"Per questo trovo paradossale la posizione assunta dal Partito Democratico e da alcuni suoi amministratori locali. Contestare la localizzazione di una determinata struttura è legittimo. Dire invece no ai CPR sempre e comunque senza mettere sul tavolo alcuna alternativa significa nei fatti voler impedire i rimpatri.
Oggi la situazione è molto semplice: sul tavolo esiste un'ipotesi avanzata dallo Stato, quella di Pallerone, e dall'altra parte esiste soltanto una sequenza di no. In queste condizioni è difficile pretendere dal Governo una soluzione diversa se la Regione Toscana e gli enti locali rifiutano persino di partecipare alla ricerca di un'alternativa.
È proprio per rompere questo schema che la Lega ha promosso una proposta di legge regionale di iniziativa popolare. Chiediamo che la Toscana faccia quello che dovrebbe fare un'istituzione responsabile: collaborare lealmente con lo Stato e individuare almeno un'area del territorio regionale potenzialmente idonea alla realizzazione di un CPR. È questo il cuore della proposta.
E non chiediamo di scegliere un luogo a caso. La nostra proposta stabilisce criteri molto precisi: privilegiare territori a bassa o nulla pressione abitativa, aree produttive, logistiche, infrastrutturali o demaniali; verificare la qualità dei collegamenti viari, preferire immobili e aree pubbliche, tenere conto della presenza di luoghi sensibili, della compatibilità urbanistica e delle condizioni ambientali e territoriali.
È dunque esattamente l'opposto di una scelta calata dall'alto. Vogliamo mettere Regione, Comuni e Governo nelle condizioni di confrontarsi preventivamente e di trovare la soluzione che produca il minore impatto possibile sulle comunità interessate. La proposta prevede infatti anche collaborazione istituzionale, accordi con gli enti locali e la possibilità di discutere misure di riequilibrio e compensazione territoriale.
Per questo rivolgo un appello molto chiaro al presidente della Regione, alla maggioranza regionale e ai sindaci, a partire da quelli che in queste ore protestano contro Pallerone (frazione di Aulla): se davvero volete contribuire a individuare una soluzione migliore, sostenete questa proposta e partecipate alla scelta.
Non si può pretendere il coinvolgimento degli enti locali e poi trasformare quel coinvolgimento in un diritto di veto generalizzato.
La nostra proposta offre una via d'uscita ragionevole: sì ai rimpatri, sì a un CPR in Toscana, ma attraverso una scelta condivisa, tecnicamente sostenibile e rispettosa dei territori.
Il PD scelga quindi cosa vuole fare: contribuire responsabilmente all'individuazione della soluzione migliore oppure continuare con il "no" ideologico ai CPR sempre e dovunque. Perché quest'ultima posizione non danneggia il Governo: rende semplicemente più difficile rimpatriare chi non ha diritto di rimanere nel nostro Paese.
La Lega raccoglierà le firme dei cittadini proprio per costringere la politica regionale a confrontarsi con questa responsabilità. La nostra proposta chiede alla Toscana di svolgere un ruolo attivo e responsabile nell'individuazione delle aree e nel sostegno agli enti locali".









