CARRARA, 3 novembre 2026 – Il caso SEN approda ufficialmente in Commissione consiliare. Si è svolta nella mattina del 3 novembre, nella Sala consiliare del Comune di Carrara, la seduta della 4ª Commissione, dedicata alla situazione dei circa 50 nuclei familiari che rischiano di perdere la propria abitazione negli immobili SEN di Avenza e Marina di Carrara. Ad aprire i lavori è stato il presidente Guido Bianchini, che ha ricordato l'assemblea pubblica del 21 ottobre e la necessità di «istituzionalizzare» la vicenda, avviando un confronto nelle sedi competenti e valutando, in futuro, anche un eventuale passaggio in Consiglio comunale. A rappresentare il Comitato erano presenti il presidente Daniele Sanguinetti e la delegata Sara Paglini, che ha illustrato la memoria consegnata alla Commissione, ricostruendo la storia degli immobili, le convenzioni pubbliche originarie, le criticità amministrative, gli atti pubblici richiesti e le tutele per le famiglie.
Inizialmente il vicesindaco Roberta Crudeli ha ripercorso i tentativi di confronto avuti con la proprietà, senza esiti risolutivi, esprimendo l'auspicio che l'incontro in Prefettura del 5 novembre possa contribuire a superare le criticità e soprattutto a «mantenere gli inquilini che ci sono, dando continuità abitativa».
Dal confronto istituzionale emergono critiche e richieste di intervento
Alla seduta ha partecipato un numero significativo di commissari, sia in presenza sia in collegamento da remoto. Nel corso del confronto sono emerse posizioni trasversali sulla gravità della situazione e sulla necessità di individuare una soluzione in tempi brevi.È stata riconosciuta anche la presenza di responsabilità amministrative accumulate negli anni. «Nel tempo ci sono stati errori anche del Comune», è stato osservato durante il dibattito, insieme alla denuncia per la documentazione che il Comitato attende da mesi e che, nonostante le ripetute richieste, non è ancora stata integralmente consegnata. È stata evidenziata la necessità di individuare un interlocutore istituzionale unico, capace di coordinare il lavoro tecnico e politico: «Ci vuole un interlocutore unico, solo così possiamo
affrontare il problema nel tecnico». Diversi interventi hanno richiamato il paradosso di un territorio che ha bisogno di abitazioni mentre oltre sessanta appartamenti restano inutilizzati. È stato riconosciuto anche il ruolo determinante del Comitato nel mantenere viva l'attenzione sulla vicenda: «Se oggi siamo qua si deve ringraziare il Comitato». Non sono mancati richiami alla necessità di mettere in sicurezza gli edifici, tutelare le persone fragili e superare l'attuale situazione di stallo attraverso la massima collaborazione tra le forze politiche. Come è stato sottolineato nel corso della seduta, «non serve solo la solidarietà»: occorrono risposte e iniziative concrete.
Il Comitato: dalle dichiarazioni alle garanzie scritte
Nel ringraziare i commissari per l'attenzione e la disponibilità al confronto, il Comitato ha ribadito che il problema non può essere ridotto a una controversia tra proprietà e inquilini. Al centro restano la funzione sociale degli immobili, le convenzioni pubbliche originarie, il futuro del patrimonio inutilizzato e la tutela delle famiglie che ancora li abitano. La prospettata vendita in blocco del compendio rende ancora più urgente fare piena luce sul suo futuro. Il Comitato ha inoltre richiamato le condizioni di degrado e le criticità di sicurezza segnalate dagli abitanti, tra infiltrazioni, deterioramento delle strutture, distacchi di materiale cementizio e problemi alle condotte fognarie, chiedendo verifiche tecniche e sopralluoghi urgenti. Tra le richieste formalizzate nella memoria figurano una moratoria scritta delle procedure di rilascio per gli inquilini non morosi, la tutela anche delle famiglie che hanno sottoscritto accordi di mediazione con scadenza al 30 giugno 2029, la consegna degli atti richiesti e
l'apertura di un percorso per nuove convenzioni e canoni compatibili con la funzione sociale degli immobili. Il prossimo appuntamento è fissato per il 5 novembre in Prefettura. Il Comitato si aspetta che le disponibilità espresse oggi trovino finalmente traduzione in decisioni verificabili. «Non chiediamo rassicurazioni, chiediamo tutele. Dopo mesi di incontri e richieste, cinquanta famiglie non possono continuare a vivere nell'incertezza. Gli immobili non possono svuotarsi progressivamente mentre si discute della loro funzione sociale. Servono garanzie scritte, tempi certi e responsabilità precise».
«Non chiediamo al Comune di sostituirsi alla proprietà o alla magistratura, ma di esercitare pienamente il proprio ruolo a tutela dell’interesse pubblico», sottolinea la delegata Sara Paglini.
Caso SEN -"Non chiediamo rassicurazioni ma tutele": l'appello di Sara Paglini delegata del comitato degli inquilini sfrattati alla commissione consiliare del comune di Carrara
Scritto da Redazione
Politica
04 Novembre 2026
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