamente nullo e i rimborsi spettano di diritto per tutto il quinquennio di prescrizione, a partire dal 2021.
Il secondo fronte della vertenza, se possibile ancora più grave, riguarda il rifiuto del Comune di ricalcolare le rette per le famiglie che subiscono un comprovato peggioramento delle condizioni economiche attestato dall’ Isee in corso di validità del nuovo anno solare. Nel caso specifico, a fronte di un ISEE ordinario documentatamente dimezzato con l'inizio del nuovo anno solare, il Comune ha respinto la richiesta di adeguamento della tariffa trincerandosi dietro l'Articolo 5 del bando, che pretende di cristallizzare la tariffa d'iscrizione per tutto l'anno educativo. Anche in questo caso il bando impone un principio abusivo e contrario alle norme. Lo stesso Articolo 12 del Regolamento, all'ultimo comma, impone testualmente che la retta venga ricalcolata in caso di rilevante variazione delle condizioni familiari ed economiche. Gli uffici hanno quindi scientemente ignorato la volontà del Consiglio Comunale e la stessa legge nazionale, il D.P.C.M. 159/2013, che sancisce la scadenza tassativa dell'ISEE al 31 dicembre di ogni anno. Siamo di fronte a una gestione tariffaria approssimativa e arrogante, che si arrocca dietro bandi scritti male e contro la legge pur di non restituire il dovuto alle famiglie. Questa condotta rischia ora di mandare in tilt il sistema finanziario dell'ente anche sul piano pratico. Il Comune ha infatti parlato di ristori tramite semplici conguagli in bolletta, ma questa formula non può funzionare per le centinaia di famiglie i cui figli hanno finito il nido negli ultimi cinque anni. Per loro il Comune non ha più bollette future da emettere e l'amministrazione deve trovare altri modi di rimborso. Se una persona documenta una reale e comprovata perdita economica per quale assurda ragione deve continuare a pagare una tariffa calcolata al momento dell'iscrizione vedendosi negato il diritto di far valere l'indicatore ISEE aggiornato? Questo meccanismo di tutela non è un'opzione concessa a piacimento del Comune, ma è un diritto costituzionalmente protetto dall’Articolo 53 della Costituzione Italiana e recepito dal Regolamento comunale stesso, sotto il principio della capacità contributiva, che impone che la partecipazione alle spese pubbliche sia sempre parametrata alla ricchezza reale e attuale del cittadino, non a quella passata o fittizia. Carrara deve uscire da questa gestione anacronistica e adeguarsi immediatamente ai tantissimi Comuni d’Italia che applicano regolarmente il ricalcolo della tariffa sulla base dell'ISEE in corso di validità La battaglia prosegue formalmente davanti al Difensore Civico Regionale della Toscana per costringere il Comune a restituire i soldi degli ultimi cinque anni e ad applicare, finalmente, il suo stesso Regolamento".
Caos Rette Nidi a Carrara, Lapucci lancia l'offensiva: «Bandi illegittimi e uffici allo sbaraglio. Il Regolamento comunale demolisce il "muro" dell'Amministrazione su ISEE e rimborsi arretrati»
Scritto da Redazione
Politica
01 Novembre 2026
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