"Cinquant'anni di età e non sentirli? Magari fosse così per gli immobili di residenza pubblica di Massa-Carrara. La realtà emersa di recente dalla stampa locale ci riconsegna una fotografia ben diversa: la stragrande maggioranza del patrimonio ERP ha superato il mezzo secolo di vita e necessita di interventi strutturali urgenti". A scriverlo in un comunicato è l'associazione "Città al centro, dai monti al mare".
"Davanti a questo scenario - prosegue l'associazione - l'esultanza dell'amministrazione comunale per lo stanziamento di 300mila euro destinati alla ristrutturazione di 15 unità abitative appare quantomeno fuori luogo. Calcolatrice alla mano, parliamo di appena 20mila euro a fondo immobiliare. Una cifra che, per chiunque conosca minimamente i costi reali del settore edile, risulta palesemente insufficiente.
Oggi rifare un bagno a norma costa tra i 7 e i 10mila euro; per un impianto elettrico certificato se ne vanno dai 4 ai 7mila. Se sommiamo queste due sole voci, il budget è già praticamente esaurito. E tutto il resto? Gli infissi, l'efficienza energetica, gli intonaci, l'isolamento?
L'emergenza dei 220 alloggi sfitti
Il vero paradosso emerge quando si guarda ai numeri complessivi dell'emergenza abitativa sul territorio: ci sono ben 220 unità immobiliari attualmente libere, ma inutilizzabili proprio perché necessitano di interventi di ripristino. Di fronte a centinaia di famiglie in lista d'attesa che chiedono un tetto, pensare di risolvere il problema ristrutturando solo 15 alloggi all'anno non è un intervento "interessante": è una goccia nel mare, una risposta palliativa che non incide minimamente sulla crisi sociale in atto.
Vendite ERP e Avanzo di Bilancio: dove trovare le risorse reali
Le alternative finanziarie per fare una mossa seria ci sono, basta volerle percorrere.
In primo luogo, l'ERP sta procedendo alla vendita di immobili situati in contesti condominiali dove la maggior parte dei millesimi è in mano a privati. Questo piano di alienazione genererà un incasso importante. Perché queste risorse non vengono vincolate immediatamente a un Piano Casa Comunale strategico?
In secondo luogo, serve coraggio politico nella gestione delle casse comunali. Destinare alle politiche abitative una miseria come il 2% dell'avanzo di bilancio è un segnale di disinteresse verso le fasce più deboli.
La scadenza del 31 luglio: una verifica d'obbligo e un appello al Consiglio Comunale
Il tempo delle scuse sta per scadere. Entro il 31 luglio, il Consiglio Comunale si riunirà per la verifica obbligatoria degli equilibri di bilancio, la sede istituzionale in cui si decide formalmente come utilizzare l'avanzo disponibile.
Quello sarà il momento della verità. Chiediamo con forza all'amministrazione e a tutti i consiglieri di superare gli annunci trionfalistici e di impegnare cifre serie e strutturali. Finanziare il diritto alla casa non è una spesa, è un investimento sulla dignità dei cittadini e sulla sicurezza sociale di Massa-Carrara. I soldi ci sono, ora servono la volontà politica e una visione a lungo termine".