Si dice profondamente basito, come cristiano e come cittadino, Stefano Benedetti, presidente di Massa Città Nuova, per la notizia dello sfratto di una famiglia da locali di pertinenza della Curia Vescovile di Massa. "Non avrei mai pensato che la Curia potesse agire nei confronti delle famiglie come se fosse una azienda privata qualsiasi o ancor meglio una società improntata esclusivamente al libero guadagno - ha dichiarato Benedetti - Non intendo in questa sede fare l’elenco della serva circa i finanziamenti, le donazioni private, l’elemosina, l’ 8 per mille versato dai contribuenti, le tasse non pagate allo Stato su tutti i beni milionari della chiesa, ma solo constatare che proprio per tutti questi vantaggi ricevuti , l’organizzazione cattolica oltre ad espletare le propri funzioni religiose, dovrebbe dedicarsi al sociale in modo concreto, anche destinando una parte dei proventi a tutti coloro che si trovano in serie difficoltà ovviamente accertate. Colpisce sapere che la Curia in questo caso si sia rivolta alle autorità giudiziarie per sfrattare la famiglia in questione, omettendo un interessamento diretto per individuare soluzioni alternative e superare il problema in modo non traumatico. Non è retorica pensare che la struttura in oggetto accoglie in questo periodo una moltitudine di extracomunitari sbarcati illegalmente dai barconi e mantenuti in tutto e per tutto dallo Stato e dalla Chiesa che si è resa da subito disponibile ad accoglierli, dichiarando pubblicamente il proprio spirito di solidarietà. Devo forse pensare che i cittadini italiani, che sono proprio coloro che permettono la sopravvivenza della chiesa con le proprie donazioni, sono al contrario degli extracomunitari, penalizzati e come in questo caso, rischiano seriamente di essere sfrattati brutalmente dagli ufficiali giudiziari come se fosse dei truffatori o degli scaltri occupanti abusivi? Nel merito, mi permetto di inviare una nota al riguardo al giornalista Mario Giordano, che si interessa di occupazioni abusive, affinché possa chiarire pubblicamente che in questo caso dovrebbe prevalere il buon senso e soprattutto l’interesse sociale e cristiano, anziché il bilancio della Chiesa che sicuramente non sará in passivo, come purtroppo quello di tante aziende private che vivono esclusivamente dei propri proventi.
Credo che anche su questa brutta storia debbano intervenire il prefetto di Massa Carrara, Guido Aprea, che ha sempre applicato sul nostro territorio gli obblighi del governo in materia di accoglienza degli extracomunitari e il sindaco di Massa Francesco Persiani che, comunque, anche se non sembra, gode di un settore sociale che dispone anche di alloggi di emergenza abitativa, di cui si dovrebbe far carico l’ assessore di riferimento. Non è possibile pensare che anche il comune scarichi questa famiglia italiana utilizzando brutali strumenti legali.
Per quanto sopra, invito il prefetto di Massa Carrara, il sindaco Persiani e l’ assessore al sociale ad intervenire prontamente e prima del 10 di luglio, giorno delle sfratto, per evitare ulteriori traumi a questa famiglia e per individuare un alloggio di emergenza abitativa da affidargli come da costituzione italiana. Non dimentichiamo che la casa è un diritto di tutti i cittadini e che proprio questo diritto sia negato dalla chiesa è del tutto inaccettabile".
Famiglia sfrattata dalla Curia: la critica di Stefano Benedetti
Scritto da Redazione
Politica
25 Maggio 2025
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