"Il Comitato Inquilini di Via Bertoloni e Via Villafranca denuncia: immobili di edilizia sociale finiti nel mirino per questioni fiscali, malgrado i pagamenti regolari" lo riferisce il consigliere del Gruppo Civico Massimiliano Bernardi che spega: "La proposta concreta che ho fatto è stata ignorata dall’Amministrazione Arrighi. nonostante le famiglie residenti in quattro palazzi di proprietà della società Sen rischiano lo sfratto per finita locazione, pur essendo in regola con i canoni e senza alcuna morosità.«Gli immobili – si legge in una nota – nascono da convenzioni urbanistiche stipulate negli anni Ottanta tra il Comune e la società Sen, con qualificazione come edilizia sociale, canoni calmierati e garanzie di stabilità».La vicenda si complica ulteriormente: l’assessore al Bilancio, Mario Lattanzi, ha inviato cartelle IMU alla proprietà, nonostante la Sen avesse già vinto un ricorso, in quanto gli alloggi sono convenzionati e esenti da IMU. Il risultato è un ingiustificato allarme sfratti, con famiglie sotto pressione per problemi che non competono loro. Non ha mosso un dito anche se la situazione è gravissima , l’Assessore alle Politiche Abitative del PD, Roberta Crudeli mentre, circa 40 alloggi della Sen restano vuoti. La politica della sinistra locale , in un tema così delicato come il diritto alla casa, dimostra totale inerzia e miopia, lasciando famiglie a basso reddito – tra cui anziani, minori e persone con disabilità – esposte a sfratti e a condizioni abitative degradanti. I quattro palazzi, noti nel quartiere come i “palazzi degli sfrattati ”, mostrano intonaci staccati, facciate deteriorate. La mia proposta concreta rimane ferma sul tavolo: attivare una convenzione con la proprietà, pagando un affitto annuale calmierato per rendere disponibili una ventina di alloggi per le situazioni di grave disagio abitativo, recuperando poi i fondi dagli assegnatari provvisori. Una soluzione semplice e immediata che l’Amministrazione Arrighi ignora, confermando la propria cecità politica di fronte a un’emergenza sociale evidente. «Si tratta di comunicazioni che generano preoccupazione e tensione – dichiara il Comitato – pur essendo parte lesa, veniamo messi sotto pressione per problematiche che non ci competono». Il Comitato ha annunciato che chiederà incontri urgenti con Comune e Prefettura per attivare strumenti di tutela, mediazione e soluzioni alternative allo sfratto. La vicenda, oltre a essere una battaglia legale e fiscale, rappresenta un allarme sociale: famiglie regolari, senza colpe, rischiano di perdere la propria casa, mentre la sinistra romana resta immobile, incapace di trasformare la proposta concreta in un intervento reale. Su temi come la casa e la sicurezza abitativa, non è ammesso l’immobilismo politico, nemmeno per convinzioni ideologiche: la vita delle persone viene prima dei calcoli o delle titubanze amministrative".
Cinquanta famiglie regolari a rischio sfratto, a Carrara. Amministrazione immobile: la critica del consigliere Bernardi
Scritto da Redazione
Politica
27 Gennaio 2026
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